#Finsubito news dalla rete – «Il futuro del Paese passa dal Mezzogiorno»


«Il Sud non può e non deve rassegnarsi. Qui ci sono competenze ed energie che chiedono di essere ascoltate e messe nelle condizioni di costruire il proprio futuro». Mariolina Castellone, Senatrice del Movimento 5 Stelle e Vice Presidente del Senato, dà appuntamento oggi, alle ore 19:00, al Teatro Umberto di Nola per un incontro con Giuseppe Conte e rappresentanti della società civile.
A Nola incontro con Giuseppe Conte per parlare dell’Italia che vogliamo. Perché avete scelto questo territorio?
«Perché il futuro del Paese si costruisce ascoltando i territori. Nola e l’area nolana hanno una grande vitalità economica e sociale, ma vivono anche difficoltà che chiedono risposte concrete. Vogliamo creare uno spazio di confronto tra cittadini, istituzioni e società civile. Con Giuseppe Conte parleremo di quale Italia vogliamo costruire partendo dal Mezzogiorno.»
Partiamo dalla sanità. Per molti cittadini, anche in Campania, curarsi sta diventando sempre più difficile. Come legge questa situazione?
«Da medico, considero inaccettabile che una persona debba scegliere tra pagare una visita e rinunciare alle cure. Il Governo sta impoverendo la sanità pubblica e favorendo la sanità privata e quella integrativa. Dietro le liste d’attesa ci sono cittadini che aspettano mesi per un esame o una visita. La salute è un diritto costituzionale. Difendere il Servizio sanitario nazionale significa garantire a ciascuno la possibilità di ricevere le cure di cui ha bisogno, nei tempi necessari.»
Come si affrontano concretamente le liste d’attesa e le difficoltà dei pronto soccorso?
«Servono finanziamenti pubblici adeguati, assunzioni e condizioni di lavoro che consentano a medici e infermieri di restare nel servizio pubblico. Le risorse del PNRR ottenute grazie al lavoro di Giuseppe Conte rappresentano un’occasione fondamentale per rafforzare la sanità territoriale. Ma gli edifici e le attrezzature, da soli, non curano. Bisogna potenziare la medicina di prossimità, l’assistenza domiciliare e la prevenzione. E sulle liste d’attesa dobbiamo misurare il tempo che il cittadino aspetta davvero per ricevere la prestazione.»
Quali sono le priorità per il rilancio della sanità campana?
«La priorità è recuperare il divario nei servizi e garantire ai cittadini campani le stesse possibilità di cura offerte nel resto del Paese. La Campania ha bisogno di risorse distribuite secondo i reali bisogni di salute, tenendo conto anche delle condizioni sociali ed economiche della popolazione. Occorre rafforzare il personale, la rete territoriale e la prevenzione, ridurre le attese e la necessità di spostarsi fuori regione per curarsi. Ogni progresso amministrativo deve tradursi in un miglioramento concreto. È su questo che i cittadini misurano il lavoro delle istituzioni.»
Lavoro e stipendi: molti giovani ricevono compensi bassissimi o sono costretti a partire. Come si cambia questa realtà?
«Partendo da un principio: lavorare deve permettere di vivere dignitosamente. Non possiamo accettare che una persona lavori per un’intera giornata e resti povera. Per questo il salario minimo legale di almeno nove euro l’ora è una nostra battaglia fondamentale, insieme al contrasto alla precarietà e alla tutela della sicurezza sul lavoro. Per i giovani servono anche investimenti in istruzione, ricerca e innovazione. Lo so per esperienza: partire può essere una scelta bellissima, se permette di conoscere e crescere. Diventa un’ingiustizia quando è l’unica possibilità per avere un futuro.»
Con il percorso Nova avete raccolto proposte per il futuro del Paese. Quali risposte volete dare?
«Nova nasce dall’idea che i cittadini debbano poter contribuire alle scelte che riguardano la loro vita. È un percorso di ascolto e partecipazione dal quale costruire proposte concrete. Vogliamo rispondere anzitutto ai giovani. Per questo proponiamo di togliere i tredici miliardi destinati al Ponte sullo Stretto e investirli nell’istruzione, nell’università e nella ricerca. Poi la sanità pubblica. Proponiamo un fondo perequativo nazionale per abbattere le liste d’attesa e ridurre i divari territoriali, finanziato attraverso un contributo della sanità privata. Chiediamo che un settore cresciuto mentre il servizio pubblico si indeboliva contribuisca a rafforzare il diritto alla salute di tutti.»
Sull’energia il Governo punta al nucleare, mentre voi sostenete le rinnovabili. Perché?
«Perché famiglie e imprese hanno bisogno di risposte ai costi dell’energia adesso. La prospettiva di nuove centrali nucleari comporta tempi lunghi e lascia aperte questioni sui costi, sulla sicurezza e sulla gestione delle scorie. Noi vogliamo accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili, nelle reti, negli accumuli e nell’efficienza energetica. La transizione deve portare vantaggi concreti alle persone e ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili.»
Quali rischi vede nell’autonomia differenziata per i cittadini della Campania?
«Il rischio è aggravare le disuguaglianze territoriali e rendere ancora più difficile garantire gli stessi diritti in tutto il Paese. La nostra opposizione all’autonomia differenziata nasce da questa convinzione: l’unità della Repubblica si realizza attraverso servizi e opportunità garantiti a tutti. Il Mezzogiorno ha già divari profondi da recuperare. Le scelte dello Stato devono contribuire a ridurli.»
Lei vive a Giugliano e conosce bene la provincia di Napoli. Da dove partire per offrire più opportunità ai giovani?
«Dall’ascolto e dalla presenza delle Istituzioni. Quando incontro gli studenti vedo talenti, idee e desiderio di partecipare. Abbiamo il dovere di dare loro strumenti e spazi: scuole aperte anche oltre l’orario delle lezioni, biblioteche, sport, luoghi di incontro, opportunità di formazione e lavoro. E dobbiamo garantire un ambiente sano. Nella nostra terra il diritto alla salute passa anche dal risanamento dei territori, dalla prevenzione dei roghi e dalla lotta agli sversamenti illegali. La sicurezza cresce quando le persone trovano servizi, opportunità e istituzioni presenti.»
Quale messaggio vuole rivolgere alle donne del territorio, spesso costrette a conciliare da sole lavoro e responsabilità familiari?
«Che le loro difficoltà devono diventare una responsabilità collettiva. Da madre conosco la fatica di tenere insieme lavoro, figli e cura della famiglia. Nessuna donna dovrebbe essere costretta a rinunciare alla propria autonomia economica o alle proprie aspirazioni perché mancano i servizi. Proponiamo un congedo paritario e retribuito al cento per cento per entrambi i genitori, più asili nido e un maggiore sostegno a chi assiste familiari anziani o con disabilità. Servono inoltre pari opportunità nel lavoro, nelle retribuzioni e nelle carriere.»
Che cosa vorrebbe lasciare a chi parteciperà all’incontro di Nola?
«La fiducia che cambiare sia possibile e che ciascuno possa contribuire. Per me la politica è una forma di cura: ascoltare, assumersi responsabilità e lavorare perché la vita delle persone migliori. Con Giuseppe Conte vogliamo confrontarci su un’Italia nella quale ci sia una sanità d’eccellenza per tutti, si possa lavorare con dignità e costruire il futuro nella propria terra. Vi aspettiamo a Nola per condividere idee, domande e proposte. Il cambiamento prende forza quando diventa un impegno comune.»




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