Futuro Nazionale supera gli iscritti della Lega in Veneto – OK!Mugello


Il partito di Roberto Vannacci raggiunge quota 11mila adesioni e 170 comitati sul territorio regionale. Cresce il numero di amministratori locali e parlamentari che lasciano il centrodestra.

C’è una regione, in Italia, dove il fenomeno Vannacci non è più una suggestione da sondaggio ma un dato politico tangibile, misurabile in tessere, comitati e amministratori che cambiano casacca. È il Veneto, terra storicamente di centrodestra ma anche di antiche pulsioni autonomiste, che si sta trasformando nel laboratorio principale di Futuro Nazionale, il partito fondato il 3 febbraio 2026 dall’ex generale Roberto Vannacci dopo la rottura con la Lega.

I numeri, secondo quanto raccontano dal territorio i coordinatori regionali del partito, parlano da soli: oltre 11mila iscritti e più di 170 comitati locali, una cifra che avrebbe già superato quella della Lega in regione. A fornire il dato è Stefano Valdegamberi, ex consigliere regionale della Lega, veronese, cinque legislature alle spalle e oggi tra i principali artefici della macchina organizzativa di FnV in Veneto: “Solo in Veneto abbiamo più di 11mila iscritti, oltre 170 comitati, una quarantina di amministratori locali già passati con noi“, spiega, pur ammettendo che la fase attuale è quella della “pesca a strascico“: “Ci accusano di imbarcare persone impresentabili? È ovvio che all’inizio vada così, ma a breve selezioneremo la classe dirigente, altrimenti non si va lontani“.


“Qui la gente si è rotta”: il malcontento che alimenta la fuga

Il racconto che emerge dal territorio veneto è quello di un elettorato di centrodestra in fermento, attraversato da pulsioni diverse ma convergenti su un unico nome. Ci sono gli ex secessionisti della prima ora, quelli con la bandiera di San Marco “con la spada nascosta in casa”, passati per la fase autonomista e oggi pronti a lasciare l’antico credo leghista. Ci sono i delusi dalla politica tradizionale. E ci sono i settori più marcatamente di destra, mai del tutto confluiti nel processo di “normalizzazione” che ha accompagnato la crescita di Fratelli d’Italia negli ultimi anni. A fare da collante è la figura di Vannacci, capace — raccontano dal partito — di intercettare una domanda di cambiamento che attraversa categorie sociali molto diverse tra loro: dai piccoli amministratori comunali agli imprenditori, passando per simpatizzanti di estrazione cattolico-moderata e persino ex democristiani. “Stiamo notando un forte interesse anche da parte di persone che potremmo definire di centro“, ha osservato Guido Giacometti, coordinatore regionale insieme a Valdegamberi, sottolineando come il partito, “pur essendo un’organizzazione chiaramente di destra“, non venga percepito come estremista da una parte consistente del suo nuovo elettorato.

Gli amministratori locali, il vero tesoro elettorale

Se gli iscritti certificano l’entusiasmo di base, è sul fronte degli amministratori locali che si gioca la partita più rilevante in chiave elettorale: sono loro, nei piccoli comuni, a portare voti reali nelle urne. Tra i nomi di peso già transitati in Futuro Nazionale spicca quello di Joe Formaggio, ex consigliere di Fratelli d’Italia in provincia di Vicenza, che rivendica un cambio di campo coerente con le proprie posizioni: “Vado con Vannacci perché è più di destra“. Formaggio ricorda la fatica dei primi anni di FdI in Veneto — “ci sputavano in faccia” — contrapposta alla rapidità con cui oggi, sostiene, “tutti tendono la mano” al nuovo partito: “Mai vista una cosa così“.
Decine di consiglieri comunali avrebbero già cambiato bandiera, e i coordinatori locali parlano di una crescita costante, “due o tre al giorno” secondo le stime fornite da Valdegamberi. A Verona — provincia natale di Valdegamberi e roccaforte del nuovo movimento — si concentrerebbe il maggior numero di comitati (35), seguita da Vicenza (24), Padova (15), Venezia (14), Treviso e Rovigo (10 ciascuna), mentre Belluno resta per ora marginale.

Il malumore nella Lega e in Fratelli d’Italia


L’emorragia di consensi non passa inosservata nei partiti di provenienza. Dalla Lega filtra soprattutto silenzio imbarazzato, mentre da Fratelli d’Italia il coordinatore regionale Raffaele Speranzon ridimensiona il fenomeno, parlando di “pochi consiglieri” passati a FnV rispetto agli oltre quattrocento di FdI in regione, e rivendicando i risultati delle ultime regionali, con dieci consiglieri e cinque assessori eletti per il partito della premier. Sul piano nazionale, intanto, il travaso di parlamentari verso Futuro Nazionale prosegue senza sosta. Nelle ultime settimane sono passati al partito di Vannacci, tra gli altri, i deputati veneti Gianangelo Bof (dalla Lega) e altri transfughi da Lega e Forza Italia, portando il gruppo alla Camera a otto deputati e gli iscritti complessivi a livello nazionale, secondo i dati forniti dallo stesso Vannacci, a 94mila.

Imprenditori e nuovo elettorato: il “carro” si allarga

Accanto alla politica istituzionale, a colpire gli osservatori locali è la composizione sociale del nuovo bacino di consenso, che includerebbe anche diversi imprenditori della regione, attratti — riferiscono i coordinatori di FnV — da un mix di rivendicazioni identitarie e da un malcontento diffuso verso le politiche fiscali ed economiche nazionali ed europee. È lo stesso Vannacci, del resto, a insistere costantemente su questo registro, parlando di pressione fiscale insostenibile e di un’Unione Europea “mai sazia, come Gargantua”. Tra gli aderenti più recenti compaiono anche figure di lungo corso della politica veneta e nazionale, segno di un partito che, a pochi mesi dalla fondazione, si propone ormai come polo di attrazione per un’area politica composita, che va dall’estrema destra storica a settori moderati delusi dal centrodestra di governo.

Le incognite

Resta da capire se quello che oggi appare come un fenomeno in costante espansione saprà tradursi, alle prossime scadenze elettorali — a partire dalle amministrative del 2027, che coinvolgeranno anche città metropolitane come Verona — in un consenso solido e duraturo, o se si tratterà di un fuoco di paglia legato all’effetto novità. Lo stesso centrodestra di governo, dal canto suo, osserva con attenzione crescente la tenuta dei propri territori, consapevole che la vera partita, in Veneto come altrove, si gioca proprio sul terreno degli amministratori locali e del radicamento capillare — lo stesso terreno su cui, secondo i suoi sostenitori, Futuro Nazionale starebbe oggi guadagnando posizioni a ritmo sostenuto.


NDR: i dati sugli iscritti e sui comitati riportati nell’articolo sono quelli forniti dai coordinatori regionali di Futuro Nazionale e non hanno, al momento, una verifica indipendente da fonti terze.


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 Marco Monetini

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