Nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all’ingresso di 28 professionisti sui 58 posti assegnati. Un’analisi pubblicata su BDJ In Practice evidenzia le difficoltà di reclutamento, ma anche risultati favorevoli nella permanenza in servizio di chi ha aderito.
La carenza di odontoiatri nel servizio sanitario inglese rappresenta una criticità soprattutto nelle aree con maggiori difficoltà di reclutamento: secondo i dati riferiti a dicembre 2024, il tasso di posti vacanti era del 19% in Inghilterra e raggiungeva il 33% nel Sud-Ovest del Paese. Per favorire l’ingresso di nuovi professionisti nelle aree meno servite, il National Health Service (NHS) ha introdotto un programma di incentivi economici fino a 20mila sterline, che tuttavia ha prodotto risultati inferiori alle attese. A gennaio 2026, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, soltanto 28 odontoiatri avevano iniziato a lavorare sui 58 posti assegnati alla regione. I dati sono stati raccolti in un’analisi pubblicata su BDJ In Practice, che valuta il primo periodo di attuazione del Dental Recruitment Incentive Scheme e mette in evidenza le difficoltà di reclutamento, ma anche i risultati favorevoli nella permanenza in servizio dei professionisti che hanno aderito.
Incentivi economici e vincolo di permanenza di tre anni
Il programma, avviato nel maggio 2024, offre incentivi fino a 20.000 sterline agli odontoiatri che si impegnano a lavorare per almeno tre anni nelle aree con maggiori difficoltà di reclutamento. Dei 240 posti previsti a livello nazionale, 58 sono stati assegnati al Sud-Ovest dell’Inghilterra, distribuiti tra i sette organismi territoriali del NHS (Integrated Care Boards).
L’analisi, condotta da Sarah McFarlane, Claire Forbes-Haley e Matthew Jerreat, rileva che a gennaio 2026 avevano preso servizio 28 odontoiatri, con pagamenti relativi al primo anno per complessive 255.500 sterline.
Tra i 27 professionisti effettivamente impegnati nell’attività odontoiatrica NHS, 19 raggiungevano gli obiettivi previsti. Gli autori segnalano inoltre una buona permanenza in servizio degli odontoiatri reclutati, evidenziando una differenza tra la difficoltà iniziale di attrarre professionisti e i risultati ottenuti una volta avviata l’attività.
Reclutamento, il confronto con il settore privato e le possibili modifiche
Secondo gli autori, tra i principali ostacoli all’adesione figurano l’impegno richiesto per tre anni e la percezione che l’incentivo non sia sufficientemente competitivo rispetto alle potenziali opportunità di guadagno nel settore privato.
L’analisi segnala anche le modifiche introdotte nel gennaio 2026, che consentono una maggiore flessibilità regionale nella definizione dell’importo, della durata e delle modalità di pagamento degli incentivi. Gli autori valutano positivamente questo aggiornamento e richiamano il possibile contributo di borse di studio per la formazione post-laurea.
L’esperienza del Sud-Ovest inglese mostra quindi che gli incentivi economici possono contribuire al reclutamento e alla permanenza degli odontoiatri, ma da soli non sono sufficienti a risolvere le difficoltà di copertura dei posti disponibili. Per gli autori è necessario affiancarli a interventi coordinati sulla forza lavoro odontoiatrica e a una riforma nazionale del contratto NHS.
Fonte: McFarlane S., Forbes-Haley C., Jerreat M. The Dental Recruitment Incentive Scheme in the South West of England: A one-year review. BDJ In Practice, 5 ottobre 2026. https://doi.org/10.1038/s41404-026-3677-x
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