TARANTO – Il recupero di Palazzo Frisini entra nella fase operativa. Dal 19 ottobre prenderanno il via le prime attività di allestimento del cantiere nell’edificio storico che ospitava l’ex brefotrofio, destinato a essere trasformato in una residenza universitaria con 92 posti letto e in un centro di servizi culturali e spazi collettivi aperti alla città. L’avvio effettivo dei lavori è programmato per il 20 novembre 2026, con una durata prevista di 730 giorni.
A rendere noto il calendario degli interventi è la Provincia di Taranto, che ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto e le prossime scadenze, confermando l’impegno a seguire tutte le fasi della riqualificazione e a informare la cittadinanza sull’evoluzione delle attività.
Il cronoprogramma è stato esaminato durante una riunione di coordinamento convocata il 29 settembre 2026, alla quale hanno partecipato rappresentanti della Provincia, della Regione Puglia e di ADISU Puglia. L’incontro ha consentito di fare il punto sulle procedure già affrontate e sulle operazioni necessarie per dare concreta attuazione all’intervento.
La prima scadenza è fissata per lunedì 19 ottobre, quando saranno avviate le attività preliminari di cantierizzazione, comprendenti la messa in sicurezza e la pulizia dell’immobile. Il passaggio successivo è previsto per venerdì 20 novembre, data individuata per l’apertura effettiva dei lavori di recupero e rifunzionalizzazione.
Il tempo stabilito per completare l’intervento è di 730 giorni, secondo il programma illustrato dagli enti coinvolti.
Il percorso che precede l’apertura del cantiere ha richiesto una serie di approfondimenti tecnici e amministrativi, legati soprattutto alla natura dell’edificio. Palazzo Frisini costituisce infatti un bene di particolare interesse storico e artistico, la cui trasformazione dovrà avvenire salvaguardandone le caratteristiche architettoniche.
Nel confronto istituzionale sono stati esaminati anche i pareri e le prescrizioni formulati dalla Soprintendenza, insieme alle verifiche effettuate da ASSET. Adempimenti che hanno accompagnato la definizione del progetto e che assumono particolare importanza per un intervento destinato a conciliare la conservazione del patrimonio storico con l’introduzione di nuove funzioni.
La trasformazione dell’ex brefotrofio non si limiterà alla realizzazione degli alloggi per gli universitari. Il progetto prevede infatti un utilizzo più articolato dell’immobile, pensato per integrare la presenza degli studenti con attività rivolte alla comunità cittadina.
Accanto ai 92 posti destinati alla residenza universitaria, saranno ricavati ambienti per la didattica, la ricerca e le iniziative culturali, oltre a spazi dedicati alla lettura, all’arte e alla socializzazione.
La struttura ospiterà anche aree di coworking, laboratori e una caffetteria, con l’obiettivo di creare un luogo nel quale le attività universitarie possano convivere con occasioni di incontro e partecipazione.
Uno degli elementi qualificanti dell’intervento riguarda il rapporto tra Palazzo Frisini e il tessuto urbano circostante. Il piano terra sarà infatti concepito come uno spazio accessibile e aperto alla città, superando una destinazione esclusivamente residenziale.
Particolare rilievo assumerà la corte interna, progettata come una sorta di piazza protetta, destinata a diventare un ambiente di aggregazione. Anche la terrazza sarà valorizzata attraverso una nuova funzione urbana, con la possibilità di ospitare eventi e attività.
La Provincia considera il recupero dell’immobile un tassello significativo nel percorso di rafforzamento della presenza universitaria a Taranto, ma anche un intervento capace di restituire alla fruizione collettiva un edificio appartenente alla storia cittadina.
Il presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano, ha sottolineato il valore dell’operazione, evidenziando sia la dimensione culturale del recupero sia le opportunità connesse alla realizzazione dei nuovi servizi.
«Palazzo Frisini rappresenta un’opera strategica per Taranto e per il suo futuro universitario. Recuperare questo edificio significa restituire alla città un importante pezzo della propria storia, ma anche creare nuovi servizi e nuove opportunità per gli studenti e per l’intera comunità», ha dichiarato Palmisano.
Il presidente ha ribadito la volontà dell’ente di mantenere un confronto costante con la Regione Puglia e con ADISU, seguendo l’andamento delle attività rispetto alle scadenze programmate.
«La Provincia continuerà a seguire con attenzione ogni fase dell’intervento, mantenendo il confronto con Regione Puglia e ADISU e assicurando alla cittadinanza tutte le informazioni ufficiali in nostro possesso», ha assicurato.
La comunicazione del calendario dei lavori risponde, secondo l’amministrazione provinciale, all’esigenza di garantire trasparenza su un progetto atteso e di particolare rilievo per il patrimonio immobiliare pubblico e per il sistema universitario tarantino.
«L’obiettivo è accompagnare il cronoprogramma affinché si proceda regolarmente verso la restituzione di Palazzo Frisini alla città», ha concluso il presidente Palmisano.
L’apertura delle attività di cantierizzazione del 19 ottobre rappresenta dunque il primo passaggio concreto della nuova fase, dopo il percorso di progettazione, autorizzazioni e verifiche tecniche necessario per definire le modalità di recupero dell’edificio.
Per Taranto si apre così la prospettiva di riacquisire un importante immobile storico, trasformandolo in una struttura capace di rispondere alle esigenze abitative degli studenti e, contemporaneamente, di offrire nuovi ambienti destinati alla cultura, alla formazione e alla vita sociale.
Il rispetto delle scadenze annunciate sarà ora determinante per accompagnare Palazzo Frisini verso la sua nuova destinazione universitaria e cittadina, con un intervento che punta a coniugare la tutela della memoria architettonica con i servizi necessari allo sviluppo futuro della città.
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