#Finsubito news dalla rete – Marche per le imprese over 36 (2026): 20.000€ ai disoccupati


Prima si invia la domanda, poi si apre la partita IVA. Chi fa il contrario per portarsi avanti resta fuori da «Marche per le imprese», l’avviso della Regione Marche che finanzia con 20.000 euro, in ordine di graduatoria, chi ha tra 36 e 65 anni, risiede nelle Marche, è disoccupato da almeno 180 giorni e vuole aprire un’impresa, uno studio professionale o un’attività da libero professionista. Fuori anche chi ha già una partita IVA o un’impresa iscritta in Camera di commercio, pur inattiva.

La cifra è fissa: una somma forfettaria che non rimborsa spese. La prima finestra su SIFORM2 va dal 16 settembre al 16 ottobre 2026 con 3.500.000 euro, pari a 175 contributi. Non vince chi arriva prima: decide una graduatoria con soglia a 60 punti su 100, e le nostre simulazioni mostrano che a chi è disoccupato da sei a nove mesi, senza maggiorazioni, serve un progetto giudicato ottimo: con una srl o da professionista non basta nemmeno quello.

In sintesi: Marche per le imprese over 36

  • Cos’è: fondo perduto del PR Marche FSE+ 2021/2027, 20.000 euro forfettari in un’unica soluzione, per creare un’impresa, uno studio o un’attività professionale.
  • Per chi: disoccupati da almeno 180 giorni con Patto di servizio, residenti nelle Marche, da 36 anni compiuti a 65 anni e 364 giorni.
  • Da non sbagliare: partita IVA e iscrizione in Camera di commercio solo dopo l’invio.
  • Quando: dal 16 settembre al 16 ottobre 2026; seconda finestra dal 1° al 30 settembre 2027.
  • Come: SIFORM2, codice CREAZ _2026_OVER, bollo da 16 euro. Graduatoria di merito: l’ordine di invio non conta.

20.000€Contributo fisso per nuova attività

175Contributi coperti dalla prima finestra

60/100Soglia per essere finanziabili

Voce Cosa prevede l’avviso Dove
Atto Decreto n. 247/PSL del 02/09/2026 (BURM n. 82 del 10/09/2026); le linee guida sono nella DGR n. 933 del 20/07/2026 Dispositivo
Programma PR Marche FSE+ 2021/2027, Asse 1 Occupazione, OS 4.a (8), campo di intervento 137 Art. 2
Contributo 20.000 euro, somma forfettaria (art. 53, par. 1, lett. c, Reg. UE 2021/1060) pagata in un’unica soluzione Art. 3 e 13
Regime di aiuto De minimis, Reg. UE 2023/2831 Art. 12
Dotazione 6.905.000 euro: 3.500.000 nella prima finestra, 3.405.000 nella seconda Art. 3 e 7
Finestre Dal 16/09/2026 al 16/10/2026 e dal 01/09/2027 al 30/09/2027, senza orari indicati Art. 7
Selezione Graduatoria per finestra entro 90 giorni dalla chiusura; soglia 60/100 e almeno 6 punti sull’affidabilità Art. 7 e 9

Da non confondere: Start&Innova Giovani

Sotto i 36 anni, disoccupati, con laurea o diploma ITS Academy e una start-up innovativa, l’avviso regionale giusto è un altro, da 40.000 euro: lo trovi nella nostra guida a Start&Innova Giovani Marche 2026.

Marche per le imprese over 36

Dai 36 ai 65 anni, disoccupati da almeno 180 giorni: 20.000 euro fissi, senza requisiti di titolo di studio né di innovazione, salvo l’iscrizione all’albo per le professioni che la prevedono.

Attenzione se hai già avuto Start&Innova o un altro contributo per creare impresa: questo avviso esclude chi ne ha avuto uno negli ultimi cinque anni, regionale, nazionale o europeo, e la società in cui entra come socio. L’avviso non nomina Start&Innova, che però finanzia la creazione di imprese innovative: se ne hai beneficiato, anche da socio, chiedi conferma scritta alla Regione prima di inviare.

Una somma fissa, non un rimborso di spese

L’atto da citare è il decreto n. 247/PSL del 2 settembre 2026, che approva l’avviso; la DGR n. 933 del 20 luglio 2026 aveva approvato solo le linee guida dell’intervento. I 20.000 euro sono una «somma forfettaria» ai sensi dell’art. 53, paragrafo 1, lettera c), del Regolamento UE 2021/1060, con l’importo fissato dal decreto regionale n. 72/2022. Quindi niente elenco di spese ammissibili e nessuna spesa da rendicontare: fatture e altri documenti fiscali servono solo, a fine progetto, a corredo della relazione B8. Il contributo si chiede entro quattro mesi dal decreto di impegno, a progetto in corso, e a fine progetto si chiude «a saldo zero», dimostrando che l’attività esiste e lavora.

Il progetto d’impresa B3 chiede comunque un piano degli investimenti e delle spese di gestione dei primi 12 mesi, ma serve alla commissione per giudicare l’affidabilità: gonfiarlo non alza l’importo. La domanda la firma la persona disoccupata, il contributo lo incassa la nuova impresa, lo studio o il professionista. I conti sulla dotazione sono nostri: 3.500.000 diviso 20.000 fa 175 contributi nella prima finestra, la seconda ne finanzia 170 pieni.

Si incassa meno solo per ragioni estranee alla spesa: capienza de minimis insufficiente alla concessione, decurtazione del 3% (600 euro) per i loghi non esposti, del 30% (6.000 euro) se non informi la Regione di procedure amministrative o giudiziarie sul progetto e l’omissione ha inciso sulle verifiche o sulla corretta gestione del contributo, oppure la revoca.

I requisiti di chi presenta la domanda

Si guardano tutti al giorno dell’invio (art. 4), salvo l’eccezione per gli iscritti all’AIRE, e li deve avere la persona, non l’impresa, che ancora non esiste.

  • Disoccupazione da almeno 180 giorni ai sensi del D.Lgs. 150/2015, con il Patto di servizio firmato con uno dei Centri per l’impiego competenti. La sola DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, non basta. I giorni li certifica il CPI: se hai dubbi, chiedi prima di inviare, perché in graduatoria gli stessi giorni valgono fino a 30 punti.
  • Età: 36 anni compiuti e 66 non ancora compiuti alla data della domanda. Chi compie 36 anni il 10 ottobre 2026 può inviare dal 10 al 16 ottobre, non prima.
  • Residenza nelle Marche corrispondente alla dimora abituale: quella fittizia è esclusa. Gli iscritti all’AIRE partecipano: disoccupazione e residenza nelle Marche devono averle alla costituzione dell’impresa, e intanto sono valutati con riserva.
  • Nessun contributo pubblico per creare impresa nei cinque anni precedenti, regionale, nazionale o europeo, qualunque fosse il settore.
  • Nessuna causa di esclusione dell’art. 9, lettere a) e b), del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025): cause ostative antimafia, sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001 o altre sanzioni che comportano il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione. L’art. 6 aggiunge la lettera c), le condanne per reati ostativi negli appalti.

L’attività da aprire: prima la domanda, poi la partita IVA

Per l’avviso l’impresa nasce quando riceve la partita IVA, e deve riceverla dopo l’invio (art. 5). Chi è ammesso ha poi 60 giorni dal decreto di ammissione (la graduatoria) per costituirla.

Attenzione alla partita IVA aperta in anticipo. Un’impresa iscritta in Camera di commercio prima dell’invio è esclusa anche se inattiva (art. 6); le FAQ regionali escludono allo stesso modo chi ha già una partita IVA. Dopo l’invio puoi aprirla, ma prima dell’esito lo fai a tuo rischio. Con 60 giorni di tempo dopo l’ammissione, noi aspetteremmo la graduatoria.

Possono incassare micro, piccole e medie imprese iscritte in Camera di commercio, dalla ditta individuale alla società di capitali, studi professionali singoli o associati e liberi professionisti, anche in gestione separata INPS. Nelle società il richiedente è amministratore e, con soli soci persone fisiche, ha almeno il 50% del capitale; negli studi associati, fatti solo di persone fisiche, almeno il 50% della partecipazione. Dopo la domanda non si aggiungono soci. Il posto di lavoro creato è almeno quello del richiedente: iscritto all’INPS o alla cassa oppure, in società, assunto a tempo pieno e indeterminato.

La sede operativa deve stare nelle Marche dall’erogazione in poi, ma per le FAQ non deve per forza trovarsi nel Comune di residenza; la sede legale può essere anche fuori regione.

L’art. 6 guarda poi al passato di tutta la compagine: è esclusa l’impresa, lo studio o la cooperativa in cui anche una sola persona, nei tre anni precedenti, ha esercitato attività d’impresa o professionale nello stesso settore, cioè con le prime quattro cifre del codice ATECO identiche. Restano fuori anche i settori esclusi dal de minimis, come la produzione agricola primaria e quella di pesca e acquacoltura, e le attività diverse da quella del progetto.

Tre profili di esempio, costruiti da noi:

Profilo Situazione alla domanda Esito Perché
47 anni Disoccupata da 14 mesi con Patto di servizio; per anni dipendente di un’impresa di pulizie, vuole aprire la sua ditta individuale nello stesso settore Ammessa alla valutazione L’esperienza da dipendente nello stesso codice ATECO non esclude (FAQ); la partita IVA la apre dopo l’invio
41 anni Disoccupato da 10 mesi; a luglio ha aperto la partita IVA della nuova attività per farsi trovare pronto, senza mai usarla Escluso La partita IVA va attribuita dopo l’invio (art. 5) e le FAQ escludono chi ne ha una anteriore all’invio, senza distinguere se sia stata usata
58 anni Disoccupato da due anni; nel 2024 ha chiuso la sua ditta di impianti elettrici e vuole riaprirne una con le stesse prime quattro cifre ATECO Escluso Attività d’impresa nello stesso settore nei tre anni precedenti (art. 6, n. 2). In un altro settore, a parità del resto, rientrerebbe

La graduatoria: soglia 60 e sei indicatori

Nessun click day e nessuna corsa a chi invia per primo: per ogni finestra c’è una graduatoria di merito, approvata entro 90 giorni dalla chiusura salvo aggravio motivato. È finanziabile chi arriva ad almeno 60/100 con almeno 6 punti sull’affidabilità (con zero si resta fuori dalla graduatoria), e si scorre fino a esaurire la dotazione. A parità passa chi ha più punti di efficacia potenziale (COP, SOG, LOC e TIP), poi il richiedente più anziano.

Indicatore Peso Punteggi già ponderati
Affidabilità del progetto (AFF) 30 Ottima 30, molto buona 24, buona 18, discreta 12, sufficiente 6, non sufficiente 0
Impresa proponente (IMP) 10 Ditta individuale, cooperativa e società di persone iscritte in Camera di commercio 10; professionisti iscritti ad albi e casse 6,67; professionisti in gestione separata e società di capitali 3,33
Condizione occupazionale (COP) 30 Disoccupati da oltre 720 giorni 30; da 361 a 720 giorni 22,50; da 271 a 360 giorni 15; da 180 a 270 giorni e iscritti AIRE 7,50
Tipo di soggetti (SOG) 10 Misura FSE regionale 2014/2020 o 2021/2027 svolta e conclusa (borse lavoro, di ricerca, tematiche Botteghe Scuola, corsi di formazione) 10; gli altri 5. I corsi GOL non contano
Localizzazione (LOC) 10 Sede operativa «in uno dei Comuni di cui ai borghi storici» 10 (vedi sotto); negli altri Comuni delle Marche 5
Tipologia di destinatari (TIP) 10 Donne, iscritti al CPI ai sensi della legge 68/1999, ultracinquantenni, iscritti AIRE 10, senza cumulo; gli altri 5

Tre simulazioni: quanto deve valere il progetto

Abbiamo applicato la griglia dell’art. 9 a tre casi tipo: la terza colonna dice quale giudizio sull’affidabilità porta il totale almeno a 60.

Caso Punti senza l’affidabilità Giudizio minimo sull’affidabilità Totale
A. Uomo sotto i 50 anni, disoccupato da 7 mesi, ditta individuale, nessuna misura FSE, sede fuori dai borghi 32,50 (IMP 10, COP 7,50, SOG 5, LOC 5, TIP 5) Ottima, 30 punti. Con «molto buona» si ferma a 56,50 e non è finanziabile 62,50
B. Donna o ultracinquantenne, disoccupata da oltre 24 mesi, ditta individuale, corso FSE regionale concluso, sede in un borgo storico 70 (10, 30, 10, 10, 10) Sufficiente, 6 punti 76
C. Srl di un uomo sotto i 50 anni, disoccupato da oltre 24 mesi, senza misure FSE, sede fuori dai borghi 48,33 (3,33, 30, 5, 5, 5) Discreta, 12 punti 60,33

Il caso A è quello che la griglia tratta peggio: senza maggiorazioni e con meno di nove mesi di disoccupazione serve il giudizio più alto, e se la stessa persona apre una srl o lavora da professionista non basta nemmeno quello. Con 30 punti sull’affidabilità la srl e il professionista in gestione separata si fermano a 55,83, il professionista iscritto a un albo a 59,17. Chi è senza lavoro da oltre due anni e ha gli altri punti, come nel caso B, parte da 70. La forma giuridica vale 6,67 punti tra ditta individuale e srl: se non è già decisa da ragioni fiscali o di responsabilità, mettila nel conto. E con 175 contributi 60 punti non garantiscono nulla, perché contano le posizioni e quante domande arriveranno non si sa prima della graduatoria.

Borghi storici: il punto che l’avviso lascia aperto

I 10 punti di localizzazione vanno alla sede «in uno dei Comuni di cui ai borghi storici»: per la prima finestra i 413 borghi del decreto del dirigente del Settore Turismo n. 219 del 17 giugno 2026. I moduli B1, B3 e B8 però chiedono la denominazione del borgo, e un Comune può contenerne diversi: ad Ancona sono dieci. Finché la Regione non chiarisce, contiamo i 10 punti solo con la sede dentro un borgo dell’elenco; nel Comune ma fuori dal borgo, prima di inviare chiederemmo una conferma scritta alla Regione. Per la seconda finestra varrà l’elenco in vigore all’apertura.

La domanda su SIFORM2

  1. Accesso con SPID o CNS; il PIN Cohesion solo se lo hai già, perché non se ne rilasciano di nuovi.
  2. Codice avviso «CREAZ _2026_OVER», con uno spazio dopo CREAZ.
  3. B1 e B2, domanda e scheda anagrafica, si compilano online e risultano firmati con l’invio.
  4. B3, B4 e B5, progetto d’impresa e dichiarazioni di richiedente e soci, si stampano, si firmano e si caricano in PDF o ZIP, con i curriculum firmati di tutti i soggetti coinvolti, i documenti d’identità e il B6 sul conflitto di interessi.
  5. Bollo da 16 euro: in piattaforma si inserisce il codice della marca, che va annullata e conservata.

Una domanda inviata non si corregge. Per rimediare a un errore se ne invia una nuova, che sostituisce la precedente: la Regione istruisce l’ultima. E si beneficia una sola volta, anche come socio di un’altra società richiedente.

Consiglio operativo. Né l’avviso né le FAQ indicano un orario di chiusura: il 16 ottobre non sai fino a che ora si potrà inviare. Aspettare non dà punti, mentre qualche giorno di margine ti lascia il tempo di reinviare se trovi un errore. Per i problemi tecnici c’è l’help desk SIFORM2, [email protected].

Sono inammissibili le domande fuori termine, inviate per altre vie, incomplete, senza i requisiti dell’art. 4 o con forme diverse da quelle dell’art. 5. Martedì 29 settembre 2026, dalle 11 alle 12, la Regione terrà un webinar informativo: iscrizione e video tutorial sono sulla pagina regionale dell’avviso.

Dopo la graduatoria: quando si incassa e cosa resta da rispettare

Il calendario regionale della prima finestra chiama «data indicativa» le scadenze dopo la chiusura; i termini tra un passaggio e l’altro li fissa l’avviso. Nei tempi della Regione per graduatoria e liquidazione non si contano agosto e il periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio (art. 20): l’avviso non prevede la stessa pausa per le scadenze a carico del beneficiario, quindi non contarci.

Passaggio Termine dell’avviso Data indicativa
Graduatoria, cioè decreto di ammissione Entro 90 giorni dalla chiusura 15/01/2027
Accettazione, poi costituzione con partita IVA, visura e B7 15 giorni per accettare, 60 per costituire, dal decreto di ammissione 16/03/2027
Decreto di impegno: concessione e avvio del progetto Dopo le verifiche e il controllo sul Registro nazionale degli aiuti 15/05/2027
Richiesta dei 20.000 euro Entro 4 mesi dal decreto di impegno, proroga fino a 30 giorni 15/09/2027
Liquidazione Di norma entro 60 giorni dalla richiesta completa Entro il 31/12/2027
Fine del progetto 12 mesi dal decreto di impegno, proroga fino a 30 giorni 15/05/2028
Documentazione finale a saldo zero Entro 60 giorni dalla fine del progetto 15/07/2028

Accettare e costituire entro 60 giorni

Dal decreto di ammissione ci sono 15 giorni per la lettera di accettazione e 60 per caricare la dichiarazione di avvenuta costituzione con la visura, dove prevista, il certificato di partita IVA e la dichiarazione de minimis B7, più il B7 bis, da far compilare a ogni impresa controllante o controllata, se ce ne sono; le integrazioni entro 20 giorni perentori. Chi non invia rinuncia e decade: il modo più banale di perdere un contributo già vinto.

Per incassare servono attività avviata e cinque documenti

Entro quattro mesi dal decreto di impegno si chiedono i 20.000 euro, con la richiesta firmata dal legale rappresentante e questi documenti:

  • dichiarazione che l’attività è avviata e attiva;
  • SCIA con la ricevuta del SUAP, o dichiarazione che non è dovuta;
  • contratto registrato di affitto o comodato della sede operativa, o dichiarazione di proprietà con planimetria;
  • polizza contro calamità naturali ed eventi catastrofali (legge 213/2023, art. 1, comma 101) con la quietanza del premio;
  • iscrizione del richiedente all’INPS o alla cassa, oppure UNILAV del socio assunto a tempo pieno e indeterminato.

Serve anche il DURC regolare, o la certificazione della cassa: se è irregolare ci sono fino a 30 giorni per sanare, poi si decade. Affitto, polizza, contributi previdenziali e costi di avvio escono dal conto dell’impresa mesi prima dell’erogazione, e il piano del B3 deve reggere quel periodo.

Rendiconto a saldo zero, poi tre anni di stabilità

Entro 60 giorni dalla fine del progetto si carica in SIFORM2, indicando saldo zero, la relazione finale B8 con la documentazione a supporto, la ricevuta di autorizzazione della SCIA, almeno un F24 quietanzato dei contributi obbligatori (o la busta paga con il versamento del socio dipendente) e le foto dei loghi esposti. Per i 12 mesi del progetto il richiedente deve restare titolare, socio o dipendente e, nelle società, anche amministratore.

Poi scatta la stabilità: il contributo resta attribuito all’operazione per almeno tre anni dalla liquidazione (art. 65 del Reg. UE 2021/1060, che per le PMI consente di ridurre a tre i cinque anni ordinari), contati dal giorno del pagamento: se la liquidazione arriva entro il 31 dicembre 2027, come indica il calendario regionale, il vincolo si chiude al più tardi a fine 2030. La violano la cessazione dell’attività, il trasferimento della sede operativa fuori regione, la modifica sostanziale e il fallimento, solo se fraudolento; la revoca è proporzionale al periodo e i controlli ex post coprono il 100% di questi aiuti. Si restituisce con interessi al tasso ufficiale di riferimento più due punti (art. 18, che richiama l’art. 55 della legge regionale 7/2011); chi rinuncia prima dell’erogazione non restituisce nulla.

De minimis, cumulo e tasse

L’aiuto è in de minimis, Reg. UE 2023/2831: 300.000 euro per impresa unica (l’insieme delle imprese legate da un rapporto di controllo, anche indiretto attraverso altre imprese: art. 2, par. 2) nell’arco di tre anni su base mobile, contati a ritroso dalla concessione. Un’impresa appena nata ha di norma il plafond intatto; il conto cambia quando l’impresa controlla altre imprese o è controllata da un’altra, il caso del B7 bis. La verifica si fa sul Registro nazionale degli aiuti al decreto di impegno, e si concede quanto la capienza consente: per i casi con più imprese c’è la nostra guida al calcolo del plafond de minimis. Il cumulo con altri aiuti di Stato è ammesso nel rispetto del massimale e dell’art. 5, par. 3, del regolamento, che permette di affiancare a un aiuto senza costi ammissibili individuabili, come questo, aiuti in esenzione o autorizzati dalla Commissione. Il doppio finanziamento resta vietato.

Sulle tasse le FAQ regionali dicono che il contributo è tassabile secondo il regime del beneficiario e rinviano al commercialista, perché l’avviso, precisano, disciplina solo natura, concessione ed erogazione del contributo. Resta scoperto come qualificarlo ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, in quale esercizio imputarlo e come rilevarlo in contabilità. Per questo non scriviamo un netto: su una ditta in regime forfettario e su una srl lo stesso incasso pesa in modo diverso, e il conto va fatto prima di scegliere la forma.

Se resti fuori: seconda finestra e alternative

La seconda finestra, dal 1° al 30 settembre 2027, ha una dotazione propria di 3.405.000 euro e una graduatoria propria: chi non è finanziato nel 2026 può ripresentare domanda, con i requisiti alla nuova data e nel limite di un solo contributo a persona. Sotto i 35 anni c’è anche Autoimpiego Centro-Nord, la misura nazionale per chi si mette in proprio: dai 35 anni in su non è più accessibile, e dai 36 subentra questo avviso.

Se non rientri, parti dalla nostra guida al fondo perduto per aprire un’attività; se ti serve un prestito più che un contributo, guarda il microcredito imprenditoriale. Le scadenze degli altri bandi sono nel nostro calendario aggiornato dei bandi a fondo perduto ancora aperti.

Domande frequenti su Marche per le imprese over 36

Compio 36 anni durante la finestra: posso presentare domanda?

Sì, dal giorno del compleanno in poi: l’età si guarda alla data di invio.

Ho già una partita IVA, anche se ferma: posso partecipare?

No, se la partita IVA o l’iscrizione in Camera di commercio sono precedenti all’invio: lo dicono gli art. 5 e 6 e le FAQ regionali.

Sono stato dipendente nello stesso settore: sono escluso?

No. Esclude aver esercitato attività d’impresa o professionale con le stesse prime quattro cifre ATECO nei tre anni precedenti; l’esperienza da dipendente, di per sé, no.

Il contributo è tassabile?

Sì, secondo il regime fiscale del beneficiario: così le FAQ regionali, che per il resto rinviano al commercialista.

Posso aprire una srl con un socio?

Sì, se sei amministratore e, con soli soci persone fisiche, hai almeno il 50% del capitale. Il socio non deve ricadere nelle esclusioni su settore e contributi precedenti. La srl però prende 3,33 punti alla voce impresa proponente, la ditta individuale 10.

Se non vengo finanziato nel 2026 posso riprovare nel 2027?

Sì, nella seconda finestra, con 3.405.000 euro e una graduatoria propria, se hai ancora tutti i requisiti alla data del nuovo invio.

Quando arrivano i 20.000 euro?

Dopo aver avviato l’attività: nel calendario indicativo della prima finestra le liquidazioni sono previste entro il 31 dicembre 2027.

Come procedere entro il 16 ottobre

  1. Fatti confermare dal Centro per l’impiego giorni di disoccupazione e Patto di servizio.
  2. Non aprire la partita IVA prima dell’invio.
  3. Controlla settore e contributi passati di ogni futuro socio.
  4. Scegli la forma giuridica sapendo quanto vale in graduatoria, e verifica se la sede sta dentro un borgo storico.
  5. Leggi l’avviso completo con gli allegati, scrivi il B3 con i costi da anticipare e invia con qualche giorno di margine.

Vuoi sapere da quanti punti parti e quale giudizio sul progetto ti serve per arrivare a 60? Compila il form in alto: ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa e rifacciamo il conto sulla griglia dell’avviso insieme a te.

Fonte ufficiale: Regione Marche, decreto del Direttore del Dipartimento Politiche sociali, lavoro, istruzione e formazione n. 247/PSL del 2 settembre 2026, avviso «Marche per le imprese: Sostegno alla creazione di nuove imprese» con allegati. Pagina dell’avviso sul sito della Regione Marche, BURM n. 82 del 10 settembre 2026, FAQ regionali aggiornate al 3 settembre 2026 e tempi del procedimento della prima finestra.


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