Rassegna stampa Uilca Lombardia
Tra le tre notizie che oggi toccano i nostri settori, spicca il rinnovo del contratto nazionale dei bancari, che entra in una nuova fase. Sul Sole 24 Ore, Cristina Casadei scrive che il Comitato esecutivo dell’ABI ha dato il via libera al confronto sul rinnovo. La trattativa riguarda circa 270mila lavoratrici e lavoratori. Le parti si sono date tempo fino al 31 dicembre per arrivare all’intesa. La piattaforma unitaria, approvata con il 99,8% dei voti nelle assemblee, chiede un aumento di 518 euro, la riduzione dell’orario a 35 ore settimanali, la tutela dell’occupazione e più attenzione al benessere lavorativo.
Il segretario generale Uilca Fulvio Furlan ha commentato così il via libera dell’ABI. Secondo Furlan, la situazione attuale “consente di percorrere una strada di giusta redistribuzione della ricchezza prodotta da tutto il settore”. Ha poi aggiunto: “Come sindacato vogliamo essere protagonisti nella gestione dei cambiamenti e lungimiranti e voglio sperare che ci sia lo stesso senso di responsabilità anche dalla parte datoriale”.
Furlan lega il contratto anche al risiko in corso: “Il Contratto Nazionale rappresenta un elemento importante di stabilità in uno scenario che potrà vedere nuove rilevanti operazioni societarie”. In caso di nuove aggregazioni, per la Uilca”è centrale garantire livelli occupazionali, ricambio generazionale su base volontaria con il Fondo di Settore e solide prospettive industriali”.
I risultati raggiunti dal sistema bancario negli ultimi anni devono tradursi in aumenti reali, riduzione dell’orario e tutele concrete per chi lavora. Sulle nuove tecnologie la linea è altrettanto netta: vanno governate con una contrattazione continua, perché “non possono essere sostitutive delle persone”.
Da qui parte la lettura della giornata. Nel credito si discute di un possibile intervento congiunto di UniCredit e Crédit Agricole su Banco BPM, con l’ipotesi di dividere la banca. Nelle assicurazioni cambia il vertice di Alleanza, la rete del Gruppo Generali dedicata alle famiglie. Nella riscossione il Sole 24 Ore mostra quanto sia squilibrato il peso dell’Irpef: meno di un terzo dei contribuenti sostiene quasi l’intero gettito.
Banche — UniCredit e Agricole su Banco BPM: il rischio dello spezzatino
Sul Sole 24 Ore, Luca Davi scrive che UniCredit e Crédit Agricole stanno studiando una possibile mossa congiunta su Banco BPM. L’ipotesi prevederebbe la divisione della banca tra i due gruppi. Crédit Agricole è il primo azionista di Piazza Meda e, secondo le ricostruzioni, avrebbe già discusso l’idea con le autorità italiane. L’offerta di scambio del Monte dei Paschi resta intanto sul tavolo. Sullo sfondo c’è anche la partita europea di UniCredit: la CEO di Commerzbank Bettina Orlopp ha aperto all’ipotesi di una fusione inversa con HVB, la banca tedesca controllata da UniCredit.
La posizione Uilca. Per la Uilca, dividere una banca significa dividere anche persone, reti, competenze e territori. Banco BPM ha un forte radicamento in Lombardia. I risultati che la rendono oggi così contesa sono stati costruiti da lavoratrici e lavoratori che hanno già affrontato anni di integrazioni e riorganizzazioni. Il coordinamento Uilca del gruppo, insieme a First Cisl e Fisac Cgil, lo ha detto chiaramente questa settimana: “una banca deve essere vicina ai territori, alle famiglie e alle imprese”. Il personale non può essere trattato come “una semplice operazione numerica o speculativa”.
Le Organizzazioni Sindacali hanno già respinto le ipotesi di tagli collegate all’offerta di MPS, che parlano di circa 5.000 uscite a fronte di 2.500 assunzioni. Hanno anche giudicato “non accettabile” il concambio proposto. Lo stesso principio vale per qualsiasi altra ipotesi: un’operazione a due, con la divisione di Banco BPM, non può diventare il modo per scaricare i costi del risiko su dipendenti e comunità. La Uilca chiede che ogni progetto sia presentato con un piano industriale chiaro. Il confronto sindacale deve aprirsi prima delle decisioni e il perimetro del gruppo deve restare coerente. “Il territorio ha bisogno di persone, non di tagli”: è il messaggio con cui la Uilca seguirà ogni sviluppo della partita.
Assicurazioni — Alleanza cambia guida: continuità per la rete e per le persone
Nel Parterre del Sole 24 Ore, R. Fi. dà conto dell’uscita di Davide Passero da Alleanza Assicurazioni, dopo oltre dieci anni alla guida della compagnie. Il Consiglio di amministrazione ha nominato amministratore delegato e direttore generale Marco Oddone, finora responsabile marketing e distribuzione di Generali Italia. Il cambio arriva in una fase di riorganizzazione per il Gruppo Generali, che nello stesso giorno compare al diciottesimo posto tra le Top Best Companies 2026.
La posizione Uilca. Alleanza è una delle reti più capillari del Paese e lavora ogni giorno con milioni di famiglie su risparmio, previdenza e protezione. Per questo il cambio al vertice non riguarda solo la governance. Riguarda anche il modello di distribuzione, il rapporto con i clienti e le condizioni di chi lavora in rete e nelle strutture. La Uilca chiede che il nuovo vertice assicuri continuità nelle relazioni sindacali e confermi un modello fondato sulla qualità della consulenza, non su obiettivi di vendita sempre più pressanti.
Un riconoscimento come quello delle Best Companies ha valore solo se si traduce ogni giorno in benessere lavorativo, formazione e rispetto degli accordi. Resta valida la linea indicata dal segretario nazionale Emanuele Bartolucci per il Gruppo Generali: servono “relazioni sindacali costanti e costruttive tese a ricercare soluzioni condivise e la valorizzazione del settore assicurativo”. Il cambio di vertice in Alleanza è un primo banco di prova. La Uilca chiede un incontro con la nuova guida per conoscere le linee strategiche della compagnia e le ricadute sul personale.
Riscossione — Il 30% dei contribuenti versa quasi il 79% dell’Irpef
Sul Sole 24 Ore, Marco Mobili e Giovanni Parente presentano i dati dell’Osservatorio di Itinerari Previdenziali. Circa il 30% dei contribuenti versa quasi il 79% dell’Irpef. Chi dichiara più di 35mila euro l’anno rappresenta meno del 19% dei contribuenti, ma paga circa il 65% dell’imposta. Quasi 25 milioni di italiani, invece, non versano Irpef. Nello stesso giorno Repubblica mostra come l’evasione penalizzi soprattutto i giovani, mentre il dibattito sulla manovra si concentra su nuove riduzioni fiscali e flat tax.
La posizione Uilca. Questi numeri non raccontano solo un sistema fiscale squilibrato. Mostrano un Paese in cui il peso dell’Irpef ricade in gran parte su lavoratori dipendenti e pensionati, che hanno le trattenute direttamente in busta paga. Per la Uilca, prima di discutere nuovi tagli bisogna garantire che le imposte siano pagate da tutti. Questo richiede una riscossione efficace, con persone, strumenti e competenze adeguati.
Il sindacato lo ha già detto con chiarezza sulla legge di Bilancio. Rendere “quasi strutturale” la rottamazione indebolisce la deterrenza della riscossione coattiva. Crea anche l’attesa di nuovi interventi favorevoli a chi non paga, con il rischio di “alimentare piuttosto che combattere l’evasione”. Per questo la Uilca chiede di investire sulla macchina pubblica: organici adeguati in Agenzia delle Entrate-Riscossione, formazione, tecnologia al servizio delle persone e valorizzazione di professionalità che il rinnovo contrattuale ha già riconosciuto. La giustizia fiscale non si costruisce con nuovi condoni, ma con un sistema capace di recuperare ciò che è dovuto e di redistribuire il carico in modo più equo.
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