Gli amministratori delegati di alcune delle più grandi aziende di intelligenza artificiale al mondo hanno messo temporaneamente da parte la loro feroce concorrenza per firmare una lettera aperta indirizzata al Congresso degli Stati Uniti, chiedendo maggiori tutele contro una minaccia che la stessa tecnologia che sviluppano potrebbe contribuire ad amplificare.
Dario Amodei, Sam Altman e Mustafa Suleyman – rispettivamente CEO di Anthropic, OpenAI e Microsoft AI – hanno sottoscritto una lettera pubblica con cui invitano il governo americano a rafforzare i controlli sull’acquisto e la vendita di materiali sintetici che potrebbero essere utilizzati per creare armi biologiche. Il documento, firmato anche da decine di esperti nei campi delle scienze della vita e della sicurezza nazionale, è stato promosso dal think tank di orientamento conservatore Foundation for American Innovation e dall’Institute for Progress, organizzazione apartitica.
Nel dettaglio, la lettera chiede al Congresso di rendere obbligatori i controlli per le aziende che vendono DNA e RNA sintetici, materiali che secondo i firmatari potrebbero essere impiegati per sviluppare armi biologiche con l’assistenza dell’intelligenza artificiale. Significativamente, tra i firmatari figurano anche alcune delle aziende che producono questi materiali, come Twist Bioscience e Ansa Biotechnologies, segno che una parte del settore vede con favore una regolamentazione più stringente.
“I sistemi di intelligenza artificiale stanno migliorando rapidamente e, accanto agli straordinari benefici per la scienza e la medicina, esiste una concreta possibilità che le barriere di conoscenza che storicamente hanno impedito ai malintenzionati di ottenere armi biologiche si riducano in modo significativo”, si legge nella lettera.
Sebbene le aziende che commercializzano DNA e RNA sintetici effettuino già controlli volontari, i firmatari chiedono al Congresso di fare un passo ulteriore rendendo tali verifiche obbligatorie per l’intero settore. Inoltre, la lettera propone che le aziende siano tenute a conservare registri dettagliati degli ordini ricevuti e delle specifiche tecniche dei materiali venduti, così da facilitare eventuali indagini sulla sicurezza biologica.
L’iniziativa arriva in un momento in cui i modelli di intelligenza artificiale avanzata continuano a diffondersi a una velocità senza precedenti. Uno studio della Stanford University pubblicato all’inizio dell’anno ha rilevato che gli strumenti di IA generativa hanno raggiunto il 53% della popolazione mondiale in appena tre anni, una diffusione più rapida rispetto a quella registrata in passato sia dai personal computer sia da Internet. Parallelamente, diversi esperti hanno evidenziato come alcuni modelli di IA disponibili pubblicamente siano già in grado di fornire informazioni su come sviluppare e diffondere agenti biologici pericolosi, come riportato dal New York Times nelle scorse settimane.
Una minaccia silenziosa
La necessità di proteggersi dalle armi biologiche non è una novità per il governo statunitense. Sebbene gli agenti biologici siano stati utilizzati molto raramente negli attacchi terroristici – rappresentando appena lo 0,02% di tutti gli attacchi storicamente registrati secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Emergency Medicine – essi costituiscono una minaccia particolarmente insidiosa perché spesso sono inodori, invisibili e, in alcuni casi, altamente contagiosi.
Tra questi, l’antrace è considerato uno degli agenti più letali. Se inalato, presenta un tasso di mortalità vicino al 100% in assenza di trattamento. Nel 2001 cinque persone morirono e altre ventidue furono contagiate dopo che un microbiologo ed ex dipendente di un laboratorio militare statunitense specializzato in biodefesa inviò lettere contaminate con antrace a due senatori americani e a diverse redazioni giornalistiche. Gli attacchi, avvenuti poche settimane dopo l’11 settembre, diedero origine a una delle più vaste indagini nella storia dell’FBI.
Nel corso degli anni gli Stati Uniti hanno già adottato diverse misure legislative per contrastare le minacce biologiche. Il Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989 ha reso illegale sviluppare o possedere agenti biologici destinati a essere utilizzati come armi, prevedendo pene fino all’ergastolo. Dopo gli attacchi all’antrace del 2001, il PATRIOT Act ha ulteriormente rafforzato la normativa, facilitando il perseguimento di soggetti in possesso di agenti biologici pericolosi anche in assenza di prove dirette sulla volontà di costruire un’arma.
Più recentemente, il Congresso ha iniziato a lavorare su nuove misure di sicurezza legate alla vendita di DNA e RNA sintetici. A febbraio, il senatore repubblicano Tom Cotton e la senatrice democratica Amy Klobuchar hanno presentato il Biosecurity Modernization and Innovation Act del 2026, una proposta di legge che mira a obbligare i venditori di questi materiali a controllare sia gli ordini sia i clienti, prevedendo tuttavia esenzioni per le applicazioni considerate chiaramente innocue e prive di rischi per la salute pubblica.
Mentre il disegno di legge prosegue il proprio iter parlamentare, Josh Wentzel, senior fellow della Foundation for American Innovation, ha spiegato a Fortune che la lettera rappresenta un’importante occasione per mostrare ai legislatori come l’industria dell’intelligenza artificiale e quella della sintesi di DNA e RNA condividano le stesse preoccupazioni.
“Si tratta di una proposta bipartisan, concreta, realizzabile e non controversa”, ha dichiarato Wentzel, aggiungendo che l’obiettivo è convincere il Congresso a procedere più rapidamente con l’approvazione del Biosecurity Modernization and Innovation Act.
“È una priorità per molti esperti di sicurezza nazionale e, aspetto fondamentale, è qualcosa che la stessa industria della sintesi degli acidi nucleici chiede da tempo”.
L’articolo originale è apparso su Fortune.com
FOTO: Anna Moneymaker – Getty Images
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Marco Quiroz-Gutierrez
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