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Ferie finite, sveglia che suona e casella mail piena: per milioni di italiani lo stress da rientro è un passaggio obbligato. Ma con pochi gesti mirati il ritorno alla routine può essere meno traumatico

Sveglie che tornano a suonare, traffico del rientro, casella mail che trabocca: il copione è sempre lo stesso. Secondo la Società Italiana di Endocrinologia fino al 45% degli italiani sperimenta la cosiddetta sindrome da rientro, con un’incidenza fino a tre volte maggiore nelle donne. Quindi no, non siete “drammatiche”: siete in buona compagnia.

Dati Istat citati da diverse testate parlano di circa un italiano su tre alle prese con stress da rientro, soprattutto tra i 25 e i 45 anni. Ansia, malinconia, fatica a rientrare nei ritmi: è il famoso post-vacation blues. La buona notizia è che si può gestire, e anche piuttosto bene, con qualche strategia pratica.

Cos’è lo stress da rientro (e perché non siete voi il problema)

Santagostino Psiche definisce la sindrome da rientro come una reazione psico-fisica temporanea al passaggio dalla vacanza alla routine fatta di impegni, responsabilità, scadenze. Non è una malattia psichiatrica codificata, ma una condizione reale di adattamento.

Di solito compare nei primi giorni di lavoro dopo le ferie: il cervello passa da ritmi lenti e piacevoli a giornate dense di compiti. Il contrasto crea una sorta di “micro shock” emotivo che richiede tempo per stabilizzarsi.

Riconoscere i sintomi: normale nostalgia o campanello d’allarme?

I sintomi più frequenti includono stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, malinconia, ansia leggera, insonnia o sonno agitato, mal di testa, tensione muscolare e qualche disturbo digestivo. Un piccolo cocktail non proprio glamour, ma piuttosto comune.

Nella maggior parte dei casi lo stress da rientro dura da pochi giorni a una settimana. La SIE parla di 2-7 giorni, ma alcuni fattori (come qualche chilo in più preso in vacanza, che altera alcuni ormoni legati allo stress) possono allungare i tempi a qualche settimana.

Per orientarvi, può aiutare un “semaforo” mentale. Verde: sintomi lievi, riuscite comunque a lavorare, dormite abbastanza, l’umore è giù ma non a terra. Giallo: fatica intensa ad alzarvi, irritabilità forte, ansia che si prolunga oltre due settimane. Rosso: umore molto basso, pensieri di fuga o disperazione, ansia che blocca le attività quotidiane. In zona gialla conviene parlarne con il medico di base o uno psicologo; in zona rossa è fondamentale farlo il prima possibile.

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5 consigli pratici per gestire lo stress da rientro

1. Progettate un rientro “soft”
Se potete, rientrate in città uno o due giorni prima del lavoro per riabituarvi ai vostri spazi e ai ritmi. Dedicate un’ora a mettere in ordine casa e a fare una lista di priorità: cosa va fatto entro oggi, cosa entro la settimana, cosa può aspettare. Al primo giorno, non incastrate subito riunioni infinite: datevi margine.

2. Rimettete in equilibrio il corpo
Il corpo è il primo alleato per calmare la mente. Riprendete orari regolari di sonno, con una sveglia simile anche nel weekend. Alleggerite l’alimentazione con frutta, verdura, cereali integrali e molta acqua. Diversi studi citati da Teva Italia ricordano che bastano circa 75 minuti a settimana di camminata veloce per ridurre il rischio di depressione: iniziare con 20 minuti al giorno sotto casa è già un ottimo reset.

3. Portate un pezzo di vacanza in città
Scegliete due o tre abitudini vacanziere da trasformare in rituali fissi: la passeggiata dopo cena, la colazione lenta del sabato, dieci minuti di lettura la sera. Riguardare le foto, stampare qualche scatto, raccontare il viaggio alle amiche non è solo nostalgia: prolunga la sensazione di benessere e ricorda al cervello che non esiste solo lavoro.

4. Domate mail, notifiche e carico mentale
Aprire la posta e scorrere fino in fondo senza criterio è il modo migliore per andare in tilt. Meglio leggere e rispondere alle mail in blocchi di tempo (per esempio tre slot da 20-25 minuti) e non continuamente. Impostate almeno due fasce “no notifiche” sullo smartphone, una al mattino presto e una prima di dormire. In ufficio iniziate da compiti semplici, così la mente si scalda senza sentirsi travolta.

5. Curate relazioni e salute mentale
Condividere con colleghe, partner, amiche il senso di spaesamento aiuta a normalizzarlo. Inserite nella giornata qualche minuto di respirazione profonda o mindfulness: anche cinque minuti, sedute alla scrivania con gli occhi chiusi, possono abbassare l’ansia. E soprattutto, praticate un po’ di auto-compassione: è normale rendere meno nei primi giorni, non è un esame.

Mini-piano per le prime 72 ore

Giorno 0, la sera prima: preparate outfit e borsa, dedicate 15 minuti a organizzare l’agenda del giorno dopo, spegnete gli schermi almeno mezz’ora prima di dormire e concedetevi una coccola (bagno caldo, tisana, una puntata della vostra serie preferita).

Primo giorno: sveglia con qualche minuto in più per una colazione decente, niente scroll compulsivo appena aperti gli occhi. In ufficio, usate la prima ora solo per fare ordine: leggere mail, fissare le priorità, pianificare le pause. A pranzo alzatevi dalla scrivania, anche solo per un giro dell’isolato.

Secondo e terzo giorno: introducete un po’ di movimento (salire le scale a piedi, scendere una fermata prima, passeggiata serale) e fissate un momento piacevole per fine giornata: un aperitivo, un film, una telefonata con un’amica. Il cervello associa così il rientro non solo alla fatica, ma anche a qualcosa di gratificante.

Quando lo stress da rientro merita attenzione in più

Se dopo due o tre settimane vi sentite ancora svuotate, fate molta fatica a concentrarvi, il sonno è sballato e l’umore resta basso, lo stress da rientro potrebbe aver fatto emergere qualcosa di più profondo, come spiegano gli psicologi di centri come Santagostino Psiche. In questo caso non c’è nulla di “sbagliato” in voi: può essere semplicemente il momento di chiedere un confronto a un professionista, che sia il medico di base o uno psicologo. Prendersi sul serio è il primo vero atto di self-care.

*** Mai più cattivi odori al rientro: l’astuzia “invisibile” per trovare la casa fresca e profumata dopo le vacanze ***


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