La solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, ha fermato la Capitale, ma non l’Inceneritore. Lunedì 29 giugno, da tradizione, uffici, banche, aziende sono rimasti chiusi. I commerci e gli affari si sono fermati e così anche i cantieri, tranne eccezioni: quello a Santa Palomba per realizzare il mega impianto brucia rifiuti, è rimasto aperto e molto attivo.
Noi di Castelli Notizie lo abbiamo verificato con un sopralluogo esplorativo. Festeggiati tradizionalmente il 29 giugno da tutti i romani in memoria del loro martirio avvenuto a Roma a opera del ‘paleo- incenitorista’ Nerone, i patroni sono stati bellamente ignorati al chilometro 23,500 di Via Ardeatina, ultimo lembo del IX Municipio. E pensare che questa festività è tanta parte della storia e dell’identità di Roma. Mentre la città commemorava il loro martirio, a Santa Palomba si cercava di guadagnare tempo, con un cronoprogramma ormai saltato e il Giubileo che è un ricordo del passato.
Ancor prima delle sacrosante ragioni della festività, ci si sarebbe aspettati una sospensione del cantiere per altri motivi, non meno rilevanti: la scoperta di un tratto di strada basolata, ‘affiorata’ grazie al presidio fisso dell’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore. Così non è stato.
Santa Palomba, via vai di mezzi pesanti nel giorno di festa
Lunedì mattina, ai cancelli del cantiere del mega impianto, c’era la postazione degli attivisti dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore: anche loro non fanno festa pur di esercitare una cittadinanza sempre attiva. Dall’8 maggio, con l’avvio dell’iniziativa ‘Il Fosso della Cancelliera siete voi’, a difesa dell’acqua pubblica e del territorio dei Castelli Romani, le comunità ‘ribelli’ presidiano a oltranza il sito. È stato proprio il presidio permanente a portare alla luce la scoperta della strada romana nel cantiere, costringendo successivamente anche l’amministrazione capitolina a darne comunicazione ufficiale.
Mentre nella Capitale uffici pubblici, tribunali, scuole, università e gran parte delle attività erano chiusi, nell’area industriale di Santa Palomba c’è stato un andirivieni di camion, mezzi pesanti in entrata e in uscita dal cantiere dell’impianto per movimentare terra. Festività a parte, sorprende che dopo il ritrovamento del basolato, i lavori non siano stati sospesi. A tal proposito, il sito ufficiale del comune di Roma è fermo alla data 12 giugno 2026: la notizia del ritrovamento, non aggiornata è rintracciabile alla 12 esima pagina. Vi si legge: “Nella giornata di ieri è stato effettuato il sopralluogo della Soprintendenza, e in attesa delle relative determinazioni ed eventuali prescrizioni in quel punto del cantiere – un’area molto limitata e perimetrale – i lavori sono temporaneamente sospesi”. Evidentemente, questa sospensione è stata istantanea, perché, che sia giorno festivo o feriale, le maestranze lavorano alacremente. Lo abbiamo riscontrato noi di Castelli Notizie e ogni giorno lo appurano gli attivisti che presidiano l’area ininterrottamente da quasi due mesi.
Il cantiere dell’Inceneritore a lavoro anche il 29 giugno, nel giorno della Festa dei Santi Pietro e Paolo
La diretta Facebook, l’annuncio: il 15 luglio appuntamento al Tar
“Una mattinata qui dal presidio, lunedì 29 giugno, Santi Pietro e Paolo, neppure la solennità dei patroni romani ha impedito a questi signori di lavorare, lavorano, portano, come d’abitudine, le loro terre, ecco sta arrivando ora un Tir, alla Laurentina causando grandi disagi per le popolazioni e questo è il primo elemento”, ha detto Alessandro Lepidini, voce e anima dell’Unione dei Comitati nel fare l’ormai consueta diretta Facebook con cui aggiorna i cittadini sullo stato delle cose.
Altro elemento segnalato: “È passata un po’ sotto traccia la comunicazione che ha reso Roma Servizi per la Mobilità venerdì, dicendo che venerdì 26 ci sarebbe stata una manifestazione a Santa Palomba e ci sarebbero stati disagi per la popolazione, per il traffico e questo fa parte di questa strategia piccola piccola di Roma che tende a minimizzare tutto là dove al contrario le cose sono importanti come i ritrovamenti archeologici, come la distruzione di 200 metri di basolato e soprattutto quello che c’è, il contesto archeologico che fingono non saper essere presente e una loro attività che come d’abitudine tende a minimizzare”.
“Abbiamo una settimana davanti, abbiamo un impegno importante e ricordiamo sempre l’appuntamento del 15 luglio. “Stiamo preavvisando in Questura, l’abbiamo già reso noto nella manifestazione di Rocca Cencia. Il 15 luglio noi abbiamo l’udienza collegiale al Tar per la sospensiva, il 15 luglio saremo là ed è importante partecipare”. La battaglia legale e ambientale degli attivisti entra in una fase cruciale: l’Unione ha chiesto con urgenza al Tar il blocco del cantiere, avendo riscontrato gravissimi impatti.
Secondo la denuncia dell’Unione, i lavori avrebbero provocato danni irreversibili al patrimonio archeologico, oltre che all’intera vegetazione ripariale e provocato l’interruzione idraulica del Fosso della Cancelliera. Queste criticità sono state documentate grazie al costante presidio quotidiano sul territorio. La raccolta di prove e testimonianze ha permesso di promuovere esposti-denuncia in abbondanza, presentati tempestivamente presso tutte le autorità e le sedi competenti. I Comitati ricordano che la distruzione del patrimonio archeologico dell’area viola apertamente le tutele previste dal Codice dei Beni Culturali, norme dello Stato su cui la legge non ammette deroghe, nemmeno per le grandi opere commissariate. Ora si attende il pronunciamento dei giudici del Tar a metà luglio.
La versione del Campidoglio
La comunicazione ufficiale dell’amministrazione capitolina suona così: “A Santa Palomba sono iniziati i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma, che sarà l’impianto più moderno e avanzato d’Europa. L’impianto tratterà 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, produrrà energia per circa 200mila famiglie e la prima consegna di rifiuti è prevista per settembre 2029. I rifiuti arriveranno tramite la linea ferroviaria al polo intermodale di Santa Palomba.
La consegna formale delle aree al concessionario Renew Rome Srl è avvenuta il 1° settembre 2025, consentendo l’avvio delle attività preliminari di cantierizzazione e preparazione del sito.
Il 15 maggio 2026 sono ufficialmente iniziati i lavori per la realizzazione dell’impianto, alla presenza del Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri”.
La narrazione social del sindaco Gualtieri
Sui canali istituzionali e sulla sua pagina Instagram, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel corso dell’inaugurazione a sorpresa e blindata del cantiere lo scorso 15 maggio, apparso con tanto di caschetto, vanga e gilet fosforescente, ha parlato di “giornata storica: diamo il via ai lavori per la realizzazione del termovalorizzatore di Santa Palomba, un’opera strategica e fondamentale, attesa da molti anni”. Nel suo scritto si legge:
“Sarà l’impianto più moderno, avanzato e sicuro d’Europa, progettato per chiudere in modo stabile, efficiente e sostenibile il proprio ciclo dei rifiuti.
Grazie a questa infrastruttura la Capitale non ricorrerà più a discariche o a impianti situati altrove, in Italia e all’estero, con costi economici e ambientali insostenibili. Quello che stiamo realizzando qui a Santa Palomba sarà un impianto sicuro, non inquinante, costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, così da garantire il massimo livello di tutela ambientale.
Gualtieri: “Meno inquinante di una strada trafficata di Roma”
Si legge, poi: “Previsto infatti un sistema avanzato di trattamento fumi che garantisce emissioni di CO2 80 volte inferiori rispetto alle discariche ed emissioni di polveri da 100 a 10.000 volte inferiori rispetto a una strada trafficata di Roma.I rifiuti raccolti verranno trasportati qui di notte, attraverso la ferrovia per impattare il meno possibile con la viabilità e l’ambiente.
L’impianto produrrà energia termica ed elettrica sufficiente ad alimentare le abitazioni di circa 200mila famiglie e permetterà la trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili per usi edili. La prima consegna dei rifiuti è prevista per settembre 2029 e l’impianto sarà in grado di trattare 600mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati e non riciclabili”.
“Con l’apertura di questo cantiere Roma compie una scelta di responsabilità, coraggio e visione che finalmente consegna alla Capitale un’infrastruttura moderna, sostenibile e all’altezza delle grandi sfide ambientali del nostro tempo. Il beneficio per i romani sarà una città più pulita e autonoma nel chiudere il proprio ciclo dei rifiuti”. Infine l’informazione: “Queste e molte altre informazioni le trovate sul sito www.renewrome.com.” Sul sito indicato, ci sono domande e risposte già preconfezionate.
Reazioni social: l’impianto fatelo a Roma, gli operai devono scioperare, i cittadini dire no, così torniamo indietro
Sul reel del sindaco dal 15 maggio ad oggi, continuano ad affollarsi i commenti di utenti che non hanno altra modalità di esprimere il proprio dissenso rispetto a decisioni calate dall’alto: dall’inizio di questa vicenda, non sono state considerate né le istituzioni né le comunità locali e ha prevalso un oscurantismo comunicativo.
“Chiacchiere, chiacchiere ma quante chiacchiere??? Basta apparire, appari quando le cose sono fatte!! Hai assentito a un biodigestore privato sulla Braccianese che è stato messo in funzione senza fine lavori, senza collaudo, sta ‘appestando’ gli abitanti di XIV e XV Municipio, è a meno di 300 metri dalla costruzione residenziale più vicina nonostante il PRGR preveda non meno di 1000 metri!
Vergognati sindaco!”, scrive un utente. Molti sollevano dubbi e obiezioni del tipo: se l’impianto è ultramoderno e non inquina, perché farlo a casa di altri? C’è chi propone tra le soluzioni alternative di realizzarlo a Roma, magari al Circo Massimo o al Colosseo.
“Hai ragione ma come mai se non inquina hai deciso di realizzarlo al confine estremo del comune di Roma tra Pomezia ed Albano Laziale”? E ancora: “Roma un paio di P……le lo state facendo a Pomezia sotto ai Castelli (Albano) non a Roma. Così è facile portare o trattare rifiuti sotto casa degli altri”
Un altro cittadino commenta: “Colleferro con il tuo amico Sanna ne ha fatti chiudere due, che dici”.
E poi: “Ao fallo un video… Hai messo la prima pietra bravo. Ma ricordati non metterai mai l’ultima!”. Un altro: “E fattelo sotto casa tua sto incenerello”.
Ancora: “Mettitelo dietro casa tua, siete dei criminali. Ci sono prove che dimostrano l’illegalità dell’atto e la contaminazione delle aree, terreni circostanti”.
Il cantiere dell’Inceneritore a lavoro anche il 29 giugno, nel giorno della Festa dei Santi Pietro e Paolo
Una cittadina denuncia: “Facciamo la differenziata, separiamo carta, plastica e vetro con precisione svizzera… da anni… (a differenza dei romani che non sono mai stati in grado di adeguarsi) per poi ritrovarci un inceneritore sotto casa e una falda acquifera a rischio, oltre che un abbassamento del valore degli immobili pauroso. Ma si potrebbe continuare per pagine e pagine. Un vero capolavoro di sostenibilità Gualtieri”.
“Se è così bello fatelo a Roma. E respiratevela voi l’immondizia che producete. Vergogna @robertogualtieri . Non siete capaci a fare una raccolta porta a porta e risolvete bruciando tutto e inquinando altre città Che vergogna, torniamo indietro”, osserva un utente.
Le domande senza risposta sono tante: “In tutto ciò chi è che fa i lavori? Chi è che lavorerà poi in quell’ impianto? Chi è che porta il treno con i rifiuti fino all’impianto?”.
Un altro utente scrive: “I cittadini devono farsi sentire. Gli addetti ai lavori devono scioperare, bisogna iniziare a dire no senza il ricatto del lavoro. La salute è più importante”. Non mancano gli entusiasti e i fan dell’incenerimento. Ma al sindaco che nel suo reel cita Parigi Copenhagen, Vienna, Berlino, Lisbona, esempi di città che hanno l’impianto, qualcuno risponde così: “Almeno 10 anni che nessuno costruisce termovalorizzatori: Parigi 2007, Copenaghen 2016, Vienna 1971, Berlino 2005, Lisbona 1999. I processi di gestione dei rifiuti più moderni sono altri. Saranno felici i privati che hanno investito i soldi forniti dalle banche, per un investimento sicuro e senza possibilità di perdite”.
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Piera Lombardi
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