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Intervista di Massimo Castagna

Presentazione

Invertire la tendenza allo spopolamento, rilanciare il centro storico, attrarre investimenti e creare nuove opportunità di lavoro. Sono queste le sfide che l’assessore alla Programmazione del Comune di Enna, dott. Michele Sabatino, individua per il futuro della città. Una strategia che punta sulla programmazione come strumento fondamentale per superare la gestione delle emergenze e costruire una prospettiva di sviluppo economico e sociale.

Dalla Fondazione Enna Centro alla società di trasformazione urbana InvestiEnna, dall’incubatore d’impresa alla partecipazione al MIPIM di Cannes, passando per i progetti ambientali dedicati al lago di Pergusa e all’economia circolare, Sabatino illustra le iniziative sulle quali l’amministrazione comunale intende lavorare. Un percorso ambizioso, che richiede risorse, competenze e la collaborazione tra istituzioni, imprese e professionisti, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio cittadino, sostenere l’imprenditorialità e offrire nuove prospettive soprattutto alle giovani generazioni.

«Senza programmazione non c’è sviluppo»

Assessore, partiamo dalle linee di indirizzo programmatiche, economiche e sociali elaborate dalla Giunta. Quali sono le priorità individuate per il futuro di Enna e quali obiettivi concreti intendete raggiungere?

«Senza programmazione non può esserci una politica di sviluppo. Operare in modo improvvisato, affrontando soltanto le emergenze e senza una visione, significa rischiare di essere buoni amministratori senza riuscire a dare una svolta alla città. Enna ha bisogno di cambiare passo. Per questo, la programmazione è fondamentale. Le nostre priorità riguardano l’ambiente, le energie rinnovabili, il turismo culturale, la valorizzazione del patrimonio e, soprattutto, la creazione di nuove imprese. Dobbiamo favorire la nascita di attività imprenditoriali e attrarre investitori attraverso nuove opportunità. Perché senza impresa non c’è lavoro».

Tra i progetti strategici figura la Fondazione Enna Centro. Quale sarà la sua missione e come potrà contribuire alla rigenerazione del centro storico e al rilancio delle attività economiche?

«La Fondazione nasce con l’obiettivo di trasformare un bene o una parte del patrimonio cittadino in un cuore pulsante della città. In Italia esistono esperienze interessanti, anche nel Mezzogiorno. Penso alla Fondazione Quartieri Spagnoli di Napoli, che ha contribuito alla trasformazione di un’area un tempo marginale in una meta frequentata dai turisti. Vogliamo ispirarci a modelli di questo tipo. La Fondazione potrà essere anche uno strumento del Terzo settore, capace di attrarre investimenti nel sociale e promuovere la rigenerazione umana, culturale e artistica. Potrà gestire progetti culturali e iniziative di animazione economica. Il nostro obiettivo resta quello di generare crescita e valore per il territorio».

Un altro strumento è la società di trasformazione urbana InvestinEnna. Quali saranno le sue funzioni operative e come potrà favorire la riqualificazione dellaenna panorama città e l’arrivo di capitali pubblici e privati?

«Le società di trasformazione urbana sono strumenti utilizzati da tempo per favorire la rigenerazione. Il Comune di Enna possiede un patrimonio immobiliare importante, composto da beni monumentali e da edifici distribuiti soprattutto nella parte alta della città. Ritengo che una quota significativa del patrimonio immobiliare cittadino sia di proprietà comunale, ma non sempre sia adeguatamente valorizzata. La società potrebbe occuparsi della gestione di questi immobili, recuperarli, ristrutturarli e, dove opportuno, affidarli o cederli a soggetti privati, anche per finalità sociali. Trattandosi di uno strumento pubblico-privato, sarà necessario coinvolgere, attraverso procedure pubbliche, artigiani, commercianti, imprese edili, ordini professionali e investitori esterni interessati alle opportunità offerte dalla riqualificazione del centro storico».

Si parla anche della creazione di un incubatore d’impresa. Quale modello avete in mente per sostenere giovani imprenditori e start-up e contrastare la fuga dei giovani?

«L’obiettivo è accompagnare i giovani che hanno idee valide, ma incontrano difficoltà nell’avviare un’attività. Penso ai settori delle tecnologie informatiche, dell’ambiente, della cultura, dell’artigianato e ad altri ambiti produttivi. Stiamo lavorando per coinvolgere le associazioni di categoria, che dispongono di competenze preziose, e individuare una sede da destinare all’incubazione e all’accelerazione d’impresa. Ho già avviato contatti con realtà che operano in questo settore, anche a Grosseto, per studiare esperienze da adattare al nostro territorio. L’incubatore dovrà essere gestito da un soggetto qualificato, capace di accompagnare i giovani anche nella ricerca dei finanziamenti. A breve, inoltre, è previsto un bando regionale per le start-up con risorse destinate all’area urbana di Enna e Caltanissetta».

A marzo 2027 Enna parteciperà al MIPIM di Cannes, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati agli investimenti immobiliari e allo sviluppo urbano. Con quali progetti vi presenterete agli investitori?

«Il MIPIM è uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al settore immobiliare, nel quale si incontrano investitori interessati a sviluppare progetti nei diversi Paesi e territori. Enna sarà presente nel Padiglione Italia insieme a città come Genova e Milano, con l’obiettivo di intercettare investimenti anche dall’estero. Abbiamo presentato tre proposte. La prima riguarda il sistema culturale Torre-Castello; la seconda è l’autodromo, con l’ipotesi di orientarlo anche verso la mobilità elettrica; la terza è l’ex plesso scolastico Pascoli, che potrebbe diventare un contenitore culturale o un progetto di rigenerazione urbana. Vogliamo far conoscere le potenzialità della città e trasformarle in opportunità concrete».

pergusaPassiamo all’ambiente. Quali risultati vi proponete di raggiungere con il progetto Restore Pergusa, presentato nell’ambito del programma europeo LIFE, e con il Master Plan di Economia Circolare C3, sostenuto dalla Banca europea per gli investimenti?

«Per Restore Pergusa abbiamo costruito un partenariato ampio, che coinvolge il gestore della riserva, Acquaenna, l’autodromo e altri soggetti. Il progetto, del valore di oltre sei milioni di euro, punta a rinaturalizzare l’area e migliorare l’apporto idrico al lago, piantare alberi, rimuovere gli eucalipti non autoctoni e risistemare i canali per favorire l’afflusso delle acque piovane. Un altro intervento fondamentale riguarda la separazione delle acque bianche da quelle nere, affinché le piogge possano contribuire al bilancio idrico del lago senza essere convogliate nella rete dei reflui. È un progetto che potrebbe rappresentare una svolta per Pergusa.

Parallelamente, abbiamo aderito al percorso di economia circolare, che punta a riutilizzare le risorse e ridurre gli sprechi, a partire dall’acqua e dai rifiuti, con ricadute anche sulla mobilità e sulla creazione di nuove attività imprenditoriali. Il supporto della Banca europea per gli investimenti rappresenta un valore aggiunto. È una visione di medio periodo che intendiamo sviluppare nell’arco di cinque anni».

Fondazione Enna Centro, InvestiEnna, incubatore d’impresa, promozione internazionale e progetti europei richiedono una strategia unitaria e capacità di attuazione. Quali saranno i prossimi passaggi amministrativi e quando i cittadini potranno vedere i primi risultati?

«La visione è contenuta nel documento di programmazione, che sta già circolando e che a breve diventerà un atto ufficiale di indirizzo. I pilastri sono l’ambiente, l’energia, il turismo, la cultura e la creazione d’impresa. Dobbiamo realizzare una trasformazione profonda, perché Enna, come molti territori del Mezzogiorno, è esposta allo spopolamento e alla perdita di risorse umane ed economiche.

La sfida è impegnativa e richiede il contributo di tutti. Non è una questione soltanto politica, ma una scelta di visione e di responsabilità collettiva. Confido che, attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese, professionisti e cittadini, si possa invertire la tendenza. I primi segnali arriveranno progressivamente, con l’avanzamento delle singole iniziative. Il cambiamento strutturale, però, richiede tempo: è un percorso di medio e lungo periodo, da accompagnare con una gestione amministrativa rigorosa e una programmazione coerente».




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