Dall’entusiasmo dei team internazionali per l’accoglienza partenopea al rispetto delle scadenze organizzative che ha sorpreso il mondo. Ai microfoni de Il Mattino, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi traccia un bilancio ad ampio raggio sulla trasformazione della città in occasione dell’America’s Cup: la capacità delle istituzioni di lavorare in sinergia superando gli steccati politici, il riscatto dai vecchi pregiudizi grazie all’eccellenza delle imprese locali e le prospettive di rigenerazione urbana del litorale. Manfredi spazia dall’uso delle pedane sul lungomare al futuro della colmata di Bagnoli destinata allo sport, fino alla balneabilità di San Giovanni a Teduccio, all’attrazione dei fondi d’investimento esteri e all’ipotesi di una candidatura congiunta Napoli-Roma per i Giochi Olimpici.
Sull’entusiasmo dei team, sull’accoglienza calorosa di Napoli rispetto a Barcellona e sull’orgoglio della comunità globale: «Il feedback è straordinario: tutti i team sono estremamente contenti dell’accoglienza e dell’ambiente, specialmente se consideriamo che quella di Barcellona è stata un’esperienza molto più fredda.
Anche gli aspetti dell’organizzazione tecnica sono stati apprezzatissimi, e c’è immensa soddisfazione da parte degli sponsor, che hanno invitato ospiti a Napoli da ogni parte del pianeta. Ho ricevuto messaggi di affetto e orgoglio da napoletani sparsi in tutto il mondo – da New York a Istanbul – che, guardando queste immagini, hanno voluto ringraziare la città per il modo in cui sta catalizzando l’attenzione mediatica globale».
Sulla sfida vinta nel rispettare le scadenze e sulla capacità della città di superare le proprie fragilità: «Siamo partiti a maggio, dalle bonifiche, dagli hangar: è stata una sfida enorme in cui abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo, dimostrando la straordinaria capacità della nostra città di reagire nei momenti critici. Napoli sa essere eccezionale nella straordinarietà, sebbene rimanga ancora fragile nella gestione dell’ordinarietà; per questo continueremo a lavorare e a migliorare. Quando a gennaio dell’anno scorso, insieme al Ministro Abodi, abbiamo deciso di candidare Napoli, nessuno era convinto che saremmo stati in grado di rispettare le scadenze. La mia più grande soddisfazione è stata proprio il momento della consegna degli hangar: i team stessi stentavano a crederci. È la risposta più bella della città al mondo intero».
Sull’importanza di superare lo scontro politico e unire le istituzioni per il bene comune: «Credo fermamente che, quando al centro c’è il bene comune dei cittadini, lo scontro politico debba essere messo da parte: io rappresento le istituzioni e le istituzioni non devono mai essere usate come strumento di contrapposizione. Ho trovato un’ottima interlocuzione sia con il Governo centrale sia con la Regione, a partire dal Presidente Fico che, appena insediato, si è subito speso per questa avventura. Desidero ringraziare tutti per la macchina organizzativa impeccabile, con un plauso speciale alle forze dell’ordine che hanno garantito un piano di sicurezza e controllo impeccabile. Quando l’Italia si unisce e lavora in sinergia, sa dimostrare di essere un’eccellenza di livello mondiale».
Sulla necessità di riscattare l’immagine di Napoli valorizzando le sue eccellenze e le imprese locali: «La città deve finalmente acquisire la piena consapevolezza di ciò che è réellement: non siamo la caricatura che talvolta noi stessi abbiamo raccontato, una città che trova nella lamentela la propria unica narrazione. Napoli è stata ed è una grande capitale, ricca di competenze, professionalità ed eccellenze imprenditoriali. Una delle condizioni imprescindibili che abbiamo posto fin dall’inizio è stata garantire un canale privilegiato per le aziende del nostro territorio, troppo spesso vittime di pregiudizi ingiustificati. Centinaia di migliaia di cittadini stanno dimostrando ogni giorno che Napoli sa rispettare le regole, sa accogliere e sa trasmettere quel calore autentico che pochissime altre realtà al mondo sanno offrire».
Sul riscatto della città e sul superamento dei pregiudizi legati al passato: «Da quando ho iniziato il mio mandato da Sindaco – e, in realtà, per tutta la mia vita – ho sofferto profondamente per i pregiudizi strutturali che il mondo ha spesso nutrito nei nostri confronti, legati al tema della criminalità o della gestione dei rifiuti: per chi ama questa città, vedere quell’immagine distorta è sempre stato un grande dolore. Oggi ci siamo tolti gli “schiaffi dalla faccia”: ci siamo presi impegni precisi e li abbiamo rispettati al secondo. Questo è solo l’inizio, e ora possiamo guardare al futuro con ritrovata testa alta».
Sull’ipotesi di una candidatura congiunta Napoli-Roma per ospitare i Giochi Olimpici: «La possibilità di candidare un’asse Napoli-Roma per le Olimpiadi? Ci stiamo ragionando. La priorità assoluta deve essere riportare i Giochi in Italia, e credo che un’alleanza strategica tra la Capitale e Napoli possa rappresentare una formula vincente per l’intero Paese, anche alla luce dell’alta velocità ferroviaria che rende le due città un’unica, grande area metropolitana integrata».
Sulla funzione delle pedane sul lungomare per riavvicinare i cittadini alla balneazione e al mare: «Il mare è tornato al centro della vita di Napoli? Ho sempre creduto nell’utilità e nel valore delle piattaforme sul lungomare: esiste spesso un vincolo burocratico che va oltre la reale necessità, ma realizzarle per questo evento è stato un fondamentale “antipasto” per mostrare a tutti la bellezza di questo assetto e come possa cambiare radicalmente il rapporto della città con il suo specchio d’acqua. Le pedane consentono anche la balneazione, ed è chiaro che andranno gestite e controllate con cura. Questa sarà la sfida dei prossimi mesi: rendere le strutture fisse da aprile a settembre per consolidare il legame con il mare, all’interno di un disegno rigenerativo più ampio che abbraccia anche il rilancio di Bagnoli. Vedere le persone fare il bagno a Mappatella Beach durante le regate dell’America’s Cup ci fa comprendere, una volta per tutte, cosa significhi davvero il mare per Napoli».
Sulla scelta di mantenere la colmata di Bagnoli per trasformarla in uno spazio pubblico dedicato allo sport: «La colmata deve restare sul posto? È una decisione naturale, quasi obbligata. Intorno al colosso della colmata si è consumato un dibattito ideologico che ha paralizzato per anni le operazioni a Bagnoli, auspicando un obiettivo impossibile: il ritorno al passato. Non possiamo ricostruire il lungomare del secolo scorso. Esisteva poi un chiaro tema tecnico: trasportare due milioni di metri cubi di materiale da Bagnoli in cave o luoghi idonei, che nessuno è mai riuscito a individuare, era un’ipotesi fantascientifica. L’impatto ambientale della rimozione sarebbe stato di gran lunga più impattante e negativo rispetto a una messa in sicurezza sul posto. Chi amministra deve assumersi la responsabilità di compiere scelte anche impopolari, ma necessarie per sbloccare le cose. Oggi Bagnoli sta finalmente camminando: la bonifica a mare prosegue secondo i piani, attraverso il dragaggio e la rigenerazione del fondale. La colmata diventerà un grande spazio affacciato sul mare destinato alla balneazione, agli sport acquatici e al tempo libero, mentre il porto verrà realizzato sotto Nisida».
Sui lavori di risanamento e di riqualificazione per la balneabilità a San Giovanni a Teduccio: «Il mare a San Giovanni a Teduccio? Stiamo portando avanti un lavoro importante: la spiaggia nei pressi di Pietrarsa è già tornata balneabile. Il depuratore sarà rigenerato tramite la struttura commissariale di Governo e stiamo intervenendo sul canale Volla, che raccoglie in modo improprio i reflui provenienti dai Comuni dell’area nord. Questi interventi ci consentiranno di rendere balneabile l’intero litorale fino al limite del porto: una sfida che porteremo a compimento».
Sull’attrattività di Napoli per gli investimenti internazionali ed il ruolo di vetrina dell’America’s Cup: «Napoli è diventata un polo attrattivo per gli investimenti, dove pubblico e privato devono collaborare ciascuno nel rispetto del proprio ruolo. Mi auguro un forte protagonismo dell’imprenditoria napoletana e nazionale: le opportunità sono significative e prioritariamente orientate all’interesse collettivo, garantendo al contempo la piena libertà d’impresa. Registriamo un grande interesse da parte dei fondi internazionali, elemento che rappresenta motivo di soddisfazione: prima Napoli non era nemmeno presente nelle loro agende, oggi tutti vogliono investire qui. L’America’s Cup è la vetrina strategica di questo nuovo corso».
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