#Finsubito news dalla rete – Fitofarmaci, 19 Paesi contro le nuove regole Ue


Scontro sui fitofarmaci tra Ue e 19 Paesi esportatori, che contestano la proposta di Bruxelles di inasprire i limiti sui residui negli alimenti importati. Le nuove regole potrebbero ridurre le importazioni fino al 41% e provocare rincari fino al 332% per il caffè

Dalla Redazione

Immagine creata con l’Ai

Diciannove Paesi esportatori, 235 prodotti agricoli coinvolti e importazioni europee potenzialmente in calo fino al 41%. Sono i numeri al centro dello scontro commerciale che si sta aprendo sulle nuove regole Ue per i residui di fitofarmaci negli alimenti importati. Una stretta – proposta dalla Commissione europea e attualmente al vaglio delle istituzioni Ue – che punta a rafforzare il principio di reciprocità, imponendo maggiori restrizioni ai prodotti provenienti da Paesi terzi quando vengono utilizzate sostanze non autorizzate nell’Unione europea.

A contestare i piani di Bruxelles sono 19 Paesi extra Ue, tra cui Stati Uniti, Brasile, Canada, India e Giappone, che accusano la Commissione europea di voler introdurre misure incompatibili con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO – World Trade Organization).

La protesta è contenuta in una lettera congiunta del 18 settembre, visionata e resa nota il 23 settembre da Borderlex, che lascia intravedere il rischio di una controversia commerciale internazionale se Bruxelles non modificherà le proprie proposte.

Fitofarmaci, cosa prevede la stretta Ue sui prodotti importati

Al centro della controversia ci sono alcune disposizioni del pacchetto omnibus sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi, presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025 e attualmente in discussione tra gli Stati membri e il Parlamento europeo. L’obiettivo è intervenire sui limiti massimi di residui (LMR), ossia le concentrazioni massime di sostanze fitosanitarie ammesse negli alimenti, introducendo criteri più restrittivi per i prodotti agricoli importati da Paesi terzi.

In particolare, Bruxelles intende affermare il principio secondo cui, per i principi attivi non autorizzati nell’agricoltura europea, i limiti di residui debbano essere ridotti al livello più basso rilevabile analiticamente.

La proposta, sostenuta anche dalle pressioni del mondo agricolo europeo per condizioni di concorrenza più eque, punta quindi a rafforzare la reciprocità tra le regole applicate ai produttori comunitari e quelle richieste alle merci provenienti dall’estero. Secondo quanto riportato da Borderlex, la Commissione vorrebbe inoltre introdurre la possibilità di revocare i limiti massimi di residui qualora lo ritenga opportuno alla luce dei risultati di una valutazione d’impatto.

La protesta di 19 Paesi: “Le regole devono basarsi sul rischio scientifico”

La risposta dei principali esportatori agricoli non si è fatta attendere. La lettera, indirizzata al commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič e ai commissari competenti per l’Agricoltura e per la Salute e il benessere degli animali, porta le firme di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Egitto, Guatemala, India, Indonesia, Giappone, Panama, Paraguay, Perù, Sudafrica, Corea del Sud, Stati Uniti e Uruguay.

 Pur rappresentando sistemi produttivi, condizioni climatiche e approcci normativi differenti, i 19 Paesi condividono una contestazione di fondo: i limiti sui residui di fitofarmaci devono continuare a essere definiti sulla base di valutazioni scientifiche del rischio per la salute umana, anziché essere automaticamente abbassati in funzione dell’autorizzazione o meno di una sostanza nell’Unione europea.

Secondo i firmatari, le modifiche proposte si discosterebbero da questo principio, riconosciuto a livello internazionale, entrando in contrasto con l’Accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) della WTO.

 Una posizione che i Paesi esportatori avevano già espresso a giugno, durante una riunione del Comitato SPS dell’Organizzazione mondiale del commercio, e che ora viene formalizzata direttamente alla Commissione europea. Come evidenzia Borderlex, il richiamo alle regole della WTO rappresenta anche un avvertimento sulla possibilità di intraprendere azioni legali in sede internazionale qualora l’Ue procedesse senza modifiche.

Fitofarmaci, importazioni Ue fino al 41% in meno e prezzi del caffè alle stelle

Le nuove restrizioni sui residui di pesticidi potrebbero provocare un calo delle importazioni agricole dell’Ue fino al 41%, con forti ripercussioni anche sui prezzi al consumo: rincari fino al 332% per il caffè e all’85% per gli agrumi. È quanto emerge da uno studio del Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico della Commissione europea, citato da Borderlex.

L’analisi ha valutato le possibili conseguenze economiche dell’abbassamento dei limiti massimi di residui al livello più basso rilevabile per 18 sostanze attive pericolose non approvate nell’Ue, individuando 235 prodotti agricoli provenienti da 86 Paesi esportatori potenzialmente interessati. L’entità dell’impatto dipenderebbe dalla capacità dei fornitori esteri di adeguarsi ai nuovi requisiti.

Si tratta comunque di scenari previsionali, non di rincari previsti o inevitabili. Lo stesso studio JRC, infatti, mostra che, ipotizzando un adattamento delle pratiche produttive nei Paesi esportatori, la riduzione delle importazioni scenderebbe all’8% oppure allo 0,4%, a seconda dello scenario.

La richiesta a Bruxelles: consultare i partner commerciali prima delle nuove restrizioni

La lettera si chiude con due richieste rivolte alla Commissione europea. La prima è confermare che i limiti massimi di residui continueranno a essere stabiliti e mantenuti attraverso valutazioni del rischio trasparenti e scientificamente fondate, senza introdurre automatismi legati al mancato utilizzo di determinate sostanze nell’agricoltura europea. La seconda è avviare consultazioni sostanziali con i partner commerciali interessati prima dell’adozione di eventuali nuove misure.

Le richieste arrivano mentre il pacchetto legislativo è ancora all’esame delle istituzioni europee e il confronto sulla reciprocità delle regole fitosanitarie si intreccia con quello sulle condizioni di accesso al mercato comunitario per le produzioni agricole dei Paesi terzi.

Copyright: Fruitbook Magazine

 




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