Nuovo weekend con Verissimo, il programma condotto da Silvia Toffanin su Canale 5.
Al centro della puntata di domenica c’è l’intervista in esclusiva ad Amanda Knox. A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, Knox torna a parlare in televisione della sua vicenda in un faccia a faccia con Silvia Toffanin. Per la prima volta sarà ospite in tv insieme al marito Christopher Robinson e ai figli Eureka ed Echo. Tra i temi dell’intervista anche le polemiche nate intorno al suo spettacolo di stand-up comedy “Cartwheel”.
L’intervista
«Dopo la condanna verdetto, ho pensato che la mia vita non valeva di essere vissuta. Poi mi sono ricordata che la mia vita non appartiene soltanto a me e ho deciso di vivere. Quando decidi di vivere, diventa tua responsabilità rendere la tua vita vivibile. Ho fatto un passo alla volta, iniziando dai piccoli gesti come scrivere ai miei genitori, fare gli addominali. Avevo 22 anni quando sono stata condannata a 26 anni. Piangevo perché non avrei potuto realizzare la vita che sognavo, perché non sarei potuta diventare mamma, che è sempre stato il mio desiderio».
«In carcere all’inizio mi sentivo come se stessi vivendo la vita di qualcun altro, leggevo tanto, studiavo tanto, aspettavo di tornare a casa. Per 8 mesi sono stata in isolamento. Cantavo per non sentirmi sola, per sopravvivere facevo cose semplici: scrivevo lettere, facevo gli addominali. Ho anche pensato al suicidio. Quando ero in carcere un po’ mi sentivo pazza, parlavo a me stessa, vedevo la me di quando avevo 12 anni e le parlavo, avevo questa visione e le dicevo: “Ce la farai per incoraggiarmi”».
«Ho chiesto scusa a Patrick Lumumba, perché è stato messo in carcere, ha perso il suo locale, ha perso tanto, ma le mie scuse non gli bastano».
«Con Raffaele Sollecito ci vogliamo ancora bene. Quando sono tornata in Italia abbiamo fatto finalmente il viaggio a Gubbio che dovevamo fare quella mattina. Lui spingeva il passeggino di mia figlia. Un artista di strada si è avvicinato e gli ha chiesto se fosse sua la bambina e lui ha risposto di no. In quel momento mi è venuto in mente che le nostre vite potevano essere diverse».
«Tornare dalla mia famiglia era la cosa che avevo sognato per tutto quel tempo. Non sono potuta tornare a casa mia perché attorno era pieno di paparazzi. Ci siamo nascosti a casa di mia zia. Sognavo di tornare a una vita anonima. Mi sono tagliata i capelli corti, ho messo gli occhiali, ho iniziato a lavorare in una libreria in un seminterrato per evitare che qualcuno mi trovasse. I paparazzi mi seguivano sempre. Ho capito che la vita anonima non sarebbe mai esistita per me. Nonostante i verdetti e l’assoluzione, per tanta gente sarei stata la ragazza accusata di omicidio».
«Penso che questa sia una storia di misoginia: le è stata tolta la vita come se non valesse niente e io sono stata messa in carcere come se non valessi niente, quando eravamo entrambe innocenti».
«Io non faccio ironia su un omicidio. La famiglia di Meredith Kercher ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi sono giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati. Però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata. L’idea che il mio messaggio sia quello di normalizzare la violenza contro le donne è falsa. Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith. Il fatto che nessuno ricordi il nome della persona che l’ha violentata e uccisa è una tragedia»
Il marito Christopher: «Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei. Giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte».
Amanda Knox, chi è
Amanda Knox è una cittadina statunitense diventata nota in tutto il mondo per il suo coinvolgimento nel caso dell’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa britannica uccisa a Perugia nel novembre del 2007.
Knox, che all’epoca si trovava in Italia come studentessa universitaria, venne arrestata insieme all’allora fidanzato Raffaele Sollecito e successivamente condannata in primo grado per l’omicidio. Dopo una lunga sequenza di processi, assoluzioni e nuove sentenze, entrambi sono stati assolti definitivamente dall’accusa di omicidio dalla Corte di Cassazione nel 2015.
Per l’omicidio di Meredith Kercher è stato invece condannato definitivamente Rudy Guede, che ha scontato una pena di 16 anni. Il caso ha avuto un’enorme risonanza mediatica internazionale e ha accompagnato Knox per gran parte della sua vita adulta.
Il caso giudiziario
Amanda Knox è nata il 9 luglio 1987 a Seattle, negli Stati Uniti, e ha 39 anni. Nel 2007 si trovava a Perugia per un periodo di studio all’estero quando, il 1° novembre, la sua coinquilina Meredith Kercher venne uccisa nell’abitazione che le due condividevano.
Knox e l’allora fidanzato Raffaele Sollecito furono arrestati e successivamente condannati in primo grado per l’omicidio. Knox trascorse quasi quattro anni in carcere prima di essere assolta in appello e scarcerata nel 2011. La vicenda giudiziaria proseguì però per diversi anni. Dopo una nuova condanna nel processo d’appello bis, nel marzo del 2015 la Corte di Cassazione assolse definitivamente Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher.
La condanna per la calunnia a Patrick Lumumba
Separata dall’accusa di omicidio è invece la vicenda relativa a Patrick Lumumba, il titolare del locale di Perugia nel quale Amanda Knox lavorava. Durante gli interrogatori del 2007 Knox indicò Lumumba come coinvolto nell’omicidio. L’uomo fu arrestato e rimase in carcere per circa due settimane prima che la sua totale estraneità ai fatti venisse accertata.
Nel gennaio del 2025 la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna di Amanda Knox a tre anni di carcere, pena già scontata, per calunnia ai danni di Lumumba.
La stand-up comedy
Nel 2026 Amanda Knox ha debuttato anche come performer con “Amanda Knox: Cartwheel”, spettacolo presentato al Fringe Festival di Edimburgo. Il monologo, nel quale racconta la propria esperienza attraverso anche il registro della stand-up comedy, ha suscitato forti polemiche. La famiglia di Meredith Kercher, attraverso il proprio legale Francesco Maresca, ha definito lo spettacolo “offensivo e deplorevole”.
Knox ha respinto le accuse sostenendo di non fare ironia sull’omicidio di Meredith, ma sul modo in cui lei stessa è stata raccontata e rappresentata pubblicamente negli anni. Lo spettacolo prende il titolo anche dalle ricostruzioni mediatiche secondo cui Knox avrebbe fatto una ruota nella stazione di polizia dopo l’omicidio, episodio da lei contestato.
Cosa fa oggi
Oggi Amanda Knox vive negli Stati Uniti con il marito Christopher Robinson e i loro due figli, Eureka ed Echo. Negli anni successivi alla sua scarcerazione si è dedicata alla scrittura, ai podcast e all’attivismo sui temi degli errori giudiziari, della riforma della giustizia penale e dell’etica dei media. È autrice dei libri “Waiting to Be Heard” e “Free: My Search for Meaning” e conduce il podcast “Hard Knox”.
Nel 2025 è inoltre uscita la miniserie “The Twisted Tale of Amanda Knox”, che ricostruisce la sua vicenda giudiziaria e della quale Knox e il marito Christopher Robinson figurano tra i produttori esecutivi. Nel 2026 ha poi portato la propria storia sul palco con “Cartwheel”.
Il marito Christopher Robinson
Amanda Knox è sposata con Christopher Robinson, scrittore statunitense conosciuto dopo il suo definitivo proscioglimento dall’accusa di omicidio. I due hanno iniziato una relazione nel 2015 e si sono sposati privatamente nel 2018, prima di celebrare pubblicamente le nozze nel 2020. Robinson ha lavorato insieme alla moglie anche ad alcuni suoi progetti editoriali e audiovisivi. La coppia ha due figli, Eureka ed Echo.
I figli Eureka ed Echo
Amanda Knox e Christopher Robinson sono genitori di due bambini, Eureka ed Echo. La coppia ha scelto negli anni di mantenere generalmente riservata la loro vita familiare, anche se Knox ha parlato più volte di come la maternità abbia cambiato il suo rapporto con il passato e con la propria storia. Proprio il tema dell’essere madre e del modo in cui raccontare un giorno ai figli ciò che le è accaduto occupa una parte importante dello spettacolo “Cartwheel”.
La famiglia a Verissimo
Silvia Toffanin ha invitato in studio anche il marito Christopher Robinson e i figli Eureka ed Echo. È la prima volta che Amanda Knox partecipa a un’intervista televisiva insieme alla sua famiglia. Il marito la racconta così: «Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei. Giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte».
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