L’Italia è tra i sei Stati membri dell’Unione europea che hanno avviato misure concrete per l’attuazione del Net Zero Industry Act (NZIA), il regolamento europeo finalizzato a rafforzare la produzione di tecnologie pulite e la competitività industriale dell’UE.
È quanto emerge dal rapporto Industrial policy for Solar PV: National implementation and progress report di SolarPower Europe, che evidenzia i ritardi e le differenze nell’applicazione delle disposizioni europee a sostegno della filiera fotovoltaica.
Il quadro delineato dall’associazione mostra un’Europa ancora frammentata, con pochi Paesi che hanno introdotto strumenti operativi per incentivare l’utilizzo di tecnologie prodotte nell’Unione europea.
Net Zero Industry Act: gli obiettivi per l’industria europea
Il Net Zero Industry Act, introdotto con il Regolamento UE 2024/1735, costituisce uno degli strumenti centrali della politica industriale europea per la transizione energetica.
L’obiettivo è raggiungere entro il 2030 una capacità produttiva europea di tecnologie strategiche a zero emissioni pari ad almeno il 40% del fabbisogno annuale dell’Unione, considerando le tecnologie interessate dal regolamento.
Tra i settori coinvolti rientrano il fotovoltaico, i sistemi di accumulo, le tecnologie per le reti elettriche e altre soluzioni fondamentali per la decarbonizzazione.
Per sostenere lo sviluppo della manifattura europea, il NZIA introduce criteri di sostenibilità e resilienza da considerare, secondo le disposizioni applicabili, negli appalti pubblici e nelle aste per le energie rinnovabili.
L’obiettivo è rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento, ridurre le dipendenze strategiche e favorire una maggiore diversificazione delle forniture.
Attuazione del NZIA: solo sei Stati membri hanno introdotto misure operative
Secondo l’analisi di SolarPower Europe, l’applicazione del Net Zero Industry Act procede a velocità differenti nei Paesi dell’Unione.
Solo sei Stati membri risultano aver adottato misure operative rilevanti per sostenere la filiera industriale europea delle tecnologie solari.
Le differenze tra gli strumenti nazionali rappresentano una criticità per il settore, poiché possono generare condizioni competitive disomogenee e limitare l’efficacia di una strategia industriale comune.
L’associazione sottolinea quindi la necessità di accelerare l’attuazione del regolamento e promuovere un maggiore coordinamento tra gli Stati membri.
Italia e Net Zero Industry Act: il ruolo delle aste FER X
L’Italia emerge tra i Paesi più attivi nell’introduzione di meccanismi a sostegno della filiera fotovoltaica europea.
SolarPower Europe evidenzia in particolare l’esperienza delle aste transitorie del FER X, che hanno consentito l’assegnazione di circa 1,1 GW di nuova capacità fotovoltaica attraverso procedure che valorizzano criteri di resilienza della catena di fornitura.
Il modello italiano rappresenta un riferimento per l’integrazione di criteri industriali nelle politiche di sostegno alle energie rinnovabili.
Accanto alle aste, il mercato nazionale dispone di ulteriori strumenti incentivanti che, con modalità e requisiti differenti, possono contribuire a sostenere l’impiego di componenti e tecnologie realizzati nell’Unione europea.
Le misure adottate dagli altri Paesi europei
Oltre all’Italia, diversi Stati membri hanno avviato iniziative per favorire la produzione europea di tecnologie fotovoltaiche.
- Austria: introduzione di un incentivo aggiuntivo del 20% per gli impianti che rispettano specifici requisiti relativi all’utilizzo di prodotti europei.
- Francia: integrazione di criteri di resilienza nelle aste per lo sviluppo di impianti fotovoltaici a terra.
- Irlanda: adozione di criteri nelle procedure competitive per le energie rinnovabili.
- Lituania: misure di sostegno orientate all’acquisto di moduli fotovoltaici europei ad alta efficienza.
Queste iniziative dimostrano un crescente interesse verso il rafforzamento della manifattura europea, ma evidenziano anche la mancanza di un approccio uniforme tra gli Stati membri.
Quali implicazioni per installatori, progettisti ed EPC?
L’attuazione del Net Zero Industry Act potrebbe incidere progressivamente sui criteri di selezione delle tecnologie utilizzate nei progetti fotovoltaici, soprattutto nell’ambito delle aste e delle procedure pubbliche soggette alle disposizioni del regolamento.
Per installatori, progettisti ed EPC diventerà sempre più importante valutare non soltanto le prestazioni tecniche ed economiche dei componenti, ma anche:
- Resilienza della filiera: diversificazione delle fonti di approvvigionamento e riduzione delle dipendenze strategiche.
- Tracciabilità dei componenti: disponibilità di informazioni e documentazione sull’origine e sulla catena di fornitura.
- Requisiti di sostenibilità: conformità ai criteri previsti dalle specifiche procedure di gara.
- Accesso agli incentivi: verifica delle condizioni applicabili ai diversi meccanismi nazionali di sostegno.
L’applicazione di questi criteri dipenderà dalle singole misure e procedure. Il NZIA non introduce infatti un obbligo generalizzato di utilizzare esclusivamente componenti prodotti nell’Unione europea.
Una sfida strategica per la filiera fotovoltaica europea
Il Net Zero Industry Act rappresenta un passaggio importante per lo sviluppo di una filiera europea delle tecnologie energetiche più competitiva, diversificata e resiliente.
L’Italia ha già avviato strumenti concreti, mentre a livello europeo rimane necessario accelerare l’applicazione delle misure e garantire condizioni più omogenee tra i mercati nazionali.
Per gli operatori del fotovoltaico, l’evoluzione del quadro normativo sarà un elemento da monitorare nella pianificazione degli investimenti, nella selezione dei componenti e nella partecipazione ai meccanismi incentivanti.
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