#Finsubito news dalla rete – Antonio e Cleopatra cercasi: dove riposano i corpi dei due amanti suicidi?


Cleopatra VII Tea Filopatore esercita da sempre un fascino irresistibile. In un mondo dominato dagli uomini, seppe tener testa alla potenza di Roma per oltre un decennio, difendendo la sovranità dell’Egitto tolemaico anche quando la situazione volgeva al peggio. Indomita e orgogliosa, rifiutò fino all’ultimo di piegarsi alla volontà del più forte, condividendo con il generale Marco Antonio un’uscita di scena divenuta leggendaria.

La loro fine apre a uno degli enigmi dell’archeologia: dove riposano i corpi dei due amanti suicidi? La ricerca del loro sepolcro continua attraverso campagne di scavo che, in epoca recente, sembrano essersi avvicinate a una possibile soluzione. Ma per comprendere il contesto bisogna tornare a duemila anni fa.

Mistero post mortem

Tra gli eventi che hanno cambiato il corso della Storia, un posto di rilievo è occupato dalla battaglia navale di Azio del 31 a.C. Fu la sfida finale tra Ottaviano e Marco Antonio (alleatosi appunto con Cleopatra) per il controllo della Repubblica, il duello che sancì la definitiva affermazione di Roma nel Mediterraneo Orientale e il tramonto dell’Egitto dei Tolomei, ultimo grande regno ellenistico indipendente.

Con Azio si chiuse anche la parabola personale di Cleopatra: a un anno di distanza dalla disfatta, nell’agosto del 30 a.C., la regina si tolse la vita ingerendo un intruglio di sostanze letali o, secondo la versione più popolare, facendosi avvelenare dal morso di un aspide. Anche Antonio, pochi giorni prima, si era ucciso pugnalandosi al ventre. E qui finiscono le certezze, poiché cosa accadde ai loro corpi è un mistero.

Indagini subacquee

Dalle poche notizie giunte a noi, molto posteriori ai fatti, sappiamo che la coppia fu tumulata nello stesso sepolcro, assecondando una precisa volontà di Cleopatra. Secondo Plutarco, Ottaviano ordinò che il corpo della regina fosse sepolto con il generale romano “in modo illustre e con dignità regale” (Vita di Antonio, I-II secolo d.C.). Anche Svetonio, nella Vita di Augusto (I-II secolo d.C.), dichiara che Ottaviano concesse la sepoltura comune, dando “ordine di portare a termine il sepolcro che essi avevano cominciato a costruire“. Ancor più laconico Cassio Dione, che nella sua Storia romana (II secolo d.C.) scrive che “furono ambedue imbalsamati allo stesso modo e sepolti nella stessa tomba“.

Sarebbe logico supporre che i loro resti mortali riposino in un mausoleo situato nell’antica Alessandria d’Egitto, capitale tolemaica e centro del potere degli ultimi faraoni.

La città, tuttavia, è stata segnata nei secoli da terremoti, incendi, spoliazioni e profondi mutamenti costieri, che hanno disperso intere aree monumentali e molti reperti. Inoltre, parte del quartiere reale si trova oggi sott’acqua. Grazie alle spedizioni subacquee condotte dall’archeologo Franck Goddio tra la metà degli Anni ’90 e i primi Duemila, sono riaffiorate strutture portuali, elementi scultorei di grande fascino e resti architettonici monumentali, ma non è mai emersa alcuna traccia di mausoleo dinastico, né di Cleopatra né dei suoi predecessori. Questo non ha tuttavia scoraggiato gli studiosi.

Sulle tracce di Osiride

Tra loro l’archeologa dominicana Kathleen Martínez, che dal 2005 conduce una tenace campagna di scavi in una località mai valutata prima come possibile tomba di Cleopatra: Taposiris Magna (nell’odierna Borg El Arab), a circa 48 km a ovest di Alessandria.

Fondata tra il 280 e il 270 a.C. dal re Tolomeo II Filadelfo, nel periodo più florido del regno tolemaico, si trattava di una città-santuario dedicata a Osiride, dio della morte e della rinascita (come suggerisce il toponimo Taposiris, “tomba di Osiride”) e alla sua sposa Iside, la dea più venerata dagli Egizi.

«Il significato religioso dell’edificio sacro, unito alla sua posizione, rendeva in effetti Taposiris Magna il luogo di sepoltura più logico per Cleopatra», scrive a tal proposito l’egittologo Zahi Hawass nell’autobiografia L’uomo con il cappello (FAS). «Durante il suo regno, la regina si identificava con Iside e Marco Antonio con Osiride; inoltre, ella temeva che i Romani avrebbero potuto distruggere i suoi resti. Nascondere il corpo nel tempio di Taposiris lo avrebbe perciò mantenuto al sicuro per l’eternità».

Il tunnel delle meraviglie

Lo stesso Hawass, allora segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egiziane, ha seguito per undici anni la campagna di scavi di Martínez, che ha restituito nel tempo testimonianze incoraggianti.

Tra le principali, un cunicolo scavato interamente nella roccia, lungo oltre 1.300 metri e situato a circa 13 metri di profondità, che attraversa l’area del complesso sviluppandosi in direzione del mare. Per Martínez, questo tunnel, definito “un miracolo geometrico” per l’accuratezza ingegneristica, potrebbe essere stato utilizzato per trasportare in segreto i corpi di Antonio e Cleopatra fino alla camera sepolcrale (che però non è stata trovata).

Gli scavi hanno restituito un ricco insieme di reperti di età greco-romana, tra cui corredi funerari, statue, monete (alcune con l’effigie di Cleopatra) e ceramiche, oltre a una vasta necropoli con numerose sepolture.

In quest’area è stata anche rinvenuta una mummia di circa 2.500 anni con una caratteristica molto particolare: una sottile lamina d’oro sulla lingua. Secondo gli studiosi, un elemento rituale destinato a garantire al defunto la capacità di parlare nell’aldilà.

Dai detriti è emersa poi una testa femminile in alabastro raffigurante una personalità d’alto rango. «Ha una sorprendente somiglianza con le immagini di Cleopatra sulle antiche monete», ha commentato Hawass. «Se davvero rappresentasse l’ultima regina d’Egitto, si tratterebbe della più significativa immagine mai rinvenuta».

Fascino eterno

La scoperta più recente, del 2025, riguarda alcune strutture portuali sommerse davanti alla costa, allineate con il grande tunnel sotterraneo. Un insieme di indizi sempre più ricco, dunque, ma per ora privo di una testimonianza risolutiva che confermi il sito quale luogo dell’eterno riposo della regina Cleopatra e del generale Marco Antonio.

«Finché non avremo dati certi possiamo solo fare supposizioni», ha ammesso lo stesso Hawass. In ogni caso, che riposi in fondo al mare o nelle profondità della terra, la regina Cleopatra resta lei stessa il mistero più affascinante.




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