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📋 Punti Chiave Il SIAM analizza il “Bonus Giorgetti” per il Comparto Difesa e Sicurezza: la possibilità di rinunciare alla quota contributiva a proprio carico per incassare circa 350–400 € netti in più al mese in busta paga. Un’opportunità economica immediata che richiede però un’attenta valutazione dell’impatto sulla pensione futura, sul moltiplicatore e sull’ausiliaria. Prima di decidere, il SIAM mette a disposizione un servizio gratuito di assistenza previdenziale e calcolo pensionistico personalizzato. |
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Il SIAM approfondisce gli effetti dell’incentivo sul personale militare. Sotto la lente moltiplicatore, ausiliaria e durata del beneficio.
Il cosiddetto “Bonus Giorgetti”, l’incentivo destinato a chi ha maturato i requisiti per la pensione anticipata ma sceglie volontariamente di proseguire l’attività lavorativa, entra concretamente nel dibattito anche per il personale del Comparto Sicurezza e Difesa.
Il 23 settembre 2026, presso il Centro Unico Stipendiale Interforze, si è svolta una specifica riunione informativa con le Amministrazioni del Comparto e gli organismi competenti in materia previdenziale, finalizzata proprio ad approfondire l’applicazione dell’incentivo.
La misura riguarda i lavoratori che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza uno specifico requisito anagrafico.
Come funziona il Bonus Giorgetti?
Il meccanismo, almeno in linea generale, è relativamente semplice.
Il lavoratore che possiede i requisiti e sceglie di rimanere in servizio può rinunciare all’accredito della quota di contribuzione previdenziale posta a proprio carico.
Quella somma, anziché essere versata all’INPS, viene corrisposta direttamente in busta paga.
È importante chiarire che non viene azzerata la contribuzione pensionistica: la quota a carico del datore di lavoro continua infatti a essere regolarmente versata e ad alimentare la posizione previdenziale.
A non essere più accreditata, durante il periodo di fruizione dell’incentivo, è la quota contributiva a carico del lavoratore.
C’è poi un elemento che rende il beneficio particolarmente interessante: le somme corrisposte in busta paga non sono soggette a IRPEF né alle addizionali regionali e comunali.
Sulla base delle prime simulazioni che stiamo effettuando, per un Luogotenente o Primo Luogotenente il beneficio potrebbe tradursi indicativamente in circa 350-400 euro netti mensili in più in busta paga.
Una cifra certamente significativa. Ma attenzione: non si tratta di un aumento dello stipendio.
Quelle somme derivano dalla scelta di non accreditare una parte della contribuzione previdenziale.
Ed è proprio per questo che, secondo noi, sarebbe sbagliato valutare l’opportunità guardando soltanto al cedolino del mese successivo.
Più soldi oggi. Ma cosa succede domani?
È questa la vera questione sulla quale il SIAM sta concentrando i propri approfondimenti.
Quanto incassiamo in più durante gli anni di fruizione del bonus e quale effetto può produrre quella scelta sulla futura pensione?
La risposta non può essere uguale per tutti.
Un collega che usufruisse dell’incentivo per pochi mesi si troverebbe in una situazione profondamente diversa rispetto a chi, maturando precocemente il requisito contributivo, potesse beneficiarne per due, tre o persino quattro anni.
La durata di fruizione dell’incentivo diventa quindi una delle variabili fondamentali per determinarne la reale convenienza.
Il documento di approfondimento sulla circolare INPS n. 42/2026 evidenzia come l’effetto sulla pensione futura dipenda dal sistema di calcolo applicabile e come la rinuncia alla contribuzione assuma particolare rilevanza sulla componente contributiva.
Per il personale militare, tuttavia, il ragionamento deve andare ancora oltre.
Il nodo del moltiplicatore e dell’ausiliaria
Il nostro sistema previdenziale presenta infatti istituti peculiari che rendono necessaria una valutazione specifica.
Uno dei principali interrogativi riguarda il moltiplicatore.
Se negli ultimi anni di servizio il militare usufruisce del Bonus Giorgetti e successivamente cessa dal servizio accedendo alla riserva con il beneficio del moltiplicatore, occorre comprendere esattamente quale effetto possa avere la minore contribuzione sulla componente contributiva interessata dal beneficio.
Analogamente dovrà essere approfondito cosa accada nel caso in cui il militare scelga l’ausiliaria, considerato il particolare regime previdenziale e contributivo che caratterizza tale posizione.
Su questi aspetti non riteniamo corretto anticipare conclusioni finché non saranno disponibili elementi applicativi sufficientemente chiari.
Ed è proprio questo il valore dell’approfondimento che stiamo portando avanti: non stabilire se il Bonus Giorgetti sia conveniente “in assoluto”, ma comprendere quando, per quanto tempo e per quale posizione previdenziale possa esserlo.
Una scelta volontaria e revocabile
Va inoltre ricordato che l’accesso all’incentivo è volontario: il possesso dei requisiti non determina automaticamente l’applicazione del beneficio. È il lavoratore a scegliere se avvalersene.
Un ulteriore elemento importante è rappresentato dalla possibilità di revocare la scelta. In caso di revoca, dal primo mese di paga successivo viene ripristinato il regime ordinario e torna quindi a essere versata anche la contribuzione precedentemente destinata al lavoratore.
Prima di scegliere, facciamo i conti
Il Bonus Giorgetti può rappresentare un’opportunità economicamente interessante per una parte del personale ma 350 o 400 euro netti al mese in più non possono essere l’unico parametro sul quale decidere.
Dobbiamo mettere sul tavolo tutti gli elementi: età, anzianità contributiva, durata di fruizione del beneficio, maggiore importo complessivamente percepito in busta paga, eventuale effetto sulla pensione e successiva scelta tra ausiliaria e riserva con moltiplicatore.
Per questo il SIAM sta approfondendo la materia con l’obiettivo di arrivare a simulazioni concrete e confronti di convenienza, perché situazioni apparentemente simili possono produrre risultati economici molto differenti.
Il documento di approfondimento sulla circolare INPS richiama, del resto, proprio la necessità di mettere a confronto il beneficio economico immediato con le possibili conseguenze sulla pensione futura, evidenziando l’importanza di una scelta pienamente informata e consapevole.
La domanda, quindi, non deve essere soltanto: “Quanto prenderò in più il mese prossimo?”
La domanda che dobbiamo porci è un’altra:
“Alla fine, facendo tutti i conti, quanto avrò guadagnato con il Bonus Giorgetti e quale sarà stato l’effetto sulla mia pensione?”.
È su questa risposta che stiamo lavorando. Perché quando si parla degli ultimi anni di servizio e della pensione che accompagnerà un collega per il resto della vita, la convenienza va misurata fino all’ultimo euro.
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Incassare 350 o 400 euro netti al mese in più oggi è un’opportunità allettante, ma la vera domanda è: quanto inciderà sulla pensione che ti accompagnerà per il resto della vita?
Poiché l’impatto economico varia profondamente in base agli anni di fruizione del bonus, alla posizione di cassa e alla scelta tra riserva con moltiplicatore ed ausiliaria, il SIAM mette a disposizione di tutti i colleghi iscritti il servizio gratuito di “Assistenza Previdenziale e Calcolo Pensionistico”.
I nostri esperti elaboreranno per te una simulazione personalizzata, attagliata perfettamente sui tuoi specifici parametri anagrafici e contributivi individuali, per farti scoprire fino all’ultimo euro la reale convenienza della scelta prima di firmare.
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