Bonus Nido e Scuola, Non Solo INPS: Ecco i Contributi delle Casse e degli Enti Bilaterali


Bonus nido e aiuti per la scuola non arrivano soltanto dall’INPS. Per alcune famiglie esiste infatti una seconda possibilità: ottenere un rimborso dalle Casse previdenziali di categoria o dagli enti bilaterali a cui è iscritta l’azienda. In alcuni casi si possono recuperare centinaia di euro per asilo nido, scuola dell’infanzia, centri estivi e altre spese legate ai figli, con domande già aperte in questo periodo.

Si tratta di prestazioni di welfare che possono affiancarsi, quando i regolamenti lo consentono, al Bonus asilo nido INPS, che nel 2026 continua a essere riconosciuto ai genitori con figli sotto i tre anni e può arrivare fino a 3.600 euro annui.

La possibilità di ottenere un contributo ulteriore dipende però dalla propria situazione lavorativa: bisogna verificare quale Cassa professionale, ente bilaterale o fondo di welfare riguarda il lavoratore e quali spese sono ammesse.

Cassa dei dottori commercialisti: fino a 1.000 euro per nido e scuola

Un esempio particolarmente interessante arriva dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti.

Per il 2026 è attivo il bando per le spese sostenute per asili nido, scuole dell’infanzia e centri estivi. La finestra per presentare le domande è aperta dal 3 agosto al 3 novembre 2026.

Il contributo per asili nido e scuole dell’infanzia riguarda le spese sostenute per i figli nel periodo compreso tra il 1° settembre 2025 e il 31 luglio 2026 e può arrivare fino a 1.000 euro per domanda, a fronte di una spesa documentata di almeno 200 euro. È previsto inoltre un rimborso per i centri estivi diurni, per minori fino a 14 anni, relativamente alle spese sostenute dal 1° giugno al 30 settembre 2026. In questo caso il contributo può arrivare a 500 euro per figlio

La prestazione è destinata agli iscritti non pensionati alla Cassa, con le eccezioni previste dal bando, che abbiano dichiarato per il 2024 un reddito professionale non superiore a 35.000 euro.

Un aspetto importante riguarda la cumulabilità: se una parte della spesa è già stata coperta da altri contributi o sussidi, la Cassa calcola il proprio rimborso sulla quota rimasta effettivamente a carico dell’iscritto.

Le Casse professionali: altri contributi da controllare

Il sostegno alle spese per i figli non riguarda soltanto i dottori commercialisti. Tra le Casse professionali esistono infatti diverse forme di assistenza familiare. L’EPAP (l’ente previdenziale dei dottori agronomi e dottori forestali, attuari, chimici e fisici, geologi), ad esempio, prevede un contributo per le rette degli asili nido dei figli degli iscritti, fino a 1.500 euro per beneficiario, nel rispetto dei requisiti previsti e al netto degli eventuali altri aiuti ricevuti per la stessa spesa. La domanda viene presentata entro i termini stabiliti per l’anno scolastico di riferimento. 

Anche l’ENPAB, la Cassa dei biologi, prevede un sussidio per le spese di asilo nido. Il regolamento assistenziale stabilisce un contributo fino a 700 euro l’anno, destinato alle spese per asilo nido, nido famiglia, baby-sitting e altre iniziative finalizzate alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Il termine ordinario previsto dal regolamento è il 31 dicembre di ciascun anno.

Questo significa che il lavoratore autonomo o il professionista con figli dovrebbe controllare periodicamente l’area welfare della propria Cassa: le prestazioni possono riguardare non soltanto il nido, ma anche scuola, libri di testo, centri estivi, maternità, paternità e altre spese familiari.

Enti bilaterali: fino a 200 euro per asilo nido e scuola materna

Un’altra strada da controllare è quella degli enti bilaterali, soprattutto per i lavoratori dipendenti.

Ad esempio, l’EBT Treviso riconosce per il 2026 un contributo per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico che frequentano asilo nido o scuola materna. Il rimborso può arrivare a 200 euro per ciascun figlio e la domanda deve essere presentata entro il 30 settembre 2026. Il requisito fondamentale è che il lavoratore appartenga a un’azienda aderente all’ente e rispetti le condizioni previste dal regolamento, compresa la regolarità nel versamento delle quote contributive.

Sempre in Veneto, dall’ente bilaterale del turismo del veronese arriva un rimborso del 50% della spesa sostenuta per iscrizione o rette per asilo nido e centri estivi per figli fino a 13 anni compiuti. Il rimborso può arrivare fino a 200 euro e le domande sono aperte fino al 30 settembre.

Non bisogna quindi confondere questi contributi con una misura nazionale: sono prestazioni legate al welfare contrattuale e territoriale e cambiano in base al settore, al territorio e al contratto applicato.

Sempre in questo ambito, l’EBIASP ha previsto per il 2026 un contributo fino a 300 euro per le spese sostenute per asilo nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado. La domanda può essere presentata fino al 31 dicembre 2026, secondo le condizioni previste dall’ente.

Anche gli enti bilaterali regionali possono rimborsare le spese

Il meccanismo diventa ancora più interessante quando si guarda ai regolamenti territoriali.

In Toscana, ad esempio, l’Ente Bilaterale del Turismo Toscano ha previsto per il 2026 un pacchetto di 14 misure di sostegno al reddito rivolte ai lavoratori del settore e alle loro famiglie.

Tra queste c’è il contributo per le rette di asilo nido, scuola materna ed elementare, che può arrivare fino a 200 euro per le spese sostenute per i figli. Le richieste per le misure 2026 possono essere presentate dal 6 luglio 2026 al 15 gennaio 2027, attraverso gli InfoPoint indicati dall’ente. 

Questo tipo di prestazione è particolarmente importante perché dimostra come il sostegno alle famiglie possa cambiare sensibilmente a seconda del settore nel quale si lavora.

Anche dall’EBLART arriva una misura simile: fino al 15 gennaio, l’ente bilaterale del Lazio per l’artigianato eroga al lavoratore un contributo fino a un massimo di 600 euro a nucleo familiare, a sostegno dei costi per le spese delle rette asilo nido o della scuola dell’infanzia.

Prima di rinunciare a un rimborso perché si è già richiesto il Bonus nido INPS, dunque, è opportuno controllare anche il proprio CCNL, l’ente bilaterale di riferimento e gli eventuali regolamenti aziendali di welfare.

Bonus nido INPS e contributi di categoria: cosa controllare

Il primo passo resta verificare il Bonus asilo nido INPS, la cui domanda per il 2026 è attiva. La misura nazionale riguarda le rette dell’asilo nido e, in determinate condizioni, il supporto presso la propria abitazione. 

Ma la verifica non dovrebbe fermarsi all’INPS. Chi ha un figlio dovrebbe controllare:

  • se il proprio CCNL prevede un ente bilaterale;
  • se l’azienda aderisce a un ente bilaterale territoriale o di settore;
  • se esiste un fondo welfare aziendale che rimborsa le spese per i figli;
  • se il lavoratore è iscritto a una Cassa professionale con prestazioni assistenziali;
  • quali sono le scadenze per presentare la domanda;
  • quali documenti servono per dimostrare la spesa;
  • se il contributo è cumulabile oppure viene riconosciuto soltanto sulla parte di spesa rimasta a carico della famiglia.

La regola più importante è quindi questa: il Bonus nido INPS non è necessariamente l’unico aiuto disponibile. Per alcune categorie di lavoratori può esserci un secondo rimborso, finanziato dalla propria Cassa o dall’ente bilaterale, che consente di recuperare una parte delle spese sostenute per nido, scuola o centri estivi.

E con alcune finestre già in scadenza a settembre e altre aperte fino a novembre o dicembre, controllare subito il proprio ente di riferimento può fare la differenza tra ottenere il contributo e perdere la possibilità di richiederlo.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม