Il 21 settembre 1935 moriva a Parigi Luisa Spagnoli.
Aveva 57 anni e alle sue spalle lasciava già una storia imprenditoriale fuori dal comune, iniziata a Perugia con un piccolo laboratorio di confetteria e arrivata fino alla nascita di due realtà destinate a portare il suo nome in epoche diverse, la Perugina e l’azienda legata alla lana d’angora.
Nata a Perugia nel 1877 come Luisa Sargentini, cresce in una famiglia modesta. Nel 1899 sposa Annibale Spagnoli e, dopo il trasferimento a Perugia, insieme al marito rileva una drogheria dove vengono prodotte anche confetture. Da quella piccola attività prende forma il percorso che porterà, nel 1907, alla nascita della Società Perugina per la fabbricazione dei confetti, fondata insieme a Francesco Buitoni, Leone Ascoli e Francesco Andreani.
Luisa si occupa direttamente della produzione e porta nella fabbrica una capacità particolare di sperimentare. La Perugina cresce e con essa cresce anche il ruolo di quella donna che, in anni in cui l’imprenditoria femminile era tutt’altro che scontata, arriva a dirigere i reparti produttivi e a ideare nuove specialità.
Il Bacio e quella storia d’amore raccontata tra le righe
Nel 1922 nasce il prodotto destinato a diventare il simbolo più conosciuto della Perugina. Luisa recupera il cioccolato e la granella di nocciole che rimangono dalle lavorazioni e li trasforma in un piccolo cioccolatino dalla forma irregolare, simile a una nocca. Il primo nome è “Cazzotto”, ma Giovanni Buitoni preferisce chiamarlo Bacio.
Intorno a quel cioccolatino prende forma anche una delle storie più romantiche legate alla nascita di un prodotto italiano.
Luisa e Giovanni Buitoni, figlio di Francesco, condividono il lavoro e una relazione sentimentale vissuta con grande discrezione. Lui è più giovane di lei di quattordici anni e Luisa è ancora sposata con Annibale Spagnoli. La loro storia rimane lontana dalla vita pubblica e non porta mai i due a vivere insieme, ma il legame prosegue fino alla morte di Luisa.
Anche i celebri bigliettini con le frasi d’amore inseriti negli incarti dei Baci hanno contribuito ad alimentare quel racconto. Le fonti storiche collegano infatti l’idea dei messaggi romantici alla storia tra Luisa e Giovanni, trasformando il cioccolatino in qualcosa che andava oltre il semplice prodotto dolciario.
Il Bacio diventa così un oggetto capace di raccontare l’amore proprio attraverso quelle poche parole racchiuse nell’incarto. Un’idea di comunicazione semplice, ma destinata a diventare parte integrante dell’identità del prodotto.
Durante la guerra, il lavoro delle donne
La capacità imprenditoriale di Luisa emerge con particolare forza durante la Prima guerra mondiale.
Quando gli uomini vengono chiamati al fronte, alla Perugina rimangono soprattutto le lavoratrici. Luisa decide di puntare su di loro, formandole anche per mansioni che fino a quel momento erano considerate maschili e organizzando il lavoro in modo da permettere alla fabbrica di continuare la produzione.
Non si limita però a garantire la continuità dell’azienda. Si occupa concretamente delle condizioni delle dipendenti e delle loro famiglie. Nasce così un asilo interno per i figli delle operaie, insieme ad altre forme di assistenza rivolte ai lavoratori. Successivamente vengono creati anche spacci aziendali, che permettono alle donne di fare la spesa direttamente dopo il lavoro.
La sua attenzione al mondo del lavoro prosegue anche negli anni successivi, attraverso iniziative di assistenza, sostegno alle famiglie, controlli medici e aiuti destinati soprattutto ai bambini. Una forma di welfare aziendale che, per l’epoca, anticipava strumenti che sarebbero diventati molto più comuni soltanto molti anni dopo.
Dalla cioccolateria alla lana d’angora
La storia di Luisa Spagnoli non si ferma al cioccolato.
Dopo la Prima guerra mondiale comincia a interessarsi all’allevamento dei conigli d’angora e alla possibilità di utilizzare la loro lana. Gli esperimenti partono nella villa di famiglia a Santa Lucia, a Perugia. Luisa studia il modo di raccogliere la fibra attraverso la pettinatura degli animali e avvia una produzione di scialli, boleri e altri capi d’abbigliamento.
L’idea cresce rapidamente e coinvolge anche numerosi allevatori. Nasce l’Angora Spagnoli, il progetto dal quale prenderà forma l’azienda che porterà il suo nome.
Luisa, però, non farà in tempo a vedere la piena affermazione di questa seconda impresa. Sarà il figlio Mario, dopo la sua morte, a svilupparla industrialmente. Nel 1937 l’azienda verrà registrata ufficialmente con la denominazione Luisa Spagnoli e negli anni successivi arriveranno la produzione su larga scala, le esportazioni e una rete di negozi.
Una vita interrotta troppo presto
Nel 1935 Luisa si ammala di un tumore alla gola. Giovanni Buitoni la accompagna in Francia per permetterle di ricevere le cure necessarie e rimane accanto a lei fino alla fine.
Luisa Spagnoli muore il 21 settembre 1935, a Parigi. Aveva 57 anni.
La sua vita si interrompe proprio mentre alcune delle intuizioni alle quali aveva lavorato stanno iniziando a prendere una dimensione più grande di lei. Il Bacio Perugina continuerà a diventare uno dei cioccolatini italiani più conosciuti, mentre l’attività nata dalla lana d’angora crescerà fino a trasformarsi nella casa di moda che ancora oggi porta il suo nome.
Restano due eredità diverse, nate dalla stessa mente. Da una parte un cioccolatino nato per recuperare ciò che sarebbe stato scartato e diventato, anche attraverso quei piccoli messaggi d’amore, un simbolo del sentimento. Dall’altra un progetto industriale nato dall’osservazione e dalla voglia di sperimentare.
E poi c’è un’altra parte della sua storia, forse meno raccontata ma altrettanto importante. Luisa Spagnoli aveva capito che un’impresa poteva occuparsi anche delle persone che lavoravano al suo interno, offrendo alle donne la possibilità di lavorare durante la guerra e creando strumenti di assistenza che per quei tempi rappresentavano una scelta decisamente innovativa.
È anche attraverso questo sguardo che, a 91 anni dalla sua morte, vale la pena ricordare Luisa Spagnoli. Non soltanto per ciò che ha inventato, ma per il modo in cui ha saputo trasformare idee, lavoro e intuizioni in qualcosa destinato a durare molto più a lungo della sua vita.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link







