#Finsubito news dalla rete – Regolamento di blocco e sanzioni statunitensi: l’appello all’Ue


In breve

  • Quindici organizzazioni, tra cui Banca Etica, Oxfam, Libera e Febea, hanno scritto a Commissione europea e governo italiano contro l’uso politico delle sanzioni statunitensi.
  • Chiedono assistenza legale per chi viene sanzionato ingiustamente, la riforma del regolamento di blocco europeo e tutele per le banche esposte a sanzioni secondarie.
  • Le sanzioni hanno colpito giudici della Corte penale internazionale, Francesca Albanese e il collettivo Autistici/Inventati, senza alcun accertamento da parte di un tribunale.

Quindici organizzazioni della società civile hanno scritto alla Commissione europea e al governo italiano. Chiedono risposte urgenti per proteggere persone, organizzazioni e banche europee dall’uso politico delle sanzioni unilaterali degli Stati Uniti. I firmatari sono 14 realtà italiane: Banca Etica, Acli, Altromercato, Aoi-Associazione delle Ong italiane, Arci, Cnca, Consorzio Cgm, Coopfond, Gruppo Abele, Legacoop, Libera, Mag 2 Finance, Mediterranea Saving Humans e Oxfam. A loro si aggiunge la Federazione europea delle banche etiche e alternative (Febea).

Al centro della lettera ci sono gli strumenti nati per contrastare il terrorismo e la criminalità internazionale. Secondo le organizzazioni, Washington li usa sempre più spesso per colpire e isolare soggetti civili, umanitari e istituzionali ritenuti “scomodi”. L’iniziativa accompagna le interrogazioni presentate da parlamentari di diversi gruppi politici, sia a Bruxelles sia a Roma.

Le liste antiterrorismo degli Stati Uniti usate contro giudici, Onu e attivisti

La lettera cita alcuni casi. Sono stati sanzionati i giudici della Corte penale internazionale (Cpi) e Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Lo stesso è accaduto a singole associazioni, come il collettivo italiano Autistici/Inventati (A/I), finito nelle liste Ofac del dipartimento del Tesoro statunitense. In tutti questi casi, sottolineano i firmatari, le sanzioni sono arrivate senza che alcun tribunale avesse accertato e giudicato condotte illecite.

Le richieste italiane ricalcano quelle avanzate nei Paesi Bassi da 30 associazioni olandesi. Queste si sono rivolte al governo e al Parlamento dell’Aia. Chiedono misure immediate di tutela per le persone e le realtà incensurate colpite ingiustamente dalle sanzioni Usa. Chiedono anche un’azione più ampia per restituire all’Europa la sovranità sui servizi digitali e finanziari.

Regolamento di blocco e tutele bancarie: le richieste all’Ue

Le richieste contenute nella lettera sono sei. La prima riguarda la tutela concreta per i sanzionati. Le organizzazioni chiedono di creare in Europa un punto di contatto che offra assistenza legale e supporto pratico a chi ritiene di essere stato colpito ingiustamente.

La seconda è un’azione diplomatica. L’Unione europea dovrebbe prendere una posizione chiara contro l’impatto sproporzionato delle sanzioni extraterritoriali sui fornitori di servizi europei e sui loro utenti. E dovrebbe discuterne con urgenza con il governo degli Stati Uniti.

La terza riguarda lo Strumento anti-coercizione, il regolamento con cui l’Ue può reagire alle pressioni economiche di Paesi terzi. I firmatari chiedono di mappare il ruolo che può avere nel respingere le pressioni sul settore digitale e finanziario europeo.

La quarta richiesta è una riforma rapida del regolamento di blocco, la norma europea che serve a neutralizzare gli effetti delle sanzioni extraterritoriali decise da Paesi terzi. Le organizzazioni chiedono di renderlo efficace e sicuro. E di aggiornarne l’allegato, che elenca le misure sanzionatorie a cui l’Europa si oppone.

La quinta riguarda le banche. Servono tutele aggiuntive perché gli istituti europei non siano costretti a interrompere i servizi a organizzazioni e imprese colpite ingiustamente da sanzioni estere. Senza indebolire, precisano i firmatari, le norme contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

L’ultima richiesta guarda al lungo periodo: un’infrastruttura digitale e finanziaria europea indipendente. Significa incentivare alternative europee per cloud, social media e sistemi di pagamento.

Banca Etica e il conto sospeso del collettivo Autistici/Inventati

Tra i firmatari c’è Banca Etica, coinvolta direttamente nel caso A/I. Dopo l’inserimento del collettivo nella lista delle organizzazioni terroristiche del governo statunitense, la banca ha sospeso il conto dell’associazione. Il motivo è il rischio di sanzioni secondarie che avrebbero potuto colpire tutti i suoi clienti. «È stata una decisione sofferta», afferma Aldo Soldi, presidente di Banca Etica. «In assenza di strumenti europei di tutela per le banche, abbiamo dovuto agire per evitare il rischio di subire sanzioni secondarie che possono pregiudicare l’operatività di tutti i nostri clienti».

La banca, spiega Soldi, sta ancora cercando soluzioni per smobilizzare le risorse del conto corrente di A/I. «Ma vogliamo anche rendere evidente il problema politico nel suo complesso. Da soli non possiamo cambiare le cose. Per questo stiamo cercando di costruire una rete ampia di organizzazioni per chiedere al governo e all’Unione europea di compiere atti concreti a difesa dell’autonomia giuridica e finanziaria di chi vive e opera nella Ue».

Le interrogazioni presentate a Bruxelles, alla Camera e al Senato

La lettera sostiene le iniziative parlamentari già avviate. Al Parlamento europeo sono state depositate tre interrogazioni alla Commissione. La prima, a firma di Brando Benifei e altri eurodeputati, chiede una risposta prioritaria, che la Commissione deve dare entro tre settimane. Le altre due portano la firma di Danilo Della Valle e Dario Tamburrano e di Benedetta Scuderi e Ilaria Salis.

In Italia, al Senato il gruppo del Partito democratico ha presentato un atto di sindacato ispettivo. Alla Camera il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra ha depositato un’interpellanza.


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