#Finsubito news dalla rete – Rottamazione quinquies: 1.500 amministrazioni partecipano


Con circa millecinquecento adesioni da parte delle amministrazioni territoriali, la rottamazione quinquies apre una possibilità per regolarizzare determinate pendenze. Fra gli arretrati interessati figurano quelle legate alla tassa automobilistica, alle sanzioni stradali, alla Tari e all’Imu. Sul portale dell’AdER, l’agenzia incaricata della riscossione, è disponibile un prospetto che permette di conoscere quali istituzioni abbiano aderito.

La consultazione rappresenta un primo passaggio per orientarsi, perché l’accesso alla procedura dipende dall’adesione dell’ente e dalle caratteristiche del debito. È già fissato anche il calendario: l’invio delle richieste inizierà il 16 ottobre 2026, mentre per versare le somme sarà possibile scegliere fra pagamento dilazionato e saldo completo.

Come consultare il prospetto delle amministrazioni

La raccolta riunisce le adesioni delle istituzioni locali e regionali che si sono orientate verso questo strumento per recuperare le entrate di propria competenza. Attraverso le denominazioni riportate, il contribuente può controllare la presenza dell’istituzione a cui fa riferimento la propria pendenza, trovando le informazioni raccolte in un unico spazio.

Accanto ai nominativi delle amministrazioni, il documento segnala, quando presenti, gli organismi che hanno consegnato all’agenzia le posizioni da recuperare per conto degli enti. Una colonna apposita raccoglie precisazioni e dettagli. La lettura del prospetto permette quindi di identificare l’amministrazione partecipante e gli eventuali soggetti attraverso i quali sono stati affidati gli incarichi di riscossione.

Si tratta di una pubblicazione decisa dall’agenzia, anziché di un adempimento imposto dalla normativa. Lo scopo è rendere più agevole il controllo delle adesioni, evitando ai cittadini di dover cercare le stesse informazioni sui portali delle diverse istituzioni. Il vantaggio riguarda dunque la consultazione: la presenza di una raccolta comune permette di avere un riferimento unitario, mentre la scelta di partecipare resta legata alle decisioni adottate da ogni amministrazione.

Quali arretrati possono accedere alla procedura

A rendere possibile l’allargamento della quinquies alle amministrazioni regionali e locali è stato il decreto-legge numero 38/2026. Il provvedimento riguarda tanto le pendenze estranee alla sfera tributaria quanto quelle fiscali, purché il loro recupero sia stato assegnato all’agenzia nel periodo che va dal primo gennaio del 2000 al 31 dicembre del 2023. Sono questi gli estremi temporali da considerare per l’affidamento degli incarichi.

Resta fuori una categoria precisa: le somme derivanti dalle condanne pronunciate dalla magistratura contabile. Per le altre posizioni, l’adesione dell’amministrazione richiedeva invece una serie di passaggi formali. Era necessario trasmettere all’agenzia uno specifico atto, precedentemente approvato dall’ente, provvedendo anche a pubblicarlo attraverso il portale istituzionale. Questi adempimenti dovevano essere completati entro la scadenza del 31 luglio del 2026.

Conta anche chi si occupa del recupero. Questa possibilità è riservata alle posizioni gestite dall’agenzia incaricata della riscossione; per le somme recuperate mediante operatori privati, oppure riscosse dall’amministrazione stessa, il riferimento è diverso. La modalità scelta per riscuotere il credito è quindi un elemento decisivo per capire quale disciplina prendere in considerazione.

In questi casi entra in gioco quanto previsto dalla normativa sul bilancio per il 2026, che permette agli enti di istituire agevolazioni proprie. Le condizioni dipendono allora dai regolamenti e dagli atti deliberativi adottati localmente.

Prima di individuare il percorso applicabile a una pendenza, vanno quindi distinti i crediti consegnati all’agenzia da quelli per cui l’istituzione ricorre a un concessionario privato oppure procede direttamente. Sono due percorsi separati, ciascuno con il proprio riferimento normativo.

Richieste telematiche, comunicazioni e modalità di versamento

Per i contribuenti con posizioni ammissibili, l’apertura delle richieste è prevista il 16 ottobre 2026. La finestra si chiuderà il 15 dicembre dello stesso anno. L’invio avverrà attraverso internet, secondo le indicazioni che l’agenzia renderà disponibili sul proprio portale: per la pubblicazione delle istruzioni è fissata come data limite quella del 15 ottobre.

Sempre per quel giorno è prevista la disponibilità, nella sezione personale accessibile agli utenti, delle informazioni necessarie a riconoscere le pendenze ammesse. Il calendario separa quindi la fase preparatoria dall’invio della richiesta: prima saranno consultabili le indicazioni operative e i dati dei carichi interessati, poi inizierà il periodo dedicato alle domande.

Dopo la chiusura delle adesioni dei contribuenti, toccherà all’agenzia comunicare quanto occorre versare. Il termine per questa comunicazione è fissato al 28 febbraio del 2027. La quantificazione delle somme precede così il momento in cui il contribuente dovrà affrontare il pagamento, con due possibilità previste per saldare quanto dovuto.

Il pagamento potrà essere suddiviso, con un massimo di 54 versamenti e una cadenza di due mesi fra una rata e l’altra. Le quote avranno tutte lo stesso valore. Chi preferirà questa modalità potrà quindi distribuire la somma dovuta in pagamenti periodici, secondo la frequenza bimestrale prevista.

Resta disponibile il versamento integrale, per il quale la scadenza è fissata al 31 marzo del 2027. In questo caso il contribuente salderà l’intero ammontare attraverso un solo pagamento, anziché ripartirlo fra più appuntamenti. La scelta riguarda dunque il modo in cui corrispondere quanto verrà indicato dall’agenzia nella comunicazione degli importi.


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