In un’epoca in cui anche a Lugano la digitalizzazione sembra imporsi in ambito finanziario, la recente partnership fra Banca Credinvest e Carthesio, società di asset management con oltre un miliardo di patrimoni gestiti, richiede una considerazione preliminare.
Come accade nei rapporti sociali, anche quelli finanziari si trovano favoriti quando i protagonisti riescono a identificarsi nelle loro comuni iniziative, come sottolineano Federico Bianchetti e Alex Oberholzer. Una formazione condivisa per esperienze professionali e maturità anagrafica, che reciprocamente li porta a concordare anche sull’interpretazione dei mercati, li conduce oggi ad annunciare la partnership tra le rispettive società come una formalità amministrativa di cui semplicemente prendere atto. Allo stesso tempo, a beneficiarne saranno anche i clienti che, oltre a disporre di un più ampio menu di soluzioni di investimento, condivideranno con Carthesio e Banca Credinvest l’obiettivo di una gestione patrimoniale ancora più efficiente.
«È proprio questo il concetto su cui si fonda la nostra partnership”, esordisce Federico Bianchetti di Carthesio: «Tutto quello che nasce da sinergie professionali tra banca e gestore professionale deve tradursi in valore aggiunto per la clientela, i collaboratori e soprattutto la governance delle due strutture che, nel nostro caso, si conferma indipendente. Questa è l’impostazione che ha portato Carthesio a distinguersi non solo a livello ticinese, ma anche svizzero. Carthesio dal 2007 ha la licenza Finma per gestire fondi di investimento collettivi quotati in borsa, e quindi siamo già strutturati in modo analogo a una banca. Banca Credinvest, primo azionista istituzionale ad entrare nell’azionariato di Carthesio, orienta l’evoluzione anche delle nostre procedure amministrative, che noi implementiamo avendo sottoscritto con la stessa Banca Credinvest un accordo di servizio di gestione patrimoniale. È il nostro core business che in 25 anni ha prodotto una crescita armonica di collaboratori, clientela e quindi anche di massa patrimoniale, che le gestioni offerte dalla banca stanno già coordinando oltre a proporre in modo congiunto proposte alla loro clientela».
«Con questo accordo», osserva Alex Oberholzer, «Banca Credinvest, grazie a Carthesio, potenzia il suo offering alla clientela e consolida l’operatività nelle attività istituzionali che sinora occupavano i due terzi delle nostre competenze interne e si concentravano sull’accesso ai mercati e sulle cartolarizzazioni, a beneficio sia dei gestori patrimoniali sia delle banche terze. Attualmente, l’acquisizione del 19.5% di Carthesio permette a Banca Credinvest sia un’integrazione dei rapporti con il personale delle due strutture, sia di sviluppare un dialogo costruttivo grazie a governance indipendenti, oltre che di definire strategie di cui beneficeranno anche i numerosi fiduciari indipendenti che noi già serviamo».
Quali sono le sfide del mercato che questa vostra nuova partnership viene ad intercettare?
Alex Oberholzer: «L’essere umano desidera essere coinvolto nei suoi investimenti. Quindi poter ricorrere a un nuovo partner locale è coerente con la nostra metodologia e agevola, oltre a fidelizzare, il nostro dialogo con una clientela che i giganti del settore invece riservano solo ai patrimoni di maggiori dimensioni».

Federico Bianchetti: «Stiamo esaminando nuove e innovative proposte da mettere a disposizione della clientela che ora condividiamo: vanno dalle cartolarizzazioni o certificati da gestire sinergicamente, alla promozione di servizi creati e gestiti finora dai grossi operatori ma limitati ai loro clienti. Ad esempio, penso ai private equity oppure ai club deal, cioè investimenti in aziende non quotate o dedicati ad operazioni specifiche. Sono strategie sofisticate ma molto apprezzate dai clienti di Carthesio, ed in futuro anche di Banca Credinvest, e che prevediamo di mettere a disposizione anche dei professionisti ticinesi che ce lo chiederanno, portando beneficio e caratterizzando la nostra partnership. Per quanto riguarda le oscillazioni dei mercati, continueremo a preferire una riduzione dei rischi rispetto alla volatilità e a privilegiare la stabilità dell’investimento rispetto al profitto di giornata, con un mix ragionato di investimenti azionari, obbligazionari, fondi alternativi e hedge funds, che finora i professionisti assegnavano solo all’attenzione della fascia alta della loro clientela. Perché, come sempre, alle criticità del mercato bisogna reagire in modo professionale».
Quali sono le vostre relazioni con gli altri istituti bancari?
Alex Oberholzer: «Le relazioni che come partner abbiamo già in essere con gli operatori bancari sono confermate e resteranno indipendenti. Non escludo che in futuro la partnership Banca Credinvest-Carthesio possa aggregare nuovi gestori indipendenti, specie in Carthesio: strategia che comunque quest’ultima ha già seguito, e con notevole successo, nei venticinque anni della sua attività».
Federico Bianchetti: «In effetti, grazie a una serie di accordi con gestori esterni ci è stato possibile non solo sviluppare le gestioni, ma altresì fidelizzare il rapporto con i clienti finali, il che ha consolidato il desiderio di continuità del rapporto che questi ultimi intendevano proseguire con il loro abituale gestore».
Alex Oberholzer: «Per il futuro ipotizzo due sviluppi. Innanzitutto, prevedere delle remunerazioni ai familiari dei gestori che trasferiscono patrimoni significativi alla nostra partnership prima di interrompere le loro attività. Allo stesso tempo, il mio obiettivo di lungo periodo è di continuare ad attrarre professionisti disponibili a beneficiare di quel valore aggiunto che Banca Credinvest — e d’ora in poi la nostra partnership con Carthesio — è in grado di portare al loro lavoro e alla fiducia che i clienti affidano per tutelare lo sviluppo dei patrimoni che hanno in gestione».
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