#Finsubito news dalla rete – Ravvedimento operoso nei tributi locali: novità 2026


Dal 12 agosto 2026 il ravvedimento operoso nei tributi locali è ammesso anche dopo l’avvio di accessi, verifiche e altre attività di controllo. Schema di atto e PVC non impediscono la regolarizzazione, ma incidono sulla riduzione della sanzione; la notifica di un atto di liquidazione o accertamento resta invece preclusiva. Esaminiamo le novità del D.Lgs. n. 147/2026, il limite di 90 giorni per la dichiarazione IMU omessa e le nuove sanzioni per omissione e infedeltà dichiarativa.

ravvedimento operoso nei tributi localiIl ravvedimento operoso è ammesso anche dopo l’avvio di un controllo IMU o TARI?

Sì. Dal 12 agosto 2026 il ravvedimento operoso nei tributi locali è ammesso anche quando la violazione sia già stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche e altre attività di accertamento conosciute dal contribuente. La regolarizzazione è preclusa dalla notifica di un atto di liquidazione o di accertamento.

Un questionario del Comune impedisce il ravvedimento operoso nei tributi locali?

No. Questionari, richieste di documenti, inviti a fornire chiarimenti e comunicazioni preliminari non impediscono, di per sé, la regolarizzazione. Schema di atto e processo verbale di constatazione non la precludono, ma possono determinare una minore riduzione della sanzione.

Entro quando può essere ravveduta la dichiarazione IMU 2026 omessa?

La dichiarazione IMU relativa alle variazioni intervenute nel 2025, scaduta il 30 giugno 2026, può essere regolarizzata entro 90 giorni, ossia entro il 28 settembre 2026. Trascorso tale termine, il comma 2-ter dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997 esclude la riduzione della sanzione. Normattiva

Ravvedimento operoso nei tributi locali: la novità dal 12 agosto 2026

L’articolo 12 del D.Lgs n. 147/2026, entrato in vigore dal 12/8/2026, è intervenuto in materia di ravvedimento operoso, estendendo ai tributi locali (IMU e TARI tra tutte) le disposizioni dell’art. 13, comma 1-ter, D.Lgs. 472/1997, il quale prevede che il ravvedimento è ammesso anche laddove la violazione sia stata già constatata e comunque siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza, mentre invece viene escluso nel caso in cui sia intervenuta notifica di un atto di liquidazione o di accertamento. Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2026 ed è entrato in vigore il giorno successivo.

 

📌 IN 10 SECONDI

Dal 12 agosto 2026
Il ravvedimento esteso opera anche per i tributi regionali e locali.

Controllo già iniziato
Accessi, verifiche e richieste documentali non bloccano la regolarizzazione.

Schema di atto e PVC
Il ravvedimento resta possibile, ma cambia la riduzione della sanzione.

Atto notificato
L’atto di liquidazione o accertamento preclude il ravvedimento.

Dichiarazione IMU 2026
L’omissione può essere ravveduta entro il 28 settembre 2026.

Omessa dichiarazione
La sanzione è pari al 100% del tributo non versato, con minimo di 50 euro.

Dichiarazione infedele
La sanzione è pari al 40% e non opera lo sbarramento dei 90 giorni.

Controlli già avviati: quando il ravvedimento resta possibile

Elementi come questionari, richieste documentali, richieste di chiarimenti e inviti a comparire non impediscono quindi la regolarizzazione, nè incidono sulla misura della riduzione della sanzione.

Schema di atto e PVC: cambiano le riduzioni applicabili

Anche la comunicazione dello schema di atto e la constatazione della violazione mediante processo verbale non precludono il ravvedimento, ma incidono sulla misura della riduzione applicabile. Occorre pertanto individuare con precisione la fase raggiunta dal procedimento al momento della regolarizzazione.. Le lettere b-ter), b-quater) e b-quinquies) dell’art. 13, comma 1, prevedono infatti riduzioni specifiche in relazione alla fase procedimentale in cui interviene la regolarizzazione.

Tabella delle fasi del controllo

Fase del controllo Ravvedimento ammesso? Effetto
Questionario o richiesta documentale Sì Riduzioni ordinarie, se non ricorre una diversa fattispecie
Accesso, ispezione o verifica Sì La sola conoscenza del controllo non preclude il ravvedimento
Schema di atto comunicato Sì Riduzione meno favorevole prevista dalla specifica lettera
PVC notificato o consegnato Sì Riduzione collegata alla constatazione
Atto di liquidazione o accertamento notificato No Ravvedimento precluso per la violazione contestata

La nuova disciplina si applica anche alle violazioni pregresse?

Poiché la modifica incide sulle condizioni di accesso al ravvedimento e non introduce una nuova violazione, appare sostenibile la sua applicazione immediata anche alle violazioni commesse prima del 12 agosto 2026, purché non sia già stato notificato un atto di liquidazione o di accertamento. Si tratta, tuttavia, di una conclusione interpretativa che dovrà essere confrontata con le indicazioni applicative del MEF e degli enti impositori.

Dichiarazione IMU omessa: il limite dei 90 giorni

Per l’omessa dichiarazione IMU occorre distinguere le violazioni commesse fino al 31 agosto 2024 da quelle commesse dal 1° settembre 2024, data dalla quale trovano applicazione le modifiche apportate dal D.Lgs. n. 87/2024 alla disciplina del ravvedimento. Per le prime resta valido l’orientamento espresso dal MEF (in Telefisco 2024): non esistendo, per i tributi locali, una disposizione analoga all’art. 2, comma 7, DPR n. 322/1998, la dichiarazione omessa poteva essere ravveduta anche oltre 90 giorni, applicando le ulteriori riduzioni dell’art. 13 nella versione previgente.

Dichiarazione IMU 2026: ravvedimento entro il 28 settembre

Il comma 2-ter dell’art. 13, D. Lgs 472/1997 stabilisce che la riduzione è comunque esclusa se la dichiarazione è presentata con ritardo superiore a 90 giorni. In altre parole, per la dichiarazione IMU relativa alle variazioni intervenute nel 2025, il termine ordinario è scaduto il 30 giugno 2026. Il novantesimo giorno cade il 28 settembre 2026, che rappresenta pertanto l’ultimo giorno utile per perfezionare il ravvedimento dell’omessa dichiarazione.

Omessa indicazione di un immobile e dichiarazione infedele

Ricordiamo, al riguardo, che la Cassazione, con pronunce n. 17298/2021 e n. 32366/2025, ha affermato che l’omessa indicazione anche di un solo cespite immobiliare soggetto ad autonoma imposizione integra l’omessa dichiarazione del cespite, non già la dichiarazione IMU infedele.

Le nuove sanzioni per omessa e infedele dichiarazione

Per l’infedele dichiarazione non opera il limite dei 90 giorni, previsto specificamente per l’omessa dichiarazione.
Dal 12 agosto 2026 l’articolo 1, comma 775, della legge n. 160/2019 prevede una sanzione amministrativa pari al 40% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
Per l’omessa dichiarazione la sanzione è pari al 100% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro.
Per le violazioni anteriori deve essere verificata l’applicazione del principio del favor rei, purché il provvedimento sanzionatorio non sia divenuto definitivo.

Omesso versamento IMU: che cosa resta invariato

La riforma non modifica in modo significativo la fattispecie dell’omesso o insufficiente versamento. Essa ricorre sia quando l’IMU correttamente dichiarata non viene versata, in tutto o in parte, sia quando il contribuente non tenuto a presentare la dichiarazione versa un importo inferiore a quello dovuto. Diverso è il caso in cui l’insufficiente versamento derivi da dati omessi o inesatti contenuti in una dichiarazione obbligatoria: in tale ipotesi occorre valutare anche la distinta violazione dichiarativa.

In conclusione

La novità amplia sensibilmente lo spazio per la regolarizzazione spontanea dei tributi locali, ma impone di distinguere con precisione tra omessa dichiarazione, dichiarazione infedele e omesso versamento: fattispecie diverse, con termini, sanzioni e possibilità di ravvedimento non sovrapponibili.

 

Danilo Sciuto

Lunedì 28 settembre 2026

Potrebbe interessarti consultare la sezione integrale dedicata all’IMU

 

📌 BOX OPERATIVO — Come verificare se il ravvedimento è ancora possibile

Prima di procedere al ravvedimento di IMU, TARI o di un altro tributo locale occorre verificare:

  • quale violazione è stata commessa;
  • la data in cui la violazione si è perfezionata;
  • se è previsto un obbligo dichiarativo;
  • se sono già iniziati controlli o richieste documentali;
  • se è stato comunicato uno schema di atto;
  • se è stato consegnato un PVC;
  • se è già stato notificato un atto di liquidazione o accertamento;
  • quale riduzione della sanzione è applicabile;
  • se il regolamento comunale contiene ulteriori disposizioni favorevoli.

La notifica dell’atto impositivo costituisce lo sbarramento decisivo. Le attività istruttorie precedenti, invece, non escludono automaticamente la regolarizzazione.

🔎 FOCUS TECNICO — Omessa dichiarazione, dichiarazione infedele e omesso versamento

Le tre violazioni non devono essere confuse:

Violazione Fattispecie Ravvedimento
Omessa dichiarazione Dichiarazione obbligatoria non presentata Ammesso soltanto entro 90 giorni per le dichiarazioni interessate dal comma 2-ter
Dichiarazione infedele Dichiarazione presentata con dati incompleti o inesatti Non opera lo sbarramento dei 90 giorni previsto per l’omissione
Omesso versamento Tributo dovuto non versato o versato parzialmente Ravvedibile fino alla notifica dell’atto, con la riduzione applicabile

L’omessa indicazione di un singolo immobile autonomamente imponibile può integrare, secondo la Cassazione, un’omessa dichiarazione riferita a quel cespite e non una semplice infedeltà dichiarativa.

✅ CONCLUSIONI OPERATIVE per il ravvedimento operoso nei tributi locali

Dal 12 agosto 2026 il contribuente può regolarizzare le violazioni relative ai tributi locali anche dopo l’avvio dell’attività di controllo. Per il professionista diventa essenziale acquisire e datare tutta la documentazione ricevuta dal Comune, perché la fase del procedimento determina sia la possibilità di ravvedersi sia la riduzione applicabile.

Particolare attenzione deve essere riservata alle dichiarazioni IMU omesse: per quelle soggette alla nuova disciplina, il decorso di 90 giorni impedisce la riduzione della sanzione. Per la dichiarazione scaduta il 30 giugno 2026, il termine è il 28 settembre 2026.

❓ FAQ ravvedimento operoso nei tributi locali

Un questionario inviato dal Comune impedisce il ravvedimento?
No. La richiesta di dati o documenti non costituisce, da sola, una causa di preclusione.

Il ravvedimento è possibile dopo un accesso o una verifica?
Sì. La nuova disciplina estende ai tributi locali la possibilità di regolarizzarsi anche dopo l’avvio del controllo.

Il PVC impedisce il ravvedimento?
No, ma determina l’applicazione della riduzione prevista per la fase procedimentale raggiunta.

Quando il ravvedimento non è più possibile?
Quando è stato notificato un atto di liquidazione o di accertamento relativo alla violazione da regolarizzare.

La dichiarazione IMU omessa può essere presentata dopo 90 giorni?
Può essere materialmente presentata, ma, per le violazioni soggette al comma 2-ter, non beneficia della riduzione sanzionatoria prevista dal ravvedimento.

Il limite dei 90 giorni vale anche per la dichiarazione infedele?
No. Il limite riguarda la presentazione tardiva della dichiarazione omessa.

Quali sono le nuove sanzioni dichiarative IMU?
Dal 12 agosto 2026 la sanzione è pari al 100% del tributo non versato per l’omessa dichiarazione e al 40% per la dichiarazione infedele, con un minimo di 50 euro.

Check list operativa ravvedimento operoso nei tributi locali

Identificare il tributo locale interessato.

Individuare la violazione commessa.

Distinguere omissione dichiarativa, infedeltà e omesso versamento.

Verificare la data della violazione.

Controllare se opera il limite dei 90 giorni.

Acquisire questionari e richieste ricevute dal Comune.

Verificare l’eventuale comunicazione dello schema di atto.

Controllare se sia stato consegnato un PVC.

Escludere la notifica di un atto di liquidazione o accertamento.

Determinare la sanzione base vigente.

Valutare l’eventuale applicazione del favor rei.

Individuare la corretta riduzione da ravvedimento.

Calcolare gli interessi.

Consultare il regolamento dell’ente locale.

Conservare il prospetto di calcolo e la documentazione dei pagamenti.

 

Le regole sul ravvedimento dei tributi locali richiedono un controllo puntuale della violazione e della fase raggiunta dall’accertamento. Abbonati a Commercialista Telematico per accedere agli approfondimenti operativi, alle scadenze e agli strumenti di lavoro dedicati a IMU, TARI e fiscalità locale.


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