La città si appresta a vivere una stagione determinante della vita amministrativa: la discussione e l’approvazione finale del piano operativo. L’insieme di norme e regole che accompagneranno la città nel futuro. Ne parliamo con il sindaco, Michele Conti.
“A brevissimo partirà in prima commissione l’analisi delle quasi 800 osservazioni presentate da associazioni ambientaliste, associazioni da categorie, privati cittadini, enti, mondo produttivo. Insomma da varie segmenti della società. Le osservazioni sono state divise per temi, anche perché molte sono ridondanti, in modo da agevolare il lavoro dei consiglieri; successivamente il Poc andrà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva che contiamo di fare nel mese di gennaio, al più tardi febbraio”.
Ci sono le osservazioni della Regione…
“Ma su quelle siamo in linea, il lavoro è stato condiviso durante tutto l’iter è il fatto che sia un piano operativo a livello intercomunale viene visto di buon occhio”.
Quindi contate di non stravolgere il piano?
“Direi di sì, il Poc sarà approvato nella sua struttura, quella di un piano di una Pisa che vuole crescere e superare i 100mila abitanti, aumentando la popolazione residente senza aumentare il consumo di suolo. Vogliamo una città capace di accogliere chi viene a Pisa per studiare e, allo stesso tempo, di creare le condizioni perché sempre più persone possano scegliere di viverci stabilmente”.
Servirà tempo.
“E’ chiaro che si tratta di un percorso che chi verrà dopo dovrà continuare, sempre se vorrà realizzare il sogno di evitare ai pisani di dover andare a vivere a dieci chilometri dalla città diventando schiavi dell’automobile. Chi vive nei comuni dell’area pisana, non può spostarsi in bicicletta verso il centro, chi vive a Pisanova sì. La città dei centomila abitanti è anche una risposta per ridurre l’inquinamento”.
E gli universitari?
“La risposta sono gli studentati, i quali a loro volta possono liberare spazi per nuove abitazioni in centro e in periferia, perché non è detto che diventino per forza B&B o case vacanze”.
E dove nascerebbero?
“Molti nell’ambito del percorso di conversione di strutture inutilizzate, come l’ex distretto militare, che è stato riconvertito in abitazioni; la ex caserma Artale, che prevede di recuperare un immobile inutilizzato per trasformarlo studentato, come Santa Croce in Fossabanda trasformato in collegio per gli studenti ad opera della Scuola Superiore Sant’Anna. Anche a Porta a Mare nell’area del Fondo Pitagora nascerò uno studentato di oltre 370 posti, per cui sono in corso i lavori. Tutte queste iniziative porteranno a Pisa circa 1.600 posti letto”.
Ma quanti cantieri volete aprire…
“La nostra amministrazione in questi anni ha dato un grande impulso allo sviluppo della città, prima con interventi di riqualifcazione alla stazione e viale Gramsci, con la realizzazione del Ponte ciclopedonale Riglione-Cisanello, il Parco Europa e quello di via Bixio e via dicendo; poi mettendo a frutto la grande opportunità dei fondi Pnrr, che hanno permesso una seconda mandata di grandi riqualificazioni come Cittadella, percorso turistico dal parcheggio scambiatore a piazza dei Miracoli, Parco Pungilupo, impianti sportivi, scuole, asili, piste ciclabili. Abbiamo portato a Pisa investimenti per oltre 100 milioni di euro in 8 anni”.
In questo contesto che ruolo gioca il futuro del Santa Chiara, che è forse la più grande operazione urbanistica della Toscana?
“Partiamo dicendo che per noi rimane valido il progetto Chipperfield soprattutto nella visione di conservazione e valorizzazione degli spazi verdi, recupero del patrimonio immobiliare di pregio per nuovi utilizzi residenziali e ricettivi. Poi il piano chiaramente va modificato e migliorato in alcune sue parti. Ma noi vogliamo che lì nasca la cittadella congressuale, con un auditorium tra le 1600 e 1800 persone, perché siamo convinti che il turismo congressuale possa diventare un altro pilastro dell’economia cittadina”.
E poi?
“Senz’altro una parte va destinata all’alberghiero, c’è poi grande appetito della scuola Normale per fare un proprio studentato, così come l’Opera della Primaziale ha un forte interesse per le aree contigue alla piazza, sicuramente ci vorrà un’area commerciale”.
Un altro supermercato anche no…
“Per carità, parlo di piccole superfici. Di aree grande ne abbiamo fin troppe e pensare che a pochi metri, ma nel comune di San Giuliano Terme, ne è stato fatto uno ex novo con una enorme colata di cemento di fronte alla quale nessuno ha detto niente…”.
Torniamo al Santa Chiara. Resta da trovare l’acquirente.
“Un po’ di movimento c’è, qualche trattativa pure, ma questa una partita che gestisce la regione. Chiedete a Giani. C’è una valutazione, attorno ai 122 milioni di euro, legata al bando peri il nuovo ospedale e quindi difficilmente modificabile”.
Passiamo al tema dei trasporti. Con la tranvia che punto siamo?
“Il progetto c’è ed è valido, manca il finanziamento, vediamo la prossima finanziaria… anche se i governi centrali bisogna che incominciano a investire sulla mobilità di città di medie dimensioni. Non è più possibile che le aree metropolitane ogni volta facciano man bassa di finanziamenti lasciando realtà come Pisa, ma penso anche a Modena e altre città del Nord, con progettualità avanzate ma senza stanziamenti”.
E invece l’ambiente: vi accusano di tagliare alberi e cementificare…
“Ma se siamo una delle poche città in Italia che sta lavorando con impegno e investimento di risorse per attuare un’opera di ampliamento del patrimonio arboreo cittadino, ma soprattutto una delle pochissime che lo fa attuando una seria azione di rinnovo arboreo”.
In che senso?
“Basta vedere i numeri: siamo passati dai 18.221 alberi del 2018 ai 22.534 del 2026. Per quanto riguarda invece il verde urbano presente a Pisa siamo passati dai 100 ettari del 2018 a 130 ettari del 2026, con un incremento di oltre 300mila metri quadrati di nuovi parchi, tra cui i più importanti Pungilupo e Cittadella”.
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