Traffico, lunghe code, tragitti più lunghi per uscire e tornare a casa: tantissimi disagi anche in questo periodo estivo in cui le città iniziano a svuotarsi per le vacanze e il caldo. I residenti di via della Pedica a Grottaferrata hanno iniziato a sperimentare, nel peggior modo possibile, gli effetti del senso unico di recente introdotto sulla loro via e hanno deciso, democraticamente e con spirito di collaborazione, di correre ai ripari prima che sia troppo tardi.
A testimonianza della forte contrarietà nei confronti di questo provvedimento che a settembre è destinato solo a produrre ancora più disagi con l’avvio delle scuole e il ritorno alla quotidianità di tutte le famiglie, oggi ci sono ben quattrocento firme raccolte in meno di due settimane da un gruppo di residenti decisi a confrontarsi con l’amministrazione comunale per illustrare le proprie ragioni.
Una mobilitazione che ha coinvolto la stragrande maggioranza degli abitanti della via e che si è concretizzata in una lettera protocollata e consegnata al Commissario Straordinario del Comune, Filippo Santarelli, con la quale si chiede di revocare il provvedimento prima che diventi definitivo.
Secondo i firmatari infatti, il nuovo assetto della viabilità che costringe glki automobilisti ad immettersi nella via da Via XXIV Maggio e uscire su via Anagnina, sta creando disagi quotidiani, costringendo chi vive in via della Pedica a percorrere lunghi tragitti aggiuntivi per poter uscire dalla zona e, successivamente, fare un ulteriore giro per rientrare nelle proprie abitazioni. Un cambiamento che comporta una significativa perdita di tempo ogni giorno, soprattutto negli orari di punta, aggravando una situazione viaria già particolarmente critica. I residenti contestano anche le motivazioni che hanno portato all’istituzione del senso unico. La strada, infatti, sarebbe stata percorsa a doppio senso di marcia per oltre quarant’anni senza particolari criticità. Dopo la realizzazione del nuovo marciapiede, la larghezza effettiva della carreggiata sarebbe rimasta sostanzialmente invariata, rendendo difficile comprendere la necessità di modificare la circolazione.
Tra gli aspetti maggiormente criticati figura proprio la riqualificazione della strada. Da un lato è stato costruito un marciapiede di circa 1,70 metri di larghezza, ritenuto da molti residenti eccessivamente ampio rispetto alle esigenze della via. Dall’altro lato, invece, non è stato previsto neppure un semplice cordolo o un’opera di delimitazione capace di impedire la sosta selvaggia, problema che continua a verificarsi e che, secondo i cittadini, finisce per compromettere la sicurezza e la fruibilità della strada.
Le conseguenze del senso unico, sostengono i residenti, non si limitano ai tempi di percorrenza. L’impossibilità di svoltare su via XXIV Maggio obbliga infatti tutto il traffico a riversarsi su via Anagnina, già fortemente congestionata, aumentando code e tempi di attesa soprattutto nelle ore di maggiore traffico e con il ritorno delle scuole.
Il nuovo assetto, inoltre, comporterebbe anche un incremento dell’inquinamento. Ogni uscita dalla zona richiede infatti un percorso aggiuntivo stimato in circa 3,5 chilometri, con inevitabili maggiori emissioni di anidride carbonica e un aumento dei consumi di carburante. Non meno importante è il tema della sicurezza. In assenza di veicoli provenienti dal senso opposto, molti automobilisti tenderebbero ad aumentare la velocità, con evidenti rischi per pedoni e residenti.
Nella lettera indirizzata al Commissario Straordinario viene infine evidenziata la mancanza di un reale confronto con i cittadini prima dell’adozione del provvedimento. I firmatari precisano inoltre di non riconoscere il “Comitato Pedica” come rappresentativo dell’intero quartiere, sostenendo che non abbia ricevuto alcun mandato da parte dei residenti.
“L’obiettivo della raccolta firme – ci ha confermato F.B, uno dei residenti che, insieme ad altri ha guidato la protesta in questi giorni – non è soltanto ottenere la revoca della delibera e dell’ordinanza dirigenziale che hanno introdotto il senso unico in via sperimentale, ma anche aprire un confronto con l’Amministrazione per individuare soluzioni condivise che tengano conto delle reali esigenze di chi vive quotidianamente la strada. Con quattrocento firme raccolte in tempi rapidissimi, il messaggio è chiaro: la sperimentazione sta producendo effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati e merita una profonda rivalutazione prima di trasformarsi in una modifica definitiva della viabilità cittadina che peggiorerebbe non poco la qualità delle nostre vite”.
IL TESTO DELLA RACCOLTA FIRME DEPOSITATE IN COMUNE
Oggetto: Richiesta di revoca della Delibera di Giunta n. 54 del 09/07/2026 e dell’Ordinanza Dirigenziale n. 137 del 10/07/2026 – Modifica viabilità Via della Pedica
I sottoscritti residenti di Via della Pedica espongono quanto segue.
La recente modifica della viabilità in Via della Pedica sta determinando gravi criticità per i residenti e per la viabilità dell’intera zona. Pertanto si chiede la revoca urgente dei provvedimenti in oggetto per le motivazioni di seguito indicate:
1. Assenza di reale necessità: la strada è utilizzata a doppio senso di marcia da oltre 40 anni. A seguito della realizzazione del nuovo marciapiede, la carreggiata utile è rimasta sostanzialmente invariata, pertanto non risulta evidente la motivazione del nuovo senso unico.
2. Incremento del traffico: l’impossibilità di svoltare su Via XXIV Maggio obbliga tutto il traffico in uscita a confluire su Via Anagnina, già satura.
3. Maggiori rischi per la sicurezza: l’assenza di veicoli in senso contrario induce i conducenti a non rispettare i limiti di velocità, con aumento del pericolo per pedoni e residenti.
4. Impatto ambientale: l’allungamento forzato dei percorsi comporta un aumento di circa 3,5 km per ogni uscita, con conseguente incremento di emissioni di CO2 e altri inquinanti a danno della salute pubblica.
5. Congestione: i tempi di attesa per immettersi su Via Anagnina sono già lunghi e diventeranno insostenibili con la riapertura delle scuole e al termine del periodo estivo.
6. Mancata concertazione: la delibera è stata assunta senza preventivo coinvolgimento dei residenti di Via della Pedica. Inoltre non si riconosce come rappresentativo il parere espresso dal “Comitato Pedica”, non avendo ricevuto mandato dai residenti.
Esempio concreto: un residente dei civici 5, 7 o comunque della zona interessata dal nuovo senso unico, per raggiungere Squarciarelli in orario mattutino, sarà costretto a percorrere 3,5 km in più ogni volta e a subire lunghe code su Via Anagnina e Via XXIV Maggio. Lo stesso disagio riguarda i residenti della parte alta della via.
Per tutto quanto sopra esposto, i firmatari chiedono con urgenza:
- La revoca della Delibera n. 54 del 09/07/2026 e dell’Ordinanza Dirigenziale n. 137 del 10/07/2026;
- Un incontro con l’Amministrazione Comunale per valutare soluzioni alternative condivise.
Si resta in attesa di un cortese riscontro.
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Claudia Proietti
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