Negozio fiduciario: cos’è, esempio, tipologie


  • Il negozio fiduciario è il contratto con cui un soggetto trasferisce un diritto a un altro, il quale si obbliga, in forza di un patto interno, a esercitarlo o ritrasferirlo secondo le istruzioni del fiduciante.
  • Esistono varie forme di fiducia, tra cui la fiducia dinamica e la fiducia statica.
  • La differenza con la simulazione consiste nel fatto che nel negozio fiduciario il trasferimento del diritto è reale ed effettivamente voluto, mentre nella simulazione il negozio apparente non corrisponde alla reale volontà delle parti, che intendono produrre effetti diversi o nessun effetto.

Nel diritto civile vi sono strumenti che permettono di raggiungere finalità pratiche senza ricorrere a figure contrattuali tipiche disciplinate dal codice civile. Tra questi vi è il negozio fiduciario, un istituto largamente utilizzato nella prassi, soprattutto nella gestione di patrimoni, partecipazioni societarie e beni immobili.

Sebbene non sia espressamente regolato dal legislatore, il negozio fiduciario è considerato ammissibile in forza del principio di autonomia contrattuale previsto dall’art. 1322 c.c., a condizione che persegua interessi meritevoli di tutela.

Ma cos’è in concreto il negozio fiduciario? Qual è il ruolo del fiduciante e del fiduciario? Quali effetti produce tra le parti e nei confronti dei terzi? E in cosa si distingue dalla simulazione? In questo articolo ti spiego in maniera semplice e dettagliata lo strumento in questione, rispondendo ai predetti quesiti.

Cos’è il negozio fiduciario

Quando si parla di negozio fiduciario ci si riferisce a un accordo mediante il quale un soggetto, detto fiduciante, trasferisce a un altro soggetto, il fiduciario, la proprietà di un bene o un altro diritto, confidando che quest’ultimo lo eserciti esclusivamente secondo quanto stabilito tra le parti.

Il trasferimento del diritto è reale ed effettivo, ma è accompagnato da un accordo interno, il cosiddetto pactum fiduciae, con cui il fiduciario assume l’obbligo di utilizzare il bene per uno scopo determinato oppure di ritrasferirlo al fiduciante o a un terzo quando si verificano specifiche condizioni.

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Qual è il ruolo del pactum fiduciae?

L’elemento centrale del negozio fiduciario è il pactum fiduciae, vale a dire l’accordo obbligatorio che vincola il fiduciario a comportarsi secondo le istruzioni ricevute. Sul piano esterno il fiduciario diviene effettivamente titolare del diritto trasferito, mentre sul piano interno rimane obbligato verso il fiduciante.

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Quali sono le tipologie di fiducia?

Il negozio fiduciario si distingue in quattro diverse forme, individuate sulla base della funzione perseguita dalle parti. La fiducia cum amico si realizza quando il bene viene trasferito al fiduciario affinché lo amministri o lo custodisca nell’interesse del fiduciante, con l’obbligo di ritrasferirlo al verificarsi delle condizioni concordate.

La fiducia cum creditore, invece, ha una funzione di garanzia: il debitore trasferisce un bene al creditore per assicurare l’adempimento dell’obbligazione, con l’impegno di riacquistarne la proprietà una volta estinto il debito.

Accanto a tali figure si distingue la fiducia dinamica, caratterizzata dall’effettivo trasferimento del diritto dal fiduciante al fiduciario, e la fiducia statica, nella quale non si verifica alcun trasferimento patrimoniale, ma il rapporto fiduciario riguarda esclusivamente l’esercizio o la gestione di una posizione giuridica già esistente.

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Quali sono gli effetti del negozio fiduciario?

Una delle caratteristiche più importanti del negozio fiduciario sta nella distinzione tra gli effetti che si producono verso l’esterno e quelli che operano esclusivamente tra le parti.

Nei confronti dei terzi il trasferimento del diritto è pienamente efficace: il fiduciario risulta proprietario del bene o titolare del diritto trasferito. Al contrario, il pactum fiduciae produce solo effetti obbligatori tra fiduciante e fiduciario, imponendo a quest’ultimo di rispettare gli obblighi assunti.

Nel caso in cui il fiduciario violi il patto, il fiduciante può agire giudizialmente per ottenere l’adempimento degli obblighi assunti oppure il risarcimento del danno derivante dall’inadempimento. La tutela, quindi, piuttosto che incidere sull’efficacia del trasferimento verso i terzi, opera sul piano del rapporto interno tra le parti.

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Qual è la differenza tra negozio fiduciario e simulazione?

Uno dei punti più delicati concerne la distinzione tra negozio fiduciario e simulazione.

Nel negozio fiduciario le parti vogliono realmente trasferire il diritto al fiduciario. Il trasferimento produce quindi tutti i suoi effetti giuridici, anche se è funzionale al perseguimento di uno scopo ulteriore concordato tra le parti.

Nella simulazione, invece, il trasferimento è solo apparente, nel senso che le parti fingono di concludere un contratto senza voler realmente produrre gli effetti dichiarati.

La differenza è dunque sostanziale, in quanto nel negozio fiduciario il trasferimento è autentico, mentre nella simulazione è meramente fittizio.

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Negozio fiduciario – Domande frequenti

Il pactum fiduciae deve essere stipulato necessariamente per iscritto?

No, in linea generale può essere concluso anche verbalmente. Tuttavia, quando riguarda beni immobili o rapporti per i quali la legge richiede la forma scritta, è opportuno che anche il patto fiduciario sia documentato, sia per esigenze probatorie sia per dimostrare gli obblighi assunti dal fiduciario.

Il fiduciario può vendere il bene ricevuto in fiducia?

Sì, poiché il fiduciario acquista la titolarità del bene, può validamente trasferirlo a terzi. Se però lo fa in violazione del patto fiduciario, risponde nei confronti del fiduciante per l’inadempimento degli obblighi assunti e può essere condannato al risarcimento del danno.

Il negozio fiduciario può essere utilizzato per intestare quote societarie?

Sì, una delle applicazioni più frequenti riguarda l’intestazione fiduciaria di partecipazioni societarie, nella quale il fiduciario risulta formalmente socio ma è tenuto a esercitare i relativi diritti secondo le istruzioni impartite dal fiduciante.

Cosa accade se il fiduciario non restituisce il bene al fiduciante?

La mancata restituzione costituisce un inadempimento del patto fiduciario. Il fiduciante può rivolgersi al giudice per ottenere l’adempimento degli obblighi assunti e, se ne ricorrono i presupposti, il risarcimento dei danni subiti.

Perché il negozio fiduciario è considerato un contratto atipico?

Perché non è disciplinato in modo specifico dal codice civile. La sua validità trova fondamento nel principio di autonomia contrattuale previsto dall’art. 1322 c.c., che consente ai privati di concludere contratti diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela.

Il negozio fiduciario può essere opposto ai terzi?

In linea generale no. Il patto fiduciario produce effetti soltanto tra il fiduciante e il fiduciario e non è opponibile ai terzi che abbiano acquistato il bene in buona fede. Per questo motivo, se il fiduciario dispone del bene in violazione degli accordi, il rimedio principale del fiduciante è l’azione nei confronti del fiduciario per l’inadempimento e l’eventuale risarcimento del danno.

Riferimenti normativi

  • art. 1322 c.c. – autonomia contrattuale;
  • art. 1372 c.c. – efficacia del contratto;
  • art. 1218 c.c. – responsabilità del debitore;
  • art. 2932 c.c. – esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto (nei casi applicabili).
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 Avv. Giuseppina Sgrò

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