#Finsubito news dalla rete – Eima 2026, strategica per il business e il confronto nella meccanica agricola – Agrimeccanica


Eima International, la cui prossima edizione si terrà a Bologna dal 10 al 14 novembre 2026, si è progressivamente affermata nel settore della meccanica agricola fino a divenire una manifestazione di riferimento a livello mondiale per il comparto.

 

Il successo della Rassegna biennale è dovuto alla capacità di mettere a sistema le competenze delle imprese, delle istituzioni e delle agenzie ICE, SACE e SIMEST, che valorizzano le soluzioni Made in Italy sui mercati globali.

 

Punto di incontro per la meccanizzazione globale

L’edizione 2026 di Eima – presentata da FederUnacoma lo scorso 17 settembre presso la sede dell’Agenzia ICE a Roma – è un’occasione per incentivare il business internazionale della meccanica agricola, come pure per stimolare il confronto tra imprese e istituzioni sui trend di mercato e sulle strategie per l’innovazione in agricoltura.

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“In questa prospettiva, la partnership tra la nostra Federazione e l’Agenzia ICE contribuisce in modo decisivo a rendere Eima International un evento globale e utile per tutti gli operatori del settore – afferma Mariateresa Maschio, presidente di FederUnacoma. La funzione propulsiva della Kermesse risulta particolarmente importante nell’attuale congiuntura, caratterizzata dalla frammentazione dei mercati, dalla crisi dei redditi agricoli e dall’interruzione delle catene di fornitura”.

 

Sebbene oggi i mercati frammentati e disomogenei portino i costruttori a operare in modo selettivo nei Paesi, Eima – sostiene Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma – “ha da sempre la capacità di far convergere da ogni regione del mondo le componenti delle filiere agroindustriali per favorire l’incontro fra domanda e offerta di tecnologie. Per agevolare ulteriormente tale ‘matching’, la Fiera aumenta la sua dimensione internazionale e potenzia il sistema di servizi orientati al business per gli operatori esteri“.

 

Eima International, promotrice degli scambi internazionali

I numeri della manifestazione esprimono bene il suo carattere sempre più internazionale: all’edizione 2026 parteciperanno 650 espositori esteri (su un totale di 1.800) provenienti da 45 Paesi e sono attesi più visitatori stranieri di quelli dell’edizione 2024, che si è chiusa con 63mila presenze estere su un totale di 350mila.

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Sono in crescita anche le delegazioni ufficiali estere organizzate da ICE e FederUnacoma che quest’anno comprendono 830 operatori economici da 120 Paesi (contro le 450 da 85 Paesi nel 2024). Per tali player specializzati, FederUnacoma ha organizzato un fitto programma di incontri business to business con i costruttori che si svolgeranno in un padiglione realizzato ad hoc, con servizi di interpretariato e di assistenza.

 

In parallelo al progetto ICE, la Federazione ha predisposto il sistema di accoglienza “Special Guest” per i circa mille operatori economici di settore non inseriti nelle delegazioni ufficiali.

 

Edizione 2026: spazio al confronto e all’attualità

Secondo Simona Rapastella, “Eima 2026 promuove un modo ‘sartoriale’ di gestire il business, ma guarda anche al contesto macro-economico e a quello politico per mettere a fuoco le variabili che possono influenzare la meccanica agricola e monitorare lo sviluppo di strategie di settore nelle diverse aree del mondo e di strumenti finanziari che possono sostenere gli investimenti nei prossimi anni“.

 

In quest’ottica, il salone Eima Extend ospiterà le istituzioni pubbliche, le associazioni professionali, i soggetti che compongono le filiere agro-alimentari e agroindustriali con l’obiettivo di favorire il dialogo tra diversi stakeholder. 

 

Anche il programma di convegni dimostra l’attenzione di Eima allo scenario globale, caratterizzato dalla crisi climatica, da nuovi accordi di libero scambio e da nuove politiche. Tra i diversi appuntamenti in calendario, si segnalano:

  • “Siccità nell’agricoltura africana, costi economici e sociali”, promosso da FederUnacoma e Internationalia;
  • “Europa-India: i mercati dell’agromeccanica nell’area di libero scambio”, organizzato da FederUnacoma, Ficci, ICE e Ministero degli esteri – Maeci;
  • “America Latina: la mappa dei commerci nell’accordo Europa-Mercosur”, promosso da FederUnacoma;
  • “Agricoltura e agromeccanica: l’agenda di Bruxelles. I temi chiave delle Commissioni. Aspetti tecnici e politici”, promosso da FederUnacoma e animato dalla delegazione di europarlamentari presenti in fiera;
  • Presentazione di una indagine su opportunità e criticità nell’uso di mezzi meccanici da parte delle agricoltrici, realizzata con le rappresentanze femminili delle organizzazioni professionali agricole.

Avrà un respiro internazionale anche il 35esimo meeting del Club of Bologna dal titolo “Agricultural Technologies for Emerging Countries”, che prevede tre sessioni dedicate rispettivamente alla meccanizzazione in Africa, alle tecnologie per l’agricoltura conservativa e ai sistemi per la gestione ottimizzata delle risorse idriche.

 

Meccanica agricola strategica per l’Italia

Il valore di Eima 2026 è ampiamente riconosciuto anche dall’Agenzia ICE e dal Maeci che hanno supportato la promozione della Rassegna. “Il governo italiano ha incrementato le risorse per le attività di promozione del Made in Italy sui mercati esteri – afferma Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE. Ciò permetterà all’ICE di rafforzare le iniziative di internazionalizzazione nel contesto della kermesse, a partire dall’incoming delle delegazioni estere”.

 

“La meccanica agricola è un settore chiave dell’industria italiana e il Ministero sta collaborando con tutte le istituzioni e le agenzie del sistema-Italia per promuovere Eima” aggiunge Mauro Battocchi, direttore generale crescita e promozione delle esportazioni del Ministero degli esteri.

 

“Le aziende italiane del settore agromeccanico devono consolidarsi nei mercati tradizionali e, al contempo, esplorare le opportunità offerte dai Paesi emergenti, anticipando possibili concorrenti. Perciò è necessaria una strategia di ampio respiro che utilizzi gli strumenti per la valorizzazione delle eccellenze italiane“ conclude Battocchi.


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