Vannacci di destra? Sta con l’opposizione contro il governo. Non si può dare l’Italia alla sinistra che vota in cinque modi diversi


Nell’afa che ha avvolto anche Roma nel giorno della festa di San Pietro e Paolo, Arianna Meloni ha lavorato da casa, alternando gli affari di partito alle uscite con le due figlie. “Ho fatto un po’ da Ncc” racconta. È ancora scossa per la scomparsa del marito del ministro Roccella nel lago di Vico. “Voglio mandare un abbraccio ad Eugenia, quante brutte notizie in quest’anno infausto. Come mamma mi ha choccato la tragedia di Crans Montana, poi mi ha sconvolto la sciagura delle Maldive. Anche io ero sub, una mezza matta che andava dappertutto…”.

Veste un abito di lino bianco e indossa una delle sue innumerevoli sneakers. “Sì, sì, quelle che mi rimprovera sempre la sinistra con questi attacchi futili. Ma non sanno che con le scarpe comode si corre e si fanno più cose” sorride.

Dalle elezioni 2027 alla questione Vannacci, passando per lo scandalo della gestione della pandemia, la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia risponde a tutte le domande del Giornale.

Arianna Meloni, dentro Fratelli d’Italia si parla già di candidature per le Politiche 2027. Molti dossier sono sulla sua scrivania. Tutti confermati i vostri parlamentari o ci sarà ricambio interno? Quale quota di esterni o vip contate di schierare?

“È decisamente prematuro parlare di candidature. Allo stato attuale non ho dossier in merito, anche perché la mia scrivania al momento è già strapiena di cose da fare. Siamo al lavoro per l’attuazione del programma di governo per cui gli italiani ci hanno votato e continuano a darci fiducia dopo tre anni e mezzo. I nostri parlamentari sono tutti bravissimi. Abbiamo una grande squadra di persone radicate, capaci e competenti, concentrate su questo fino a fine legislatura”.

La discussione della nuova legge elettorale entra nel vivo in Parlamento. Il testo Bignami va considerato definitivo, anche se la sinistra grida al colpo di Stato silenzioso?

“Guardi il fatto che la sinistra gridi al colpo di Stato, dopo che abbiamo cercato in ogni modo di coinvolgerla nella costruzione di una legge elettorale condivisa, la dice lunga sulla serietà di questa opposizione. C’è ancora margine di discussione in Aula, purché ci si metta d’accordo sull’aspetto fondamentale: l’Italia ha bisogno di stabilità. E la stabilità non si ottiene attraverso inciuci di palazzo e governi che mettono insieme il diavolo e l’acqua santa. Questo gli italiani lo hanno capito benissimo, hanno apprezzato e stanno misurando i risultati di un governo stabile e trovo amorale il fatto che una certa parte della sinistra faccia una battaglia per tornare indietro ai tempi dei governicchi che duravano dalla sera alla mattina, senza avere né il tempo né l’autorevolezza per mettere a terra proposte serie per la Nazione”.

Il nodo preferenze. Considerate da alcuni come moltiplicatore di spese elettorali e da altri, come Fdi, come uno strumento di selezione della classe dirigente. Saranno davvero inserite viste le resistenze anche all’interno della maggioranza?

“Come Fratelli d’Italia ci siamo schierati fin da subito in favore delle preferenze e speriamo di farcela, ma il vero nodo è una legge che garantisca una maggioranza stabile. Sul resto possiamo trovare una quadra”.

La novità dell’estate: Futuro nazionale del generale Vannacci. Anche FdI è al bivio: ricondurlo alla maggioranza di centrodestra nonostante gli insulti che vi indirizzano i suoi fans o considerarlo un elemento incompatibile con i vostri valori. La sua proposta?

“Io sono abituata a giudicare dai fatti, e questi ci dicono che la pattuglia parlamentare dell’onorevole Vannacci, tutta rigorosamente eletta coi voti del centrodestra, vota costantemente con la sinistra per far cadere il governo. Che paradossalmente è il primo governo della storia della Repubblica che ha un Presidente del Consiglio che è espressione diretta della destra italiana. Noi la destra l’abbiamo portata al governo, nessuno c’era mai riuscito prima, ed è normale che la sinistra faccia di tutto per far cadere la Meloni, un po’ meno che insieme alla sinistra provi a far cadere il primo Governo di destra anche chi si definisce di destra”.

Il cortocircuito dei conservatori mondiali con i costanti attacchi del presidente Usa Donald Trump al governo italiano e Giorgia Meloni. Come si evolverà questo scenario che sembrava inimmaginabile?

“Nessuna particolare evoluzione: restiamo profondamente patrioti dell’Occidente. Lo scenario poteva anche essere difficilmente prevedibile, ma la reazione di Giorgia Meloni dovevamo aspettarcela. Finché ci sarà questo governo, l’Italia non avrà timore di criticare scelte che non condivide e non indosserà ginocchiere. Questo non significa mettere in discussione storiche e fondamentali alleanze internazionali. Significa piuttosto rafforzare la nostra posizione al loro interno, come alleati affidabili, capaci anche di dissentire”.

Intanto l’esecutivo Meloni raccoglie plausi a livello mondiale per la sua stabilità mentre democrazie storiche come Gran Bretagna e Francia cambiano premier in continuazione. Quale è, a suo avviso, il primo fattore della longevità del governo italiano?

“La nostra maggioranza è salda perché ci siamo alleati attorno a un programma solido e condiviso prima delle elezioni e non dopo, come spesso è accaduto nella storia d’Italia. Il 4 settembre questo sarà il governo più longevo della storia della Repubblica, un traguardo su cui in pochi avrebbero scommesso, soprattutto all’estero. E la stabilità diventa certezza, anche certezza economica. Oggi sorrido quando vedo tanti media stranieri sorprendersi: solo qualche giorno fa il Wall Street Journal ha dedicato quattro pagine a questa anomalia italiana in mezzo a tante incertezze europee. Ma non è un caso: come partiti di centrodestra possiamo avere opinioni diverse, è normale e anche salutare che ci sia un dibattito, ma quando si tratta dell’interesse dell’Italia, siamo capaci di superare le divisioni e di guardare al bene comune”.

La presidente Meloni ha definito “scarsissima” l’opposizione di centrosinistra. Vede già fuori gioco, Conte, Schlein e alleati in vista delle prossime elezioni politiche?

“In questi anni la sinistra ha dimostrato davvero uno scarso interesse per il bene comune. Salvo rare eccezioni, come ad esempio Calenda che è capace di fare un’opposizione costruttiva, i leader del cosiddetto Campo largo si sono soprattutto rincorsi per strapparsi a vicenda un po’ di popolarità. Anche nei momenti in cui sarebbe stato opportuno dare prova di unità nazionale, sono stati capaci di dividersi e votare in tre o cinque modi diversi in Aula. Potremmo davvero pensare di affidare loro la guida della Nazione?”.

Parliamo dei lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del governo guidato allora da Giuseppe Conte. Il Giornale ha riportato documenti inediti e nuovi fatti inquietanti. Quali sviluppi politici o giudiziari prevede?

“Dalle audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sta emergendo un quadro raccapricciante: dai documenti e dalle testimonianze che sono state raccolte sembrerebbe che, mentre l’Italia lottava contro una malattia spietata e il personale medico stava ogni giorno in trincea senza strumenti adeguati, c’era chi vergognosamente pensava ad arricchirsi. Se dovesse essere confermato quanto emerso credo che lo squallore di persone che hanno mangiato sulla salute dei cittadini si commenti da solo e sì certo, mi auguro che ci siano degli sviluppi giudiziari”.

Il via libera della Ue agli hotspot in Albania e la promozione del modello italiano sul contrasto all’immigrazione clandestina. Quali passi dovranno essere ancora intrapresi prima della fine della legislatura per la sicurezza del Paese?

“In Europa si è creata recentemente una nuova alleanza che è stata definita simpaticamente maggioranza Giorgia, una maggioranza capace di invertire la rotta su temi fondamentali. Oggi l’Europa sull’immigrazione segue le nostre politiche: difesa dei confini, accordi con i paesi di provenienza, lotta ai trafficanti degli esseri umani, hub nei paesi terzi. E le nostre ricette sono state considerate vincenti anche grazie ai risultati che abbiamo portato in Italia: 60% in meno di sbarchi e oltre 81mila rimpatri. La sicurezza resta una nostra priorità: con l’ultimo Decreto Sicurezza abbiamo inasprito le pene per chi delinque, concentrandoci anche su quelli che sono considerati reati minori: i borseggiatori, chi truffa gli anziani, i violenti che spaccano le nostre città infiltrandosi nelle manifestazioni, con una stretta anche sui giovanissimi, perché ci siamo accorti che spesso la criminalità organizzata sfrutta anche i minori. Anche i genitori sono adesso sanzionabili in caso di reati dei figli. Abbiamo introdotto norme per sgomberi immediati per chi occupa abusivamente le case e reso più veloci gli sfratti. Con Caivano abbiamo creato un nuovo modello per intervenire anche nelle periferie più difficili. E continuiamo a batterci per la legalità, sostenendo chi ci difende tutti i giorni, con più tutele e un piano di assunzioni senza precedenti nelle Forze dell’Ordine. Parliamo di 42.500 nuove assunzioni dal 2022 ad aprile 2026, tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Altre 27mila sono previste entro il 2027”.

La sua sensazione. In quale mese si voterà nel 2027?

“Diciamo che la mia sensazione rischia di essere la notizia del giorno… Pensiamo a lavorare”.


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 redazione@ilgiornale-web.it (Gabriele Barberis)

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