Il panorama della mobilità sostenibile in Italia si appresta a ricevere un importante aggiornamento normativo. Il nuovo DPCM automotive introduce un piano pluriennale di bonus volto a sostenere la transizione ecologica di imprese, professionisti e cittadini. Il testo del provvedimento ha già ottenuto il via libera della Corte dei Conti ed è in attesa di essere pubblicato sul portale ufficiale del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’intervento prevede un pacchetto di misure ad ampio spettro che spazia dai contributi per l’acquisto di furgoni commerciali e veicoli a due ruote, fino ai bonus per l’installazione di impianti a gas (GPL e metano) e colonnine di ricarica elettrica, senza dimenticare un massiccio piano di sostegno finanziario dedicato alla filiera produttiva della componentistica.
DPCM automotive: la dotazione finanziaria fino al 2030
Il piano strategico mette a disposizione complessivamente circa 1,35 miliardi di euro distribuiti su un arco temporale che si estende fino al 2030. La copertura finanziaria attinge direttamente al fondo automotive. Questo fondo era stato inizialmente decurtato di oltre 4,5 miliardi di euro con la manovra economica di due anni fa e successivamente integrato con 200 milioni.
Sebbene le prime bozze del decreto stimassero uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro, il ministero dell’Economia ha dovuto trattenere quasi 260 milioni di euro per destinarli alle coperture del decreto carburanti, riducendo così la dotazione finale a 1,35 miliardi. Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, i fondi saranno ripartiti nel corso degli anni secondo la seguente scaletta:
- per il 2026, 142,7 milioni di euro;
- per il 2027, 400 milioni di euro;
- nel 2028, 2029 e 2030, 200 milioni di euro per ciascuna annualità.
A queste cifre si potrebbero aggiungere ulteriori 200 milioni di euro legati ai residui dell’anno 2025, per i quali tuttavia l’iter di riattivazione si preannuncia complesso.
Bonus furgoni, incentivi fino a 20.000 euro per le PMI
La misura di maggior rilievo per il tessuto imprenditoriale e per le piccole e medie imprese operanti nel trasporto merci riguarda il comparto dei veicoli commerciali. Il DPCM sblocca immediatamente un fondo di 180 milioni di euro, attivo fino al 31 marzo 2030, destinato all’acquisto o al leasing finanziario di furgoni nuovi di fabbrica immatricolati nelle categorie N1 e N2.
I contributi sono calcolati in base alla massa totale del veicolo e al tipo di alimentazione. Di seguito lo schema dettagliato delle agevolazioni:
| Categoria di peso del veicolo | Veicoli elettrici (Bev e Fcev) senza rottamazione | Veicoli elettrici (Bev e Fcev) con rottamazione (fino a Euro 4) | Veicoli ad alimentazione tradizionale (con rottamazione obbligatoria) |
| Fino a 1,49 tonnellate | € 2.000 | € 4.000 | € 2.000 |
| Tra 1,5 e 2,39 tonnellate | € 4.500 | € 8.000 | € 3.000 |
| Tra 2,4 e 3,49 tonnellate | € 10.000 | € 14.000 | € 4.500 |
| Tra 3,5 e 4,24 tonnellate | € 14.000 | € 18.000 | € 8.000 |
| Tra 4,25 e 7,2 tonnellate | € 16.000 | € 20.000 | € 10.000 |
Requisiti e modalità di accesso per le imprese
Per poter consolidare il diritto al bonus furgoni, le imprese devono rispettare precisi vincoli operativi:
- il mezzo acquistato deve rimanere nel patrimonio aziendale per un periodo minimo di due anni (vincolo di proprietà);
- per i modelli con motorizzazione tradizionale l’incentivo scatta solo a fronte della rottamazione di un vecchio mezzo. Il veicolo consegnato per la demolizione deve appartenere alla medesima categoria e risultare intestato al beneficiario del nuovo furgone da almeno 12 mesi;
- l’agevolazione è estesa anche alle società di noleggio. In questo caso, l’operatore deve presentare al concessionario un ordine d’acquisto finalizzato a un contratto di locazione della durata minima di tre anni, sottoscritto con una PMI del trasporto merci (in conto proprio o in conto terzi). La società di noleggio ha poi l’obbligo di trasferire l’intero valore del contributo alla PMI cliente, applicando uno sconto ripartito sulle rate mensili del canone.
Bonus impianti a GPL e metano: i contributi disponibili
Sempre in concomitanza con l’entrata in vigore del decreto, partono i sostegni per la riqualificazione ecologica delle auto già in circolazione. Viene stanziato un budget di 20 milioni di euro (valido fino al 31 marzo 2030) per l’installazione di impianti a gas su vetture con classe ambientale pari o superiore a Euro 3.
La misura si rivolge sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche, escludendo esplicitamente i concessionari auto. Gli importi previsti sono:
- 400 euro per il passaggio al GPL;
- 800 euro per l’installazione di impianti a metano.
L’utente beneficerà dell’incentivo sotto forma di riduzione diretta sul prezzo finale praticato dall’installatore. Successivamente, l’artigiano o l’officina che ha effettuato il lavoro riceverà il rimborso direttamente dalle aziende costruttrici dei kit di conversione.
Bonus noleggio a lungo termine per redditi bassi
Il provvedimento introduce una formula sperimentale di noleggio a lungo termine agevolato, dotata di un fondo iniziale di 50 milioni di euro. Questa misura è riservata ai privati cittadini con un indicatore ISEE inferiore a 30.000 euro.
L’agevolazione richiede la sottoscrizione di un contratto di locazione della durata minima di tre anni per un’autovettura nuova (omologata almeno Euro 6 e con emissioni di anidride carbonica entro i 135 g/km), abbinata alla rottamazione obbligatoria di un veicolo fino a Euro 4.
L’attuazione pratica del programma è affidata all’ACI (Automobile Club d’Italia). Al termine del triennio di noleggio si aprono tre scenari gestiti dall’ente:
- cessione dell’auto all’utilizzatore finale con una riduzione di prezzo pari ad almeno il 10% rispetto alle quotazioni correnti di mercato;
- cessione della vettura alla casa costruttrice che risulterà vincitrice di una specifica procedura di gara;
- in assenza di opzioni esercitate, vendita diretta del mezzo da parte dell’ACI tramite avviso pubblico.
L’entità esatta dei contributi e i dettagli applicativi verranno stabiliti da un successivo decreto direttoriale.
Bonus moto, scooter e colonnine di ricarica: cosa cambia dal 2027
Per quanto riguarda le due ruote, i quadricicli e i sistemi di ricarica privati, il cronoprogramma fissa scadenze differenziate.
Incentivi per le due ruote dal 2027
A partire dal 1° gennaio 2027 prenderanno il via i contributi dedicati all’acquisto e al leasing di motocicli, scooter e quadricicli nuovi, sia elettrici sia ibridi. Le risorse stanziate ammontano a 90 milioni di euro.
Senza rottamazione, il bonus copre il 20% del costo d’acquisto, fino a un tetto massimo di 2.000 euro. Con rottamazione, la quota sale al 30% del prezzo complessivo, entro il limite di 3.000 euro, se si consegna per la demolizione un mezzo di classe Euro 0, 1, 2 o 3 (oppure un veicolo sottoposto a ritargatura obbligatoria ai sensi del decreto ministeriale del 2011). Il veicolo da rottamare deve risultare intestato o di proprietà del richiedente da almeno un anno. È presente inoltre un vincolo anti-accaparramento che esclude i concessionari dall’accesso ai fondi.
Bonus colonnine domestiche e condominiali
Per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici sono pronti 68 milioni di euro complessivi fino al 31 marzo 2030. L’incentivo copre l’80% delle spese totali sostenute dagli utenti domestici:
Il limite massimo è fissato a 1.500 euro per le richieste presentate da singole persone fisiche. La soglia massima sale a 8.000 euro qualora l’installazione avvenga sulle aree comuni degli edifici condominiali. Anche per questa misura, le specifiche modalità operative saranno emanate attraverso un decreto direttoriale del Mimit.
Aiuti alla filiera: 931 milioni per l’innovazione tecnologica e le PMI
Una quota preponderante delle risorse stanziate dal DPCM, pari a circa il 70% del budget complessivo, viene indirizzata direttamente al comparto industriale e della componentistica per sostenerne la competitività e la trasformazione tecnologica. Gli strumenti finanziari attivati sono principalmente due:
- Accordi per l’innovazione (631 milioni di euro), ovvero risorse destinate a programmi strutturati di ricerca, sviluppo e innovazione industriale;
- Mini contratti di sviluppo (300 milioni di euro), una linea di finanziamento agevolata, disegnata con parametri e caratteristiche tecniche modellate sulle specifiche esigenze delle piccole e medie imprese della componentistica.
I piani di investimento proposti dalle aziende, per essere ammessi al finanziamento, dovranno obbligatoriamente integrarsi all’interno di tre pilastri tecnologici:
- progettazione, test, ingegnerizzazione e fabbricazione di veicoli inediti e soluzioni avanzate di mobilità, nonché architetture di propulsione capaci di incrementare l’efficienza complessiva abbattendo l’impatto emissivo nel pieno rispetto dei parametri comunitari.
- realizzazione di componenti, sotto-sistemi e tecnologie digitali per la mobilità del futuro, con focus su sostenibilità, guida autonoma, connettività di rete, sistemi intelligenti e sicurezza attiva.
- interventi di riconversione e diversificazione dei siti industriali verso mercati tecnologici ad alto valore di ricerca e sviluppo. In questo ambito rientrano anche le produzioni a potenziale “dual-use” (con applicazioni spendibili, ad esempio, nella difesa), a patto che dimostrino una reale interoperabilità tecnologica e funzionale con il settore della mobilità sostenibile.
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