#Finsubito news dalla rete – requisiti e domanda entro il 31 ottobre


Domande ISCRO 2026 entro il 31 ottobre per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata. Il reddito 2025 deve essere inferiore al 70% della media 2023-2024 e non superare 12.749,18 euro. L’indennità, erogata per sei mesi, varia da 255,53 a 817,69 euro mensili ed è collegata alla partecipazione ai percorsi di aggiornamento professionale attraverso il SIISL.

indennità iscro 2026L’ISCRO, acronimo di Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, è stata resa strutturale dalla legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023), dopo la precedente fase sperimentale;  la domanda per l’ISCRO 2026 deve essere presentata all’INPS entro il 31 ottobre 2026. L’indennità spetta per sei mesi ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata che rispettano i requisiti reddituali, contributivi e previdenziali. L’importo mensile è compreso tra 255,53 e 817,69 euro.

Con il messaggio n. 1987/ 2026 l’INPS, confermando le modalità operative già disciplinate dalla circolare n. 84 del 23 luglio 2024, ha reso noto che è possibile presentare la domanda telematica per l’erogazione dell’indennità straordinaria di continuità reddituale (ISCRO), rivolta ai lavoratori iscritti alla Gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo (il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al 31 ottobre 2026).

⏱️ L’articolo in 10 secondi

📅 Scadenza
La domanda ISCRO 2026 deve essere presentata all’INPS entro il 31 ottobre 2026.

📉 Calo del reddito
Il reddito 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi 2023 e 2024.

💶 Limite reddituale
Il reddito di lavoro autonomo del 2025 non deve superare 12.749,18 euro.

🧮 Importo
L’indennità mensile è compresa tra 255,53 e 817,69 euro ed è riconosciuta per sei mesi.

⛔ Domanda esclusa
Chi ha iniziato a fruire dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025 non può richiederla nel 2026.

🎓 Formazione
Il beneficiario è iscritto al SIISL e deve partecipare a un percorso di aggiornamento professionale.

BONUS ISCRO 2026: chi può richiedere l’indennità

I requisiti richiesti

L’indennità ISCRO spetta ai lavoratori autonomi che posseggono congiuntamente i seguenti requisiti (attenzione al punto 4: il requisito della riduzione del reddito):

  1. non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  2. non essere beneficiari dell’Assegno di inclusione (ADI) per l’intero periodo di fruizione dell’ISCRO, pena la decadenza dalla prestazione;
  3. essere titolari, alla data di presentazione della domanda, di una partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla Gestione separata;
  4. avere prodotto nel 2025 un reddito di lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi di lavoro autonomo conseguiti nel 2023 e nel 2024. Il reddito 2025 deve inoltre essere non superiore a 12.749,18 euro. Rilevano esclusivamente i redditi di lavoro autonomo indicati nei quadri RE, RH o LM del modello Redditi PF; non devono essere considerati, tra gli altri, i redditi di lavoro dipendente, di collaborazione coordinata e continuativa, di partecipazione a imprese o di lavoro autonomo occasionale;
  5. essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria; con riferimento all’iscrizione alla Gestione separata, l’INPS ha chiarito che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non impedisce, da sola, la liquidazione dell’indennità quando il lavoratore abbia regolarmente versato i contributi alla Gestione. Resta comunque necessario formalizzare l’iscrizione.
  6. autocertificare, in fase di presentazione della domanda, i redditi prodotti per ogni anno di interesse, se non già a disposizione dell’Istituto.

ISCRO 2026: tabella dei requisiti principali

Requisito Condizione richiesta per il 2026
Attività Lavoro autonomo abituale con iscrizione alla Gestione separata
Partita IVA Attiva da almeno tre anni alla data della domanda
Reddito 2025 Inferiore al 70% della media dei redditi 2023 e 2024
Limite reddituale Reddito 2025 non superiore a 12.749,18 euro
Regolarità contributiva Regolarità rispetto alla contribuzione previdenziale obbligatoria
Pensione Assenza di un trattamento pensionistico diretto
Altre gestioni Assenza di iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie
Assegno di inclusione Il richiedente non deve esserne beneficiario durante la fruizione
Precedente ISCRO Nessuna fruizione iniziata nel 2024 o nel 2025
Scadenza Domanda entro il 31 ottobre 2026

Come si calcola l’ISCRO 2026

L’importo mensile dell’ISCRO è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi di lavoro autonomo dichiarati per il 2023 e il 2024. In termini operativi, il 25% della media biennale deve essere diviso per sei, fermo restando che l’importo mensile non può essere inferiore a 255,53 euro né superiore a 817,69 euro.

Esempio di calcolo dell’importo

Reddito di lavoro autonomo 2023 pari a 12.000 euro e reddito 2024 pari a 15.000 euro. La media biennale è pari a 13.500 euro. Il 25% della media ammonta a 3.375 euro; dividendo tale importo per sei, si ottiene un’indennità mensile teorica di 562,50 euro, spettante per sei mensilità.

Durata, decorrenza e trattamento fiscale

L’indennità è erogata per sei mensilità e spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

L’indennità concorre alla formazione del reddito imponibile, ai sensi dell’articolo 1, comma 152, della legge n. 213/2023, ma non comporta l’accredito di contribuzione figurativa.

La cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità determina l’immediata cessazione della stessa.

Nota: al momento del pagamento l’INPS applica la ritenuta d’acconto del 20%. La ritenuta non viene operata nei confronti dei contribuenti in regime forfetario che abbiano correttamente dichiarato tale condizione nella domanda. L’indennità conserva comunque rilevanza fiscale.

Come presentare la domanda ISCRO 2026

La domanda va presentata all’INPS esclusivamente in via telematica a far data dal 15 giugno 2026 e fino al 31 ottobre 2026 (il riconoscimento dell’indennità è subordinato all’esito positivo della verifica di regolarità contributiva tramite il rilascio del DURC on line).

Per la presentazione occorre essere in possesso delle credenziali di accesso al servizio web: – SPID di livello 2 o superiore; – carta di identità elettronica 3.0 (CIE); – carta nazionale dei servizi (CNS).

In alternativa al portale web, la prestazione può essere richiesta tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde gratuito 803 164 da rete fissa oppure al numero 06 164164 da rete mobile a pagamento ( possibile poi rivolgersi agli enti di patronato e agli intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi).

Nota: per presentare la domanda è necessario accedere alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” disponibile nel sito istituzionale www.inps.it e raggiungibile digitando il titolo della sezione nel motore di ricerca o seguendo il percorso “Sostegni, Sussidi e Indennità” – “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” – selezionare la voce “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti” – “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”; dopo l’autenticazione, è necessario selezionare la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”.

Chi ha già percepito l’ISCRO può presentare una nuova domanda

Si rammenta che non possono accedere all’ISCRO 2026 coloro che hanno già beneficiato della prestazione nel 2024 o nel 2025, anche nell’ipotesi in cui il beneficio sia successivamente decaduto prima del completamento delle sei mensilità previste dalla legge.

Possono invece presentare domanda coloro che:

  • non hanno presentato domanda nel 2024 o nel 2025;
  • hanno presentato domanda, ma questa è stata respinta;
  • hanno subito la revoca della prestazione fin dall’origine.

In merito alla problematica relativa alla “autocertificazione dei redditi”, l’INPS ha specificato che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non preclude l’accesso all’indennità qualora il lavoratore abbia regolarmente assolto gli obblighi contributivi, fermo restando l’obbligo di perfezionare comunque l’iscrizione alla Gestione.

Controlli INPS sui requisiti reddituali

L’Inps comunica all’Agenzia delle Entrate i dati dei soggetti che hanno presentato la domanda di accesso al bonus per la verifica dei requisiti (a sua volta l’Agenzia comunica all’Istituto di Previdenza l’esito dei controlli).

Nota: si specifica che la richiesta per ottenere l’ISCRO non può essere accolta se non risulta comunicata la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate nei 3 anni precedenti a quello di presentazione della domanda.

Quando si decade dall’ISCRO

Si decade dal diritto alla prestazione in presenza delle seguenti casistiche:

  • cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità (dalla data di cessazione della partita IVA con il conseguente recupero delle mensilità erogate dopo la data di cessazione dell’attività);
  • titolarità di trattamento pensionistico diretto (dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico);
  • iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie (dal mese successivo alla data di iscrizione ad altra forma previdenziale obbligatoria);
  •  fruizione dell’Assegno di inclusione (con decadenza dall’ISCRO dalla data di decorrenza dell’ADI).

ISCRO 2026: prestazioni e trattamenti incompatibili

L’indennità ISCRO 2026 è incompatibile con le pensioni dirette a carico dell’AGO, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO e della Gestione separata INPS ovvero delle Casse professionali (ex D.Lgs. n. 509/94 e D.Lgs. n. 103/96).

È inoltre incompatibile con l’indennità ex art. 1, co. 179, L. 232/2016 ( APE sociale), l’indennità di disoccupazione NASPI/DISCOLL/ALAS e di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo.

Formazione obbligatoria e accesso al SIISL

Si rammenta che la Legge n. 213/2023 ha previsto che l’erogazione della indennità ISCRO deve essere accompagnata dalla partecipazione, da parte dei beneficiari della prestazione, a percorsi di aggiornamento professionale.

In fase di presentazione della domanda, il richiedente deve autorizzare l’INPS alla trasmissione alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano-Alto Adige dei propri dati di contatto nell’ambito del Sistema Informativo di Inclusione Sociale e Lavorativa nonché del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro anche ai fini della sottoscrizione del patto di attivazione digitale sulla piattaforma.

Il decreto del Ministro del Lavoro del 3 settembre 2026 definisce i criteri della formazione, le modalità di presa in carico attraverso il SIISL e il sistema di monitoraggio. Trascorsi 90 giorni dalla sottoscrizione del patto di attivazione digitale, il SIISL segnala, tramite il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, i beneficiari che non abbiano ancora avviato un percorso di aggiornamento, ai fini del monitoraggio e dell’orientamento individuale.

Il patto di attivazione digitale

All’atto della presentazione della domanda il richiedente autorizza l’INPS a trasmettere alle Regioni e alle Province autonome i propri dati e per le domande presentate a decorrere dal 2025 il beneficiario viene iscritto d’ufficio al SIISL, per il tramite dell’INPS (l’Istituto fornisce le informazioni sulle modalità di accesso alla piattaforma per sottoscrivere il patto di attivazione digitale).

Il sistema carica le informazioni disponibili nelle banche dati pubbliche, il curriculum vitae e il patto e il beneficiario può integrare o rettificare i dati, ferma restando la responsabilità per eventuali dichiarazioni mendaci (l’interessato può ricevere o individuare autonomamente offerte di lavoro e percorsi di aggiornamento professionale).

Al termine del percorso formativo, che deve essere coerente con l’attività lavorativa esercitata, è previsto il rilascio di un documento di trasparenza in formato digitale in attesa della introduzione del fascicolo elettronico del lavoratore.

L’accesso del beneficiario alle attività viene comunicato dagli erogatori al SIISL, che trasferisce le informazioni ai Centri per l’impiego competenti per l’aggiornamento del fascicolo elettronico.

Monitoraggio dopo 90 giorni

Il SIISL trasmette ai Centri per l’impiego l’elenco dei soggetti che risultano ancora beneficiari dell’ISCRO e che non hanno avviato alcun percorso.

In conclusione

La domanda entro il 31 ottobre rappresenta soltanto il primo adempimento: il beneficiario deve conservare i requisiti durante l’intero periodo di erogazione e partecipare al percorso di attivazione e aggiornamento professionale collegato al SIISL.

 

Celeste Vivenzi e Marta Vivenzi

 Sabato 24 ottobre 2026

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📌 BOX OPERATIVO – I dati da controllare prima della domanda

Prima di trasmettere la domanda ISCRO 2026 occorre verificare:

  • la data di apertura della partita IVA;
  • l’iscrizione e i versamenti alla Gestione separata;
  • i redditi di lavoro autonomo del 2023, 2024 e 2025;
  • il rispetto della soglia massima di 12.749,18 euro;
  • la riduzione del reddito 2025 rispetto alla media 2023-2024;
  • l’assenza di pensioni dirette e di altre iscrizioni previdenziali;
  • l’eventuale precedente fruizione dell’ISCRO;
  • la corretta indicazione dell’eventuale regime forfetario;
  • la disponibilità delle credenziali per l’accesso al servizio.

🔎 FOCUS TECNICO – Come verificare il calo reddituale

Per accedere all’ISCRO 2026, il reddito di lavoro autonomo del 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi della stessa natura conseguiti nel 2023 e nel 2024.

La verifica può essere rappresentata con la seguente formula:

Reddito 2025 < [(reddito 2023 + reddito 2024) / 2] × 70%

Deve inoltre essere rispettato il limite autonomo di 12.749,18 euro per il reddito 2025.

✅ CONCLUSIONI OPERATIVE

La domanda deve essere trasmessa entro il 31 ottobre 2026, previa verifica dei requisiti previdenziali e reddituali. Particolare attenzione deve essere riservata alla corretta individuazione dei redditi di lavoro autonomo, escludendo le altre categorie reddituali.

Dopo il riconoscimento, il beneficiario deve mantenere i requisiti per l’intera durata della prestazione e adempiere agli obblighi collegati al SIISL e al percorso di aggiornamento professionale.

❓ FAQ

Entro quando deve essere presentata la domanda ISCRO 2026?
La domanda deve essere trasmessa all’INPS entro il 31 ottobre 2026.

Chi ha percepito l’ISCRO nel 2025 può presentare domanda nel 2026?
No. L’indennità non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio della fruizione.

Chi ha presentato una precedente domanda respinta può ripresentarla?
Sì, purché possieda nel 2026 tutti i requisiti richiesti.

Quali redditi devono essere considerati?
Devono essere considerati esclusivamente i redditi di lavoro autonomo indicati nei quadri RE, RH o LM.

L’ISCRO è imponibile fiscalmente?
Sì. L’indennità concorre alla formazione del reddito, ma non attribuisce contribuzione figurativa.

La chiusura della partita IVA determina la decadenza?
Sì. La cessazione della partita IVA durante l’erogazione comporta la cessazione dell’indennità e il recupero delle somme eventualmente pagate dopo tale data.

I beneficiari devono partecipare a corsi di formazione?
Sì. L’erogazione è accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale gestiti attraverso il SIISL.

Che cosa accade se dopo 90 giorni non è stato avviato alcun corso?
Il nominativo viene trasmesso ai servizi competenti ai fini del monitoraggio e dell’orientamento individuale verso un percorso adeguato. Il decreto non prevede, per questo solo fatto, una decadenza automatica.

 

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