#Finsubito news dalla rete – 361, la cifra che i leader dimenticano a loro rischio e pericolo


Buongiorno! Siamo David Carretta, Christian Spillmann e Oliver Grimm, gli autori del Mattinale Europeo.

L’approfondimento del giorno è dedicato al nuovo Quadro finanziario pluriennale. David e Christian hanno intervistato Siegfried Mureșan, uno dei due correlatori al Parlamento europeo sul bilancio 2028-34, che lancia due avvertimenti. Primo, con altri tagli sarà molto difficile ottenere il consenso di un Parlamento dove l’estrema destra è più forte che mai. Secondo, se non si doterà il bilancio di risorse sufficienti, ad approfittarne saranno i populisti anti-europei.

Nel briefing ci occupiamo di Russia: il Parlamento europeo ha chiesto una missione navale dell’Ue nel Mar Nero per proteggere la libertà di navigazione al largo delle coste di Romania e Bulgaria dai droni russi. La Corte penale internazionale ha ricevuto il Premio Sakharov. L’Ue si prepara al vertice con il Canada rinviando il tema della “membership associata”. Il PPE si è alleato con l’estrema destra per rinviare di tre anni le regole sulle emissioni di metano. Italia e Spagna hanno concordato un cessate il fuoco nella guerra sui migranti combattuta con le frontiere di Schengen.

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Di David Carretta e Christian Spillmann

Antonio Costa, il presidente del Consiglio europeo, nelle prossime due settimane terrà consultazioni bilaterali con i capi di Stato e di governo dell’Ue per cercare di fare progressi nelle trattative sul nuovo Quadro finanziario pluriennale. La discussione al vertice del 15 ottobre sulla “nego-box” della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue è stata un disastro: ciascun leader ha ribadito le proprie linee rosse, con il campo dei frugali e quello degli amici della coesione incapaci di trovare un modo per intendersi. Costa ha intenzione di presentare una “nego-box” aggiornata nel corso del mese di novembre, per una nuova discussione tra i leader al Consiglio europeo straordinario del 26 e 27 novembre. Il suo obiettivo rimane un accordo all’unanimità entro la fine dell’anno. Ma, tra le tante cifre al centro del negoziato, c’è un numero che rischia di essere sottovalutato da Costa e dai capi di Stato e di governo: 361. È il numero di voti necessario al Parlamento europeo per dare il consenso al bilancio 2028-34.

«Il Parlamento europeo è più volatile e più imprevedibile rispetto al passato», ha spiegato l’eurodeputato rumeno del PPE, Siegfried Mureșan, uno dei due correlatori sul Quadro finanziario pluriennale, in un’intervista con il Mattinale Europeo. «Se i capi di Stato e di governo credono che, quando saranno arrivati a una posizione comune al Consiglio, il Parlamento la accetterà senza emendamenti, non passerà. Per avere il bilancio adottato a livello del Parlamento europeo, abbiamo bisogno di una maggioranza assoluta: 361 voti», ha avvertito Mureșan. Il solito allarmismo tattico da parte del Parlamento, istituzione che non ha alcun potere sul bilancio pluriennale, salvo quello di approvarlo o rigettarlo?

Anche in passato il Parlamento europeo aveva minacciato di negare il suo consenso — l’atto giuridico con cui approva il Quadro finanziario pluriennale. Ma la minaccia non si è mai concretizzata. È servita al massimo come arma negoziale per ottenere alcune concessioni cosmetiche, senza toccare al grande accordo raggiunto tra i capi di Stato e di governo all’unanimità. Nel marzo del 2013 il Parlamento europeo adottò una risoluzione per rigettare le conclusioni del Consiglio europeo del mese precedente, nel quale i leader avevano raggiunto l’unanimità sul bilancio 2014-2020. Ma c’era un trucco: una risoluzione politica non è un voto su un testo legale come la risoluzione per approvare il Quadro finanziario pluriennale. La prima è un lungo testo di richieste, senza alcun effetto vincolante. Il secondo sono quattro paragrafi che possono determinare una crisi istituzionale e la paralisi finanziaria.

Alla risoluzione politica di rigetto dell’accordo raggiunto tra i leader, nel 2013 seguirono alcune settimane di intensi negoziati, durante le quali il Parlamento strappò alcune concessioni simboliche, come più flessibilità temporale della spesa e una potenziale revisione del bilancio nel 2016. Le minacce vennero subito abbandonate. A novembre i deputati diedero il loro consenso al bilancio 2014-2020 con 537 voti a favore, 126 contrari e 19 astensioni. Il Quadro finanziario pluriennale successivo — quello 2021-27 che includeva il debito comune post pandemia di NextGenerationEU — ricevette il consenso del Parlamento europeo il 16 dicembre 2020 con una maggioranza simile: 548 voti favorevoli, 81 contrari e 66 astensioni.

Il problema che Costa e i leader nazionali rischiano di sottovalutare è che il Parlamento europeo del 2026 è molto diverso da quello del 2020 o del 2013. La crescita dei gruppi a destra del PPE — i sovranisti dell’ECR, l’estrema destra dei Patrioti per l’Europa e l’estrema destra dell’Europa delle nazioni sovrane — rende totalmente incerto il voto sul consenso al nuovo bilancio. A parte un paio di delegazioni nazionali dell’ECR (principalmente i partiti al governo in Italia e in Lettonia), l’estrema destra non apporterà il suo sostegno (Marine Le Pen, per esempio, vuole ridurre di metà il contributo della Francia al bilancio comunitario). Nemmeno l’estrema sinistra volerà in soccorso di un bilancio che ai suoi occhi non fa nulla per i lavoratori e il sociale.

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, continua a ricordare che la sua posizione sulla proposta della Commissione per il Quadro finanziario pluriennale 2028-34 è stata approvata con la maggioranza assoluta per un soffio: 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni. Appena nove voti in più di quanto necessario per il consenso. E tutti i gruppi pro-europei — PPE, socialisti, liberali e verdi — «hanno sostenuto» il testo, ricorda Mureșan. Dentro il Parlamento sono stati fatti dei calcoli. «Tutti i partiti dei capi di Stato e di governo nei 27 Stati membri controllano 180 membri del Parlamento europeo. Non è una metà, è un quarto», spiega Mureșan. «Tutti i partiti al governo in tutti i 27 paesi membri, insieme hanno 270 membri del Parlamento europeo». Secondo Mureșan, non potrà esserci una maggioranza assoluta sul bilancio 2028-34 «per diktat a livello di Consiglio europeo». Mureșan dubita — per esempio — che la delegazione del Partito socialdemocratico tedesco sia pronta a votare un bilancio come quello chiesto dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

In altre parole, per evitare un incidente al momento del consenso, nei loro negoziati i capi di Stato e di governo dovranno tenere conto di una necessità assoluta: tenere unita la maggioranza pro-europea formata da PPE, socialisti e liberali, senza dimenticare il contributo che devono dare i verdi. Altrimenti i 25 deputati di Giorgia Meloni non saranno sufficienti a compensare le defezioni nei gruppi europeisti. Le richieste del Parlamento europeo vanno in direzione diametralmente opposta a quelle dei frugali che esigono altri tagli oltre a quelli proposti nella nego-box irlandese. In un modo o nell’altro, i leader dovranno dare qualche soddisfazione ai deputati.

Un modo è aumentare le risorse complessive. «Il Quadro finanziario pluriennale attuale è 1,13 per cento del Pil», spiega Mureșan. Il Parlamento chiede di salire all’1,27 per cento per il 2028-34. La “nego-box” della presidenza irlandese, senza tenere conto del rimborso del debito di NextGenerationEU, prevede di scendere all’1,02 per cento. L’ammontare complessivo «non è sufficiente», avverte Mureșan. Tuttavia, data l’ossessione dei frugali per i tagli, è difficilmente immaginabile un cambio di rotta. Semmai ci sarà un’ulteriore riduzione delle risorse complessive.

Oltre alla cifra 361, i leader dell’Ue rischiano di sottovalutare il rischio che i tagli al prossimo bilancio alimentino il populismo anti-europeo. L’1 per cento del Pil è dove «è cominciata la Brexit», ci ha ricordato Mureșan. L’1 per cento è quello che David Cameron chiedeva come tetto massimo al bilancio dell’Ue quando era primo ministro del Regno Unito, prima di lanciare la scommessa sul referendum per l’uscita dall’Ue. «Se non si finanzia in modo sufficiente l’Ue, le nostre difficoltà non scompariranno», spiega Mureșan. Tutti si aspettano di più dall’Europa, i capi di Stato e di governo dicono che deve fare di più, ma poi «sono disponibili solo a finanziarla meno». Il risultato saranno «delusioni», dice Mureșan. «Se abbiamo promesso agli europei di fare delle cose su sicurezza, difesa, competitività, e non saremo in grado di farlo, solo i populisti, gli estremisti e gli anti-europei ne approfitteranno», avverte Mureșan.

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La frase

«Churchill avrebbe potuto accorciare la Seconda guerra mondiale di anni se avesse semplicemente “fatto un accordo” con Hitler. George Washington avrebbe potuto fare un accordo per porre fine alla Rivoluzione americana. Zelensky è in buona compagnia.»

Mitt Romney.

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Kyiv bombardata dopo l’incontro Putin-Witkoff, Zelensky denuncia la mancanza di pressione — La Russia ha lanciato un nuovo attacco aereo con missili balistici e droni contro Kyiv, poche ore dopo l’incontro a San Pietroburgo tra Vladimir Putin e l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff. Volodymyr Zelensky ha spiegato che tre missili balistici che hanno colpito la capitale erano dotati di testate a grappolo, progettate per fare danni in un’area molto più grande e provocare perdite tra la popolazione civile. Uno dei missili ha colpito il quartiere di Pechersk, nel centro della città. Il presidente ucraino ha aggiunto che, secondo i suoi servizi di intelligence, la Russia intensificherà la sua campagna aerea per approfittare della carenza di sistemi di difesa a causa del rallentamento delle forniture da parte degli alleati. «È evidente che la Russia approfitta del rallentamento della consegna di sistemi di difesa aerea da parte dei nostri partner», ha detto Zelensky.

«È ugualmente evidente che l’indebolimento della pressione sulla Russia da parte di alcuni partner non ha fatto altro che convincere Putin che i suoi obiettivi sono realizzabili», ha aggiunto il presidente ucraino, riferendosi alle recenti decisioni di Trump a favore del leader russo.

Il Parlamento chiede una missione navale nel Mar Nero — Il Parlamento europeo ha condannato con fermezza gli attacchi condotti al largo delle coste di Bulgaria e Romania, nonché le violazioni dello spazio aereo rumeno, denunciando l’estensione della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina nell’area occidentale del Mar Nero. In una risoluzione adottata con 432 voti favorevoli, 52 contrari e 88 astensioni, i deputati hanno sottolineato che questi attacchi rientrano in un chiaro schema di escalation russa, con il quale Mosca ha preso sistematicamente di mira il trasporto marittimo civile.

Secondo il Parlamento europeo, l’Ue e i suoi Stati membri dovrebbero valutare il dispiegamento di una missione navale nel Mar Nero al fine di proteggere le navi dagli attacchi con droni aerei e marittimi. I deputati hanno ricordato che la libertà di navigazione e la sicurezza marittima sono essenziali per proteggere il fianco orientale della NATO, la regione del Mar Nero e il delta del Danubio. Il Parlamento ha anche invitato la NATO a valutare un’iniziativa per il Mar Nero.

Il premio Sakharov alla Corte penale internazionale sanzionata da Trump — È un piccolo schiaffo simbolico quello che il Parlamento europeo ha inflitto all’Amministrazione Trump, attribuendo il premio Sakharov per la libertà di espressione alla Corte penale internazionale e ai suoi funzionari. La Corte corre il rischio di essere smantellata a causa delle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti. Era stato il gruppo dei Socialisti e democratici a candidarla per il premio Sakharov.

«L’Ue si fonda sul rispetto del diritto internazionale. Con questo premio conferito alla Corte penale internazionale e ai suoi funzionari, il Parlamento europeo riconosce l’operato di coloro che rendono giustizia alle vittime», ha detto la presidente Roberta Metsola annunciando la decisione della Conferenza dei presidenti. «Continueremo a difendere questo principio».

La membership associata con il Canada rinviata a data da destinarsi — Come aveva anticipato sul Mattinale Europeo Alessia Balducci, il concetto di «membro associato» per il Canada non sarà all’ordine del giorno del vertice con l’Ue di Montreal della prossima settimana. Nei negoziati tra gli Stati membri e tra Bruxelles e Ottawa c’è consenso sull’Alleanza per il futuro proposta da Mark Carney, che ruoterà attorno ad alcuni temi chiave (dalla sicurezza all’intelligenza artificiale) e sarà aperta ad altri partner. Per contro, nemmeno i ventisette Stati membri sono d’accordo sul concetto di «membership associata» che Ursula von der Leyen ha proposto al Canada nel suo discorso sullo Stato dell’Unione.

La dichiarazione finale del vertice di Montreal potrebbe fissare l’obiettivo di riempire il concetto di «membership associata» entro il summit Ue-Canada dell’anno prossimo. Una volta che sarà stato determinato cosa voglia dire l’idea di von der Leyen, il progetto è destinato a essere sviluppato nel lungo periodo.

Dieci commissari per il vertice a Montreal con Carney — Ursula von der Leyen sarà accompagnata da un’ampia squadra di commissari, oltre che dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, nel suo viaggio in Canada per il vertice di Montreal. Sull’aereo saliranno l’Alto rappresentante, Kaja Kallas, i vicepresidenti Teresa Ribera, Henna Virkkunen, Stéphane Séjourné, e i commissari Maroš Šefčovič, Andrius Kubilius, Jessika Roswall, Maria Luís Albuquerque e Glenn Micallef. Un’altra commissaria, Hadja Lahbib, sarà in Canada già lunedì, ma rientrerà prima del vertice di Montreal. Tra i molti risultati che von der Leyen e Carney annunceranno è atteso un accordo sul commercio digitale.

Šefčovič consiglia prudenza sulle prossime mosse commerciali di Trump — Nella riunione informale dei ministri del Commercio che si tiene oggi a Dublino, il commissario Maroš Šefčovič non sarà in grado di portare risultati nel dialogo avviato con l’Amministrazione Trump per ottenere concessioni commerciali a favore dell’Unione europea. Sui derivati dell’acciaio esportati dall’Ue, per esempio, non sono stati registrati progressi. Peggio: prima delle elezioni di midterm del 3 novembre, la Commissione si aspetta la chiusura da parte dell’amministrazione Trump di una serie di inchieste sulla base della sezione 301 con la potenziale imposizione di dazi. Se i Democratici conquisteranno la maggioranza alla Camera e al Senato, Trump potrebbe lanciare una nuova escalation di ordini esecutivi.

Ma Šefčovič consiglierà ai ministri dei ventisette Stati membri di mantenere la calma. Il commissario è convinto che l’Amministrazione Trump non supererà la soglia del 15 per cento prevista come tetto massimo nell’accordo sui dazi concluso nel 2025.

PPE ed estrema destra votano per rinviare di tre anni le regole sulle emissioni di metano — Il Parlamento europeo ha chiesto di rinviare di tre anni alcuni obblighi previsti dalla nuova regolamentazione sulle emissioni di metano, andando ben oltre quanto proposto dalla Commissione per affrontare la crisi energetica attuale. L’esecutivo di Ursula von der Leyen aveva limitato il rinvio a un solo anno, dopo le pressioni venute dall’Amministrazione Trump, dai paesi del Golfo e da alcuni Stati membri per posticipare l’entrata in vigore il primo gennaio 2027. Dentro il Parlamento europeo, è prevalsa la linea sostenuta dal Partito Popolare Europeo, dal gruppo sovranista ECR e dagli altri gruppi dell’estrema destra. La posizione negoziale del Parlamento è stata approvata con 341 voti a favore, 225 contro e 6 astensioni.

Secondo la proposta del Parlamento, gli importatori di petrolio, gas naturale e carbone avranno fino al 31 maggio del 2031 per dimostrare che i contratti rispettano le regole dell’Ue. Il Consiglio deve ancora approvare la sua posizione negoziale. Alcuni diplomatici sono rimasti sorpresi dalla richiesta della Germania di andare oltre la proposta della Commissione. Secondo le nostre fonti, Ursula von der Leyen non intende ritirare la proposta di una proroga, se i co-legislatori rinvieranno le regole sulle emissioni di metano di tre anni. Ma la Commissione spera in un compromesso: 18 mesi di proroga.

«La nostra priorità è sempre stata chiara: salvaguardare la sicurezza energetica dell’Europa, proteggere le imprese e i consumatori dai prezzi dell’energia già elevati e preservare i nostri obiettivi di riduzione del metano», ha detto l’eurodeputato del PPE, Dimitris Tsiodras. L’Amministrazione Trump applaudirà.

Cessate il fuoco tra Italia e Spagna dopo la guerra di Schengen — I ministri dell’Interno di Italia e Spagna hanno annunciato un accordo per porre fine a una disputa politica, combattuta con i controlli interni all’area Schengen, legata alla crisi di Ceuta. Il 31 luglio, in modo del tutto ingiustificato, il governo di Giorgia Meloni aveva imposto i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna motivando la decisione di sospendere la libera circolazione di Schengen con il rischio di movimenti secondari dei migranti arrivati a Ceuta. La decisione iniziale di quindici giorni è stata rinnovata ogni due settimane nei successivi tre mesi, spingendo il governo di Pedro Sánchez a introdurre a sua volta i controlli con l’Italia per rappresaglia.

Per risolvere la disputa è bastata una telefonata e l’impegno a introdurre misure di condivisione dell’informazione per assicurare la totale sicurezza dell’area comune di Schengen. Il commissario agli Affari interni, Magnus Brunner, dopo essersi rifiutato di intervenire per tre mesi malgrado la scelta dei due paesi di prendere in ostaggio Schengen, ha reagito con un post su X entusiasta. «Schengen è uno dei più grandi successi dell’Ue», ha scritto Brunner. Non per merito suo.

Accade oggi

  • Presidenza irlandese dell’Ue: riunione informale dei ministri del Commercio a Dublino

  • Servizio europeo di azione esterna: l’Alto rappresentante Kallas visita la Corte penale internazionale all’Aia

  • Consiglio europeo: il presidente Costa a Budapest per il 70esimo anniversario della Rivoluzione ungherese del 1956

  • Commissione: discorso della presidente von der Leyen a Budapest per il 70esimo anniversario della Rivoluzione ungherese del 1956

  • Commissione: la commissaria Lahbib a Praga incontra il primo ministro ceco, Andrej Babiš

  • Commissione: la commissaria Zaharieva riceve Pascal Lamy e Geneviève Pons dell’Istituto Jacques Delors

  • Banca centrale europea: discorso di Piero Cipollone al Festival internazionale dell’economia di Torino

  • Corte dei conti dell’Ue: esame annuale delle finanze delle imprese comuni dell’Ue

  • Eurostat: domande di asilo a luglio; dati sulla cittadinanza attiva dei migranti nel 2025; dati sulla distribuzione del reddito e le disuguaglianze nel 2025

Alcuni testi del Mattinale Europeo sono tradotti con strumenti di intelligenza artificiale, ma sono tutti redatti e verificati da persone in carne e ossa. Sia l’IA sia gli esseri umani possono commettere errori. Grazie per le vostre segnalazioni: ci aiutano a correggerli e a migliorarci.

Il Mattinale Europeo è una newsletter di informazione edita da DC NEXUS EUROPE Srl. David Carretta ne è il direttore responsabile. Per sponsorizzazioni o contatti: dcnexuseurope@gmail.com


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