#Finsubito news dalla rete – «Il Mezzogiorno uno degli obiettivi principali dell’Europa»


Le parole di Antonio D’Amato

«Siamo nella fase più acuta di una guerra commerciale e globale. Ma abbiamoa anche una guerra geopolitica molto forte nel Sud-Est asiatico. La Cina vuole prendere Taiwan per il controllo dell’energia dei semiconduttori. Ma ci si estende anche sui mari includendo altri mercati. Questa è un’Europa che sta portando avanti un suicidio industriale da 15 anni. dobbiamo reindustrializzare l’Europa e l’Italia, rimettendo al centro la competitività europea. Noi dobbiamo smetterla di vestirci di retorica. Dobbiamo essere realisti e combattere le battaglie che abbiamo davanti a noi. Abbiamo condannato l’Europa ad una sudditanza economica ad un idealismo ecologico che non ha nessuno senso. Agli inizi del 2000 abbiamo fatto entrare la Cina a condizione di favore nel Wto. Abbiamo reso sempre più disoccupati i nostri cittadini. Solo dove c’è produzione c’è ricerca. “Come facciamo a trattenere i giovani che noi perdiamo?” Formiamo i ragazzi, ma non abbiamo le aziende in cui possono andare a lavorare. E non le trovano più in Italia e in Europa. Noi oggi abbiamo perso un miliardo di euro nel rapporto commerciale con la Cina. Dobbiamo reindustrializzare l’Europa e intervenire sul costo dell’energia che uccide la competitività dei nostri prodotti. L’India sarà la prossima potenza. Facciamo bene ad aprire i rapporti, ma non facciamo lo stesso errore che abbiamo fatto con la Cina. Poi abbiamo gli Stati Uniti che sono una democrazia e non hanno vincoli di debito pubblico e Co2. Oggi le politiche europee sono bloccate e abbiamo grandi problemi di debito pubblico. E ci diamo anche vincoli sulla Co2, quando ne rappresentiamo solo il 5,8%. Il Mezzogiorno ha una grandissima da giocare. Qui abbiamo tutti i nostri centri decisionali qui a Napoli perchè abbiamo dei giovani fantastici. Dobbiamo creare occupazione di qualità».

Le parole di Gelsomina Vigliotti

«La posizione geografica di Napoli conta perché rappresenta uno degli obiettivi principali dell’Europa. Nel 2025 ben 5 miliardi sono arrivati nel Mezzogiorno. La BEI può dare supporto. La professoressa Severino parlava della necessità di proteggere le reti del Mediterraneo. A me piace ricordare il progetto Medusa che collega le sponde Sud e Nord del Mediterraneo con risorse a fondo perduto anche della BEI. Noi crediamo molto nell’importanza del capitale umano e nelle interconnessioni delle conoscenze. Il capitale umano è una delle priorità del piano del Mediterraneo. Le infrastrutture sono fisiche, sociali e digitali. La finanza può intervenire perché abilitante. Come BEI siamo presenti con grandi programmi di finanziamento che possono raggiungere le piccole e medie imprese. Il progetto Medusa è mirato a collegare digitalmente tutte le Università. Siamo una banca e dobbiamo valutare il ritorno economico per continuare a sostenere l’Unione Europea. Ma parliamo sempre di ritorno economico per i territori e per le aziende con cui operiamo. Non finanziamo per il fine stesso del finanziamento, ma solo dove l’obiettivo finale ha un valore per l’azione climatica e l’avanzamento della crescita. L’invasione russa ci ha insegnato come l’approvvigionamento energetico sia fondamentale per l’economia e il benessere europei e noi investiamo sempre di più nell’efficienza energetica e nelle rinnovabili. Oltre a produrre le rinnovabili dobbiamo essere in grado di metterle nelle reti. L’Africa, il Mezzogiorno e tutto il Mediterraneo possono essere un grande centro per la produzione delle rinnovabili».

Le parole di Antimo Caputo, Lucio Menta e Claudio Ricci

«La nostra azienda nasce a Napoli ed è il mulino di Napoli. L’osmosi dell’azienda con il territorio è fondamentale e ci ha permesso di viaggiare in giro per il mondo. Importante per noi è stata anche la vicinanza ai porti. Logisticamente questa è una fortuna ma potremmo migliorare, lo dico per lanciare qualche spunto. Il blocco dei trasportatori ha dimostrato un po’ di fragilità di sistema. Questo ci obbliga a una riflessione: abbiamo ottimi porti però ora  dovremmo utilizzare queste ultime tranches del PNRR per rendere tutto molto più integrato. Racconto anche un’altra cosa. Noi settimana prossima lanciamo un progetto vicino all’arte, invitiamo tanti giovani che vengono da Marocco, Tunisia e Libano per fare uno scambio culturale. Ecco, questo cambio di paradigma, nella proiezione del mediterraneo è qualcosa di significativo. L’incontro prevedrà la realizzazione di opere d’arte da parte di questi ragazzi all’Albergo dei Poveri. Noi dobbiamo dare spazio ai giovani, sia in termini comunicativi che culturali». Queste le parole di Antimo Caputo, Amministratore Delegato di Mulino Caputo, all’evento “Cambio di Paradigma, Forum dell’Economia del Nuovo Mondo 2026”.

Presente sul palco, poi, anche Claudio Ricci, Amministratore Delegato Cis S.p.A. – Interporto Campano S.p.A.: «L’impatto della Zes unica è stato molto rilevante per due aspetti. Uno per la semplificazione amministrativa: abbiamo dovuto fare un grande esperimento sociale e politico perché siamo un paese conformista e conservatore. Siamo stati cavie di un esperimento riuscito. Ora si parla di estensione a tutto il territorio. Ora dico però che non si facciano passi indietro è stato un grande esperimento di liberalizzazione, preserviamolo».

È intervenuto anche Lucio Menta, Dirigente presso RFI Rete Ferroviaria Italiana: «Il PNRR era un elemento che sembrava una sfida insormontabile, oggi vediamo che con un adeguato sostegno di tutti gli attori si è potuti raggiungere questo intervento. Come ferrovie abbiamo investito circa 25 miliardi, siamo il primo soggetto attuatore del Next Generetion EU. Non dimentichiamo che il PNRR si concretizza con le opere che rimangono come legacy nel territorio. è ciò che utilizzeranno i nostri discendenti. L’alta velocità, ad esempio, è stata una visione di sviluppo che oggi sta dando la possibilità di muoverci agevolmente in Italia in tempi compatibili con le nostre velocità. Ora anche al sud stiamo conducendo importanti interventi e non posso non citare la Napoli-Bari che è un esempio di integrazione e di opera trasversale, ma soprattutto crea connessioni. La Napoli-Bari non è un’infrastruttura per i passeggeri ma anche per le merci. Significa coì potenzia lo sviluppo del sud e dotare l’Italia di un sistema importante come quello dei trasporti. Non dimentichiamo il contributo del trasporti su ferro durante la pandemia. Oggi le nuove opere nel Sud Italia hanno l’obiettivo di migliorare le connessioni sia per passeggeri che per le merci. Mi ricollego all’obiettivo energetico: tutto questo ottimizzando l’uso dell’energia. L’obiettivo è utilizzarlo al meglio per raggiungere quanto più possibile.

Le parole di Paola Severino

«Quando abbiamo deciso di trattare il tema del capitale umano ci siamo detti: “Se nessuno ci conosce, svuota le aule”. Invece abbiamo un’aggiunta. C’è un punto di caduta estremamente concreto. Che il capitale umano sia un’infrastruttura dell’economia non lo può negare nessuno. Senza capitale umano non ci può essere sviluppo economico. Abbiamo parlato di questo centro che vuole riportare a Napoli i giovani napoletani. E anche io ho aperto una sede del mio studio qui. Non so se avranno fortuna con me, ma ho voluto riportare i miei collaboratori a Napoli. Riportare alle origini chi già vi era e anche proiettarci su altre sponde, come quelle del Mediterraneo. Nella storia questo mare ci ha uniti. Noi abbiamo un tema di decrescita in Italia e in Europa e un tema di crescita in Africa. Noi abbiamo un fabbisogno di persone e abbiamo la competenza per formare altre competenze attraverso il Mediterraneo. Io ho sentito parlare di cavi sottomarini: il 98% dei collegamenti delle telecomunicazioni avviene così. Siamo capaci di proteggerli? Il Mediterraneo è collegato e deve essere protetto. Il Cambio di Paradigma si fa anche attraversando il Mediterraneo. Il Piano Mattei è un mezzo potentissimo. Si possono formare dirigenze amministrative che scambino cultura. Quindi andare in Africa. Noi l’abbiamo fatto con sei progetti in sei Paesi sul tema della formazione della pubblica amministrazione. Se il pubblico non parla con il pubblico le imprese non si sentiranno radicate e protette. La Luiss è molto vicina a Confindustria e questo ci rende più vicini alle imprese».

Le parole di Luigi Ferraris

«In un contesto internazionale sempre più complesso, in cui la dimensione digitale è parte integrante della sicurezza nazionale e della competizione globale, le reti di telecomunicazioni sono un asset strategico per la sovranità, la coesione dei territori e lo sviluppo del Paese. In questo contesto Napoli ne è un esempio, hub dell’innovazione connessa, capace di attrarre investimenti, talenti e nuove imprese. Eppure il settore delle tlc vive un paradosso, negli ultimi 15 anni i ricavi sono scesi di 13 miliardi, a fronte di un traffico dati cresciuto del +30% in soli 3 anni. Occorre un cambio di paradigma attraverso misure che puntino a garantire la sostenibilità degli investimenti per avere infrastrutture tecnologiche sicure e performanti, abilitare la trasformazione digitale ed affrontare le sfide del Paese».

Le parole di Davide Tabarelli

«Siamo dentro una crisi energetica e stiamo entrando nel quinto inverno consecutivo, dato che è iniziata nel 2021. Il contesto generale è sempre quello e la domanda di energia cresce sempre. C’è un sacco di gente che muore di fame. Ricordo che l’80% dell’energia che si consuma è sempre fossile. Quello che ho chiesto è maggiore realismo. C’è questa crisi in Medio Oriente con due lati della medaglia: ora abbiamo tantissimo petrolio e, finita questa crisi, abbiamo davanti a noi un futuro pieno di energia. I prezzi non sono ancora quelli del 2008 o quelli del 1979. Già oggi i prezzi stanno salendo e dopo il 6 novembre Trump potrebbe farne una delle sue. Noi abbiamo la possibilità di continuare nell’innovazione, come fatto dal nostro Paese negli ultimi 1000 anni. In Italia anche i trasporti si fanno con i derivati del petrolio e staccarsi è difficilissimo. Il mondo costruisce più raffinerie. La mobilità del mondo cresce e il futuro del mondo è più elettricità e più mobilità. La mobilità elettrica l’abbiamo inventata noi italiani. Ma servono anche le raffinerie, come quella di Napoli chiusa nel ’93. Il Cdm ha esteso l’incremento dell’Iva e la tassazione degli extraprofitti viene estesa a tutti. Dagli anni ’70 diciamo di abbandonare i fossili. L’Europa ha avuto quel calo grazie al Mare del Nord e al nucleare francese. L’Italia è messa peggio, ma siamo al 76%. Tutta l’energia che consumiamo viene dall’estero. Trump si è affrancanto dalla dipendenza del petrolio del Medio Oriente».

Le parole di Alessandro Panico

«Il Mezzogiorno può diventare serbatoio elettrico dell’Italia con le rinnovabili.

E può essere anche un grande hub energetico perché la direttrice Nord-Sud servirà anche a questo. Il Meridione si trova in una situazione importante dal punto di vista geopolitico. Dove c’è tecnologia si investe perché serve al Mediterraneo e al mondo intero. I corridoi energetici hanno bisogno di sicurezza e dobbiamo essere in grado di monitorarli. E a Palermo abbiamo un centro di eccellenza per il monitoraggio delle infrastrutture».

Le parole di Nicola Monti

«Il potenziale di sole e di vento è concentrato prevalentemente al Sud. Questo si accompagna agli investimenti per rendere fruibili quelle energie, come i sistemi di accumulo. Gli investimenti nelle reti sono altrettanto importanti con investimenti diffusi sul territorio. E poi c’è tutto il sistema dell’intensificazione degli investimenti sui sistemi di interconnessione. Dal 2000 abbiamo cambiato il nostro riferimento sostituendo le importazioni dalla Russia con quelle che arrivano dal Sud. Il tema dei porti è fondamentale per il rilancio del Sud. Creiamo hub energetici per la decarbonizzazione dei porti».

Le parole di Lorenzo Giussani

«L’Italia senza il Pnrr sarebbe stata in recessione. Per dare un angolo positivo, la prospettiva di una traiettoria positiva esiste. Da qui al 2050 esiste uno spazio di investimenti legato all’energia e ad altri servizi che vale 800 miliardi, ovvero 33 miliardi all’anno di soldi che non attingono al debito pubblico. E molti sono al Sud. Questo dà un supporto su un tema dell’autonomia e della competitività dal punto di vista energetico. In un’ampia gamma di consumi questo ci consente di importare meno energie fossili. Potenzialmente c’è questa combinazione virtuosa ma bisogna mettere le condizioni per poterlo fare. I soldi ci sono ma bisogna facilitare questo volano».

Le parole di Salvatore Bernabei

«La sicurezza energetica e la competitività del Sistema Italia richiedono una maggiore produzione di energia rinnovabile. Serve una transizione pragmatica, in cui rinnovabili, reti e accumuli crescano insieme e più rapidamente per accompagnare l’aumento della domanda elettrica» ha detto Salvatore Bernabei, Direttore Enel Green Power and Thermal Generation, durante la seconda edizione di “Cambio di Paradigma”, evento promosso dal Mattino nel Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli. «Il trend incrementale della domanda di energia elettrica, trainata dall’elettrificazione dei consumi, rende urgente velocizzare gli iter autorizzativi e agevolare gli investimenti. La transizione va fatta insieme ai territori generando valore diretto per le comunità locali. Il settore elettrico è pronto a mettere in campo 200 miliardi di euro aggiuntivi di investimenti in dieci anni».

L’intervento di Luigi Di Maio

«Rispetto allo scorso anno nel Golfo abbiamo sempre più la convinzione che siamo un po’ nella stessa situazione. Una situazione che non riguarda solo i prezzi dei carburanti. Dobbiamo guardarla un po’ più in grande per capire dove siamo e quali sono le opportunità. Tutti gli alleati degli Stati Uniti si sentono dire che loro non possono più occuparsi di noi come in passato. Chiedono ai loro alleati di occuparsi di più della loro sicurezza regionale. Quando andai alla Casa Bianca con il primo Trump negli incontri a porte chiuse diceva le stesse cose che ora dice alla Stampa. Noi dobbiamo occuparci delle nostre regioni. Le guerre hanno accelerato un processo già avanzato. Non avevamo investito abbastanza sulla nostra resilienza militare. Questa è una grande opportunità. Dobbiamo convincerci di una cosa: non è vero che non c’è una domanda di Europa o di Italia nel mondo. Siamo convinti che possiamo approcciare il mondo solo con il mercato. In realtà oggi riguarda ancora il nostro mercato e le nostre imprese, ma riguarda anche una domanda che è legata ad una politica estera europea comune. Se guardiamo all’Arabia Saudita, gli Emirati, il Qatar sono in una crisi che non ha bisogno solo di cessate il fuoco. E sanno benissimo che siamo stati al tavolo con l’Iran per 20 anni. Un accordo può arrivare solo da una cooperazione tra i paesi della regione e i nostri. C’è una grande domanda d’Europa anche dal punto di vista della sicurezza e delle strategie. L’altro grande tema è quello della connettività: se gli stretti sono chiusi dobbiamo creare rotte alternative per merci e per dati. Non possiamo operare come singoli paesi. La scala della domanda che ci viene rivolta ha una dimensione che richiede un’integrazione europea sulla politica estera e sulla difesa. I processi di integrazione partono dalle capitali. Ci saranno grandi cambiamenti, ma alla base di tutto c’è la domanda d’Europa. Forse queste crisi possono provocare un Cambio di Paradigma in maniera più veloce. Tra Europea e Asia possiamo costruire l’integrazione del futuro. Nell’ultimo anno l’Ue ha chiuso accordi commerciali con altri paesi del mondo come l’India. Ora nei nostri progetti ci sono quelli con gli Emirati Arabi Uniti. Stiamo negoziando con ognuno di questi paesi per un accordo di partenariato strategico. Dobbiamo costruire delle alleanze strategiche per parlarci e costruire la pace con i canali diplomatici».

Le parole del Presidente Roberto Fico

«Affrontare i cambiamenti del mondo in ogni settore è un qualcosa sempre di complicato. Ma nei momenti di difficoltà è importante che le istituzioni siano salde, che devono essere aperte alla partecipazione e devono connettersi con le esigenze vere del territorio, gestendo i cambiamenti che per forza arriveranno. E questo lo fai con le politiche. Consolidare significa anche consolidare l’equilibrio di bilancio. La Campania con molti anni di anticipo esce definitivamente fuori dal piano di rientro per il bilancio e andiamo in avanzo. Investire in energia, imprese, formazione e lavoro a partire dalle aree interne è la politica che stiamo portando avanti. Stiamo attuando come Regione un Cambio di Paradigma. Stiamo provando a gestire la formazione delle persone in base a ciò che serve alle imprese attraverso un osservatorio. Si formeranno le persone in maniera specifica. Per tutti i giovani laureati in Campania abbiamo attivato un fondo di 70 milioni di Euro per fare master internazionali o corsi di formazione in base alle possibilità di lavoro che ci sono in Campania. E i soldi possono essere restituiti in 54 mesi a tasso 0. E le ultime rate le pagherà anche l’azienda. Noi cerchiamo grandi competenze. Non ci interessa dei partiti. Ad Eav oggi è arrivato un grande manager come Pietro Diamantini. Sono cambiati gli orari della Circum e abbiamo riaperto in poco tempo tante fermate con un lavoro strutturato e competente. Poi abbiamo lavorato con Gesac che ha deciso di investire 200 milioni di euro nell’Aeroporto di Napoli per farlo diventare tra i più belli d’Europa. Noi abbiamo affiancato 20 milioni di euro per l’esterno dell’Aeroporto per migliorare l’accessibilità allo scalo. Poi Grandi Stazioni ha scelto Napoli come prima città da ristrutturare e la Stazione di Napoli a breve sarà completamente nuova. E con la metropolitana a Capodichino, con un biglietto urbano, arriverai al porto, all’aeroporto e alla stazione. Quando si mettono i voli diretti i contratti con il Giappone o con la Cina aumentano gli investimenti da quei paesi. Non è solo turismo alto-spendente».

Le parole di Roberto Napoletano

«Bisogna sottolineare che questo è il Forum economico del nuovo Mondo. Ho visto che cambiavano troppe cose e si continuava con stereotipi precedenti. La verà novità è fare questo Forum dell’economia qui a Napoli. C’è chi lavora e chi studia dietro tutto questo. Come Mattino e come Messaggero insistiamo su questo punto: perchè è cambiato quasi tutto? Perchè l’asse Est-Ovest dopo la guerra in Ucraina è andata in crisi. Mentre l’asse dominante è diventato quello Sud-Nord. La geopolitica mette il Mezzogiorno al centro di questo cambiamento. Noi siamo una straordinaria opportunità. Chi può parlare del conto dell’Europa a Africa, India e i paesi del Golfo? Noi. Il reddito pro capite del Sud deve ancora crescere. Cambio di Paradigma vuole dire “non ci lamentiamo più e sfruttiamo questa opportunità”. Sapendo che dobbiamo fare ancora molta strada».

Le parole del direttore Di Vincenzo

«Prima di cominciare voglio salutare e ringraziare il direttore che mi ha preceduto, Roberto Napoletano, perchè se siamo oggi qui e parliamo di Cambio di Paradigma è perchè qualcuno ha avuto l’intuizione di capire quello che stava accadendo mentre stava accadendo».

La diretta

La diretta video della seconda giornata dell’evento “Cambio di Paradigma, Forum dell’Economia del Nuovo Mondo 2026”.

Il videomessaggio di Giorgia Meloni:

C’è posto per il Sud nel Mediterraneo globale. C’è anzi bisogno del Sud perché l’Italia possa competere nelle nuove sfide internazionali, rafforzando il suo ruolo e quello dell’Europa stessa in uno scenario a dir poco complicato e incerto. Il videomessaggio della premier Giorgia Meloni al Forum organizzato dal Mattino per la seconda edizione del «Cambio di paradigma. L’economia del nuovo mondo 2026» nell’aula magna del centro congressi della Federico II – presenti Azzurra Caltagirone, presidente del Gruppo Caltagirone Editore, Massimiliano Capece Minutolo, presidente de Il Mattino Spa, e Alvise Zanardi, consigliere de Il Mattino Spa – non è solo la conferma dell’attenzione del Governo per la nuova narrazione del Mezzogiorno, supportata peraltro ormai da quattro anni di fila da indicatori (Pil, occupazione, export) migliori delle medie nazionali e alla quale il giornale dedica ogni giorno spazio, approfondimenti, inchieste. È soprattutto la riaffermazione della necessaria centralità di quest’area, diventata da subito una delle priorità dell’azione di Palazzo Chigi, per il futuro del Paese.

Cambio di Paradigma, il videomessaggio di Giorgia Meloni: «Sud valore aggiunto: può ricoprire un ruolo sempre più decisivo»




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