Con l’emanazione del Decreto Assessoriale n. 46 del 14 settembre 2026, la sanatoria dei tributi in Sicilia trova il suo definitivo compimento operativo. L’atto conclude l’iter politico e parlamentare guidato dal Presidente della I Commissione Affari Istituzionali e componente della II Commissione Bilancio all’Ars, Ignazio Abbate, autore della proposta che ha portato all’approvazione dell’articolo 4 della Legge Regionale n. 27/2026.
Nata per offrire respiro finanziario a famiglie, imprese e amministrazioni territoriali, la misura permette di estinguere le posizioni debitorie maturate fino a tutto il 2025 versando esclusivamente l’imposta base, cancellando integralmente gli oneri accessori. La portata del provvedimento va oltre il recupero del pregresso legato ai veicoli: la norma coinvolge infatti un’ampia platea di entrate dell’amministrazione regionale e dei beni di demanio, fornendo una sponda fondamentale anche ai Municipi chiamati a risanare i propri conti.
Sullo sfondo resta la prospettiva della riforma nazionale della fiscalità sui mezzi di trasporto ( “bollo auto”) , attesa per il 2027. In questa fase di transizione, la misura siciliana agisce da raccordo raccordando le pendenze storiche con i futuri assetti del prelievo fiscale.
ilSicilia.it presenta un quadro di approfondimento sull’architettura del decreto, illustrando il funzionamento delle procedure dedicate e dei relativi elenchi allegati, seguito dall’intervista esclusiva all’onorevole Ignazio Abbate sulle motivazioni della norma, le opportunità per le comunità locali e i prossimi passaggi attuativi.
La svolta della “Pace Fiscale” in Sicilia: il percorso legislativo
Un percorso legislativo serrato, nato nelle aule parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana e giunto oggi alla sua piena fase esecutiva. La regolarizzazione agevolata dei tributi regionali in Sicilia — comunemente ribattezzata “Pace Fiscale” o “Rottamazione Quinquies” — rappresenta uno dei tasselli economico-finanziari più rilevanti dell’anno nell’Isola. Un’iniziativa promossa in prima persona dal Presidente della I Commissione Affari Istituzionali e componente della II Commissione Bilancio all’Ars, Ignazio Abbate, che ha coordinato la misura sin dalla presentazione del disegno di legge iniziale, fino all’approvazione finale a Sala d’Ercole.
L’iter prende forma nei primi mesi dell’anno con il deposito del testo di legge dedicato alla definizione agevolata per i tributi di competenza regionale. Fin dal principio, la proposta parlamentare di Ignazio Abbate ha risposto a una sollecitazione diretta del tessuto economico siciliano: offrire una “boccata d’ossigeno” a famiglie, imprese e amministrazioni locali schiacciate dal caro-vita, dai costi energetici e dall’accumulo di sanzioni e interessi di mora.
Il percorso ha registrato un’accelerazione decisiva in Commissione Bilancio, dove la norma (inserita nell’articolo 4 del ddl 1047/A) è stata licenziata all’unanimità, spinta da un’apposita sollecitudine formale inviata dallo stesso Abbate all’Assessore Regionale all’Economia Alessandro Dagnino.

Il testo è stato poi definitivamente approvato a Sala d’Ercole all’interno della Legge Regionale 4 agosto 2026, n. 27.
Il tassello finale di questo percorso normativo si è concretizzato con la firma e la pubblicazione del Decreto Assessoriale n. 46 del 14 settembre 2026 dell’Assessorato dell’Economia. Con questo provvedimento attuativo, la norma diventa pienamente operativa. Il decreto offre la possibilità a tutti i contribuenti residenti nell’Isola di estinguere le proprie pendenze fiscali maturate fino al 31 dicembre 2025 versando esclusivamente la sorte capitale — con il totale sgravio, quindi, di sanzioni e interessi — entro il termine perentorio del 31 ottobre 2026.
Il provvedimento riveste un’importanza strategica non soltanto per il bilancio dei singoli cittadini, ma anche per la salute finanziaria degli Enti locali. Tra le righe del decreto e delle relative tabelle allegate (l’Allegato B disciplina infatti ben 41 tipologie di entrate regionali e patrimonio), la misura concede un canale di sanatoria anche per i Comuni in pre-dissesto o in dissesto finanziario, consentendo loro di regolarizzare i canoni demaniali e le esposizioni pregresse con la Regione.
Questa sanatoria regionale si inserisce, peraltro, in una cornice politico-economica più ampia e in forte evoluzione. Proprio nei giorni in cui in Sicilia entra nel vivo l’adesione alla Rottamazione tramite sportelli ACI e Riscossione Sicilia, a livello nazionale il dibattito politico ruota attorno alle prospettive di riforma della fiscalità automobilistica, inclusa l’ipotesi progressiva di abolizione del bollo auto a partire dal 2027.
In questo scenario di transizione, il “modello Sicilia” promosso dal deputato regionale Abbate si configura come un ponte fondamentale: permettere ai cittadini e ai comuni siciliani di “azzerare i contatori” del passato, mettendosi in regola con le annualità pregresse (dal 2016 al 2025) per farsi trovare pronti di fronte alle novità nazionali che riassetteranno il prelievo fiscale nei prossimi anni.
L’analisi tecnica e politica del Decreto Assessoriale n. 46/2026
Il passaggio dal testo di legge all’operatività concreta trova la sua chiave di volta nell’emanazione del Decreto Assessoriale n. 46 del 14 settembre 2026, firmato dall’Assessore Regionale all’Economia Alessandro Dagnino. Il provvedimento rappresenta la traduzione amministrativa dell’articolo 4 della Legge Regionale 4 agosto 2026, n. 27, con cui la Sicilia ha recepito i principi fondamentali della definizione agevolata nazionale, adattandoli al proprio perimetro di autonomia fiscale e patrimoniale.
Sotto il profilo strettamente tecnico, l’architettura della norma si basa su un principio chiaro: lo stralcio totale di sanzioni e interessi di mora maturati sui debiti tributari e patrimoniali di pertinenza regionale.
La misura copre tutte le pendenze non adempiute, o adempiute solo parzialmente, entro la data spartiacque del 31 dicembre 2025. Per beneficiare dell’azzeramento dei costi accessori, il contribuente deve versare esclusivamente la quota capitale dovuta, da saldare in un’unica soluzione entro il termine perentorio del 31 ottobre 2026.
Procedure, perimetro e operatività del D.A.
Per comprendere appieno la portata pratica della sanatoria introdotta dal Decreto Assessoriale n. 46/2026, è necessario addentrarsi nella composizione specifica dei suoi due pilastri operativi: l’Allegato A, incentrato sulla complessa galassia della Tassa Automobilistica, e l’Allegato B, che traccia la mappa dettagliata dei tributi propri e dei beni patrimoniali della Regione Siciliana.
Allegato A e la gestione del Bollo Auto: il doppio canale tra ACI e Agenzia delle Entrate – Riscossione
L’Allegato A è interamente dedicato al tributo che registra storicamente il più alto tasso di contenzioso e di morosità nell’Isola: il bollo auto. Il testo normativo suddivide la procedura in due binari rigidamente distinti, ideati per intercettare il debito in base allo stato di avanzamento del recupero crediti da parte dell’amministrazione.
-
Il primo canale riguarda i carichi non ancora iscritti a ruolo (annualità 2025 e pregresse non notificate): In questo scenario, la norma offre una procedura fortemente semplificata e priva di intermediari esattoriali. Il cittadino o l’impresa che non ha provveduto al saldo della tassa automobilistica relativa al 2025 (o a ruoli precedenti non ancora trasformati in cartella esattoriale) può recarsi direttamente presso gli sportelli territoriali dell’ACI (Automobile Club d’Italia), le delegazioni provinciali o le agenzie di pratiche auto convenzionate. Attraverso i terminali dell’ACI viene calcolata istantaneamente la sola quota capitale dell’imposta base dovuta, azzerando all’origine ogni sanzione per tardivo versamento e l’intero montante degli interessi legali accumulati. Il pagamento contestuale allo sportello perfeziona immediatamente la posizione debitoria, rilasciando la quietanza di regolarizzazione definitiva.
-
Il secondo canale disciplina i carichi già contestati e iscritti a ruolo (cartelle esattoriali per il decennio 2016-2024): Per le posizioni più risalenti, già affidate al concessionario della riscossione, l’interfaccia operativa diventa l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (AdER). In questo caso, la cartella inviata al contribuente comprende tipicamente la sorte capitale, le sanzioni amministrative, gli interessi di mora e gli aggi di riscossione. Aderendo alla definizione agevolata tramite il portale dell’Agenzia o gli uffici territoriali, la cartella viene ricalcolata “a netto”: vengono depurati integralmente gli interessi e le sanzioni, lasciando a carico dell’utente la sola imposta evasa. Una volta versata la somma entro il 31 ottobre 2026, scatta la procedura automatica previste dall’Allegato A: il Dipartimento Regionale delle Finanze invia comunicazione telematica all’AdER per il contestuale e definitivo discarico del ruolo, estinguendo ogni eventuale pendenza esecutiva o fermo amministrativo collegato a quella cartella.
Allegato B: il perimetro delle 41 entrate regionali e la regolarizzazione patrimoniale per imprese e Comuni
Se l’Allegato A risolve la vertenza del bollo auto, l’Allegato B rappresenta la vera novità strutturale del decreto, ampliando il raggio d’azione della sanatoria a ben 41 voci di entrata tra tributi regionali ed entrate patrimoniali. L’allegato si articola in due sottosezioni operative che coprono ambiti economico-amministrativi ad alto impatto.
-
Tributi propri e addizionali regionali: Questa sezione racchiude tutte le imposte dirette e indirette gestite direttamente dalla Regione Siciliana. Rientrano nello stralcio delle sanzioni le Tasse di Concessione Regionale (dalle licenze d’uso e autorizzazioni commerciali ai canoni per l’esercizio di impianti), le imposte sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo e idrico, l’addizionale regionale all’imposta di consumo sul gas naturale per uso autotrazione, e la tassa speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi (il cosiddetto “Ecotassa”). Anche in questo ambito, l’azzeramento di mora e penali consente alle aziende operanti sul territorio di regolarizzare la propria posizione contabile, elemento spesso indispensabile per mantenere il DURC in regola e accedere a bandi, finanziamenti pubblici o rinnovi di licenze.
-
Entrate di natura patrimoniale e canoni demaniali: È la sezione dell’Allegato B che assume il maggior valore sotto il profilo politico e per la tenuta dei bilanci degli Enti locali. Vi rientrano i canoni per la concessione e locazione di beni appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile della Regione (come specchi acquei, aree portuali, terreni agricoli demaniali e immobili regionali dati in uso). Per anni, molti Comuni siciliani, trovatisi in gravi ristrettezze di cassa o in stato di dissesto finanziario, hanno accumulato ingenti ritardi nel pagamento dei canoni dovuti alla Regione per i beni demaniali ricadenti nei rispettivi territori. Le sanzioni applicate nel tempo avevano trasformato questi debiti in cifre insostenibili per le casse comunali. Ciò consente alle amministrazioni comunali di accedere agli uffici della Riscossione e definire la posizione debitoria pagando esclusivamente il capitale iscritto a ruolo. Questa misura cancella le sanzioni accumulate nel decennio 2016-2025, offrendo ai Sindaci e ai commissari un’opportunità irripetibile per bonificare i bilanci comunali e sbloccare piani di rientro finanziario altrimenti destinati al fallimento.
Ed è proprio nell’inclusione dei canoni demaniali che risiede una delle implicazioni politiche e sociali più rilevanti del provvedimento. Come evidenziato a più riprese dall’onorevole Ignazio Abbate durante l’iter d’aula, la norma non è stata pensata soltanto per alleviare la pressione fiscale sulle famiglie e sul tessuto imprenditoriale, ma anche per offrire una via d’uscita agli Enti locali in sofferenza finanziaria.
Diversi Comuni siciliani — in particolare quelli in stato di pre-dissesto o di vero e proprio default — trascinavano da anni pesanti pendenze nei confronti della Regione per il mancato versamento dei canoni sui beni demaniali, appesantiti da sanzioni che ne rendevano quasi impossibile il rientro. Il taglio degli oneri accessori consente alle amministrazioni comunali di risanare questi debiti con impatti sostenibili sui bilanci locali.
Inoltre, il provvedimento risponde a una precisa logica di finanza pubblica regionale. L’articolo 2 del decreto impone infatti al Dipartimento Finanze un monitoraggio semestrale sui flussi finanziari generati, con l’obiettivo di trasformare una massa di crediti ad alto rischio di inesigibilità in liquidità immediata nelle casse della Regione entro la fine dell’anno.
Infine, sul piano delle prospettive strategiche, la misura promossa dall’Ars si aggancia direttamente al dibattito nazionale in corso sulla riforma della fiscalità automobilistica e sull’ipotesi di superamento del bollo auto a partire dal 2027.
In questa fase di transizione, la “Pace Fiscale” siciliana assume il valore di una vera e propria operazione di azzeramento del passato. Permettendo a cittadini, imprese e Comuni di sanare il decennio 2016-2025 privo del fardello di sanzioni e interessi, la Sicilia punta a chiudere la stagione dei contenziosi storici, farsi trovare con i conti in regola e prepararsi al nuovo assetto tributario nazionale.
L’INTERVISTA
-Onorevole Abbate, in che misura questo strumento darà un respiro concreto alle famiglie e alle imprese siciliane colpite dal caro-vita?
“Era indispensabile che anche la Regione Siciliana si dotasse di uno strumento che consentisse di recepire le opportunità previste dalla normativa nazionale sulla definizione agevolata. Molti cittadini e molte imprese hanno infatti cartelle esattoriali nelle quali, accanto ai debiti di natura nazionale, sono presenti anche tributi e altre imposte di competenza regionale. Intervenire soltanto sulla parte nazionale avrebbe significato lasciare comunque aperte le posizioni relative alla Regione. Con questo provvedimento diamo invece la possibilità di regolarizzare anche queste situazioni pregresse, eliminando il peso delle sanzioni e degli interessi. È importante chiarirlo: non c’è alcuno sconto sulla sorte capitale, che resta interamente dovuta. Si interviene esclusivamente su sanzioni e interessi. È quindi un aiuto concreto per quei cittadini e quelle imprese che, soprattutto negli ultimi anni, si sono trovati in difficoltà e non sono riusciti a rispettare le scadenze. L’obiettivo è permettere a chi vuole mettersi in regola di farlo, alleggerendo il peso accumulato nel tempo e consentendo di chiudere definitivamente le posizioni pregresse”.
-Quali sono stati i passaggi chiave e i momenti di confronto più complessi durante l’iter all’Ars fino all’approvazione finale?
“Il momento sicuramente più delicato è stato il passaggio in Commissione Bilancio. Non essendoci in quel momento un provvedimento economico immediatamente disponibile al quale agganciare la norma, è stato necessario individuare il percorso legislativo più adatto per portare avanti una misura che ritenevamo troppo importante per essere rinviata. Da lì è iniziato un lavoro di confronto con gli uffici competenti e con il Dipartimento regionale delle Finanze, fino ad arrivare al parere positivo e al voto favorevole dei parlamentari in Commissione, sia di maggioranza sia di opposizione. Questo, a mio avviso, è un elemento particolarmente significativo, perché dimostra che quando si affrontano problemi concreti che riguardano migliaia di siciliani è possibile trovare una condivisione che vada oltre gli schieramenti politici. Tengo particolarmente a sottolineare che si tratta di un provvedimento parlamentare che porta la mia prima firma e che nasce dal confronto diretto con cittadini e imprese. Sono state proprio le tante situazioni che mi sono state rappresentate a far emergere la necessità di trovare uno strumento che permettesse di sanare le pendenze pregresse”.
-Come si collega questo azzeramento del decennio 2016-2025 con il dibattito nazionale sull’abolizione del bollo auto per il 2027?
“Direi che le due misure si combinano molto bene, pur intervenendo su due piani diversi. Il nostro provvedimento era stato pensato quando il dibattito nazionale sul bollo era ancora in una fase embrionale e oggi consente di intervenire sul passato, permettendo di regolarizzare le posizioni relative alle annualità precedenti, fino al 2025, senza sanzioni e interessi. A livello nazionale, invece, è stata prevista per il 2027 l’esenzione dal pagamento del bollo per il primo veicolo entro gli 80 kW. È importante precisare che, allo stato attuale, la misura riguarda il 2027. Il nostro auspicio è che non rimanga un intervento limitato a una sola annualità, ma che dal 2028 possa trovare continuità”.
-Qual è il messaggio principale che la Regione intende mandare a cittadini ed Enti locali con questo provvedimento?
“Più che parlare a nome dell’intera Regione, posso dire quale sia il messaggio che personalmente ho voluto dare attraverso questa iniziativa. Ho sempre interpretato il mio ruolo come quello di una cerniera tra i cittadini, le imprese, le amministrazioni locali e le istituzioni regionali. Il nostro compito è ascoltare ciò che accade sul territorio e provare a trasformare le esigenze concrete in risposte legislative. Questo provvedimento nasce esattamente così. Prima di essere parlamentare regionale sono stato amministratore locale e conosco bene le difficoltà che quotidianamente affrontano i Comuni e, soprattutto, il rapporto diretto che gli amministratori hanno con cittadini e imprese. È proprio da quel contatto continuo che è emersa la necessità di intervenire su situazioni che per molte persone si trascinavano da anni”.
-Qual è la soddisfazione personale più grande nell’aver firmato una misura così attesa dai siciliani?
“La soddisfazione è certamente enorme e sarebbe inutile nasconderlo. Ma la cosa che mi gratifica maggiormente è sapere di avere dato una risposta a tanti cittadini e a tante imprese che in questi anni mi hanno rappresentato direttamente le loro difficoltà e le loro istanze. Credo che questo sia il senso più autentico del ruolo di un parlamentare, essere il punto di collegamento tra il cittadino e l’amministrazione pubblica, raccogliere un problema e lavorare affinché possa trasformarsi in una soluzione. Vedere oggi diventare realtà un provvedimento che porta la mia prima firma ripaga certamente del tempo, del lavoro e dei tanti confronti che sono stati necessari per arrivare a questo risultato. Voglio riconoscere il contributo di tutti coloro che hanno sostenuto questo percorso, a partire dai colleghi deputati, indistintamente di maggioranza e di opposizione”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





