#Finsubito news dalla rete – Runts, controlli e semplificazioni: le risposte del Ministero del Lavoro


I controlli al Terzo settore potrebbero arrivare nel 2027. Lo ha anticipato Alessandro Lombardi, Capo Dipartimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali* ospite all’ormai consueto appuntamento di formazione dei centri di servizio per il volontariato (Csv) sulla fiscalità del Terzo settore. Per il quarto anno consecutivo, infatti, i referenti delle aree di consulenza giuridico, fiscale e amministrativa dei Csv si sono ritrovati a Roma dal 30 settembre al 2 ottobre per una formazione laboratoriale, la cui edizione di quest’anno è stata dedicata ad Elena D’Alessandro, responsabile dell’Ufficio Consulenze di CSV di Verona e componente dell’Area Consulenza di CSVnet, in ricordo del suo importante impegno al servizio della rete dei Csv.

In questa occasione Lombardi ha risposto a una serie di domande sottoposte da Daniele Erler e Francesco Aurisicchio, entrambi componenti dell’Area consulenza di CSVnet.

Come CSVnet abbiamo avuto la possibilità di partecipare al processo di implementazione del sistema dei controlli. Quali saranno ora i prossimi step e le tempistiche di avvio dal punto di vista del Ministero?

È di circa un anno fa la pubblicazione del decreto del 7 agosto 2025 n.125 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sui controlli al Terzo settore. Nel frattempo, è stato avviato un percorso partecipato sul tema, a partire dall’implementazione della piattaforma del Runts, considerando che proprio i centri di servizio per il volontariato (Csv) e le reti associative nazionali (Ran) potrebbero utilizzare l’applicativo informatico dedicato ai controlli in quanto potenziali soggetti autorizzati ad effettuarli nei confronti dei loro aderenti.

Parallelamente, con il decreto direttoriale del 10 agosto 2026, sono stati adottati i modelli di verbale, anch’essi frutto di un lavoro condiviso. Si tratta di modelli estremamente schematici, basati sostanzialmente su domande che vanno a scrutinare i diversi profili oggetto di verifica. È importante sottolineare tre aspetti.

Innanzitutto, la graduazione dei controlli, in quanto abbiamo distinto gli enti in ragione delle loro dimensioni economiche. Per gli enti che nell’ultimo triennio hanno riportato in bilancio un valore delle entrate non superiore a 60.000 euro per ciascun anno, infatti, i controlli riguarderanno soltanto sette voci, rispetto alle 18 previste per i controlli svolti nei confronti di tutti gli altri Ets.

Un altro aspetto fondamentale è quello del campionamento, perché non è possibile immaginare di controllare tutto di tutti. Consideriamo che oggi ci sono circa 152.000 enti iscritti al Runts e, dedotte le imprese sociali e le società di mutuo soccorso, gli enti interessati scendono a circa 130.000. Teoricamente, visto che ogni ente deve avere un controllo nell’arco di un triennio, ogni anno dovrebbero essere controllati poco più di 43.000 enti. Nel primo triennio di applicazione non tutti saranno controllati: sarà sufficiente, secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 2 del dm n. 125/2025, raggiungere un livello pari al 55%, ma si tratta comunque di numeri significativi. La definizione del campione è un punto sul quale ci siamo interrogati, strettamente legato alla costruzione degli indici di fattori di rischio di violazione di norme imperative del codice dal cui rispetto quali dipende la permanenza della qualifica di Ets o della qualifica particolare (Odv, Aps, ente filantropico, rete associativa).

Alla graduazione e al campionamento si aggiunge poi il concetto della responsabilità, in quanto la possibilità di effettuare i controlli è riconosciuta non soltanto agli uffici del Runts, ma anche alle reti associative nazionali e ai centri di servizio per il volontariato. L’eventuale scelta di richiedere l’autorizzazione porta con sé un’assunzione di responsabilità per tali soggetti privati, i quali diventano garanti nei confronti della pubblica amministrazione e dei cittadini, assicurando che i propri aderenti siano in linea con le previsioni del codice del Terzo settore. È una chiamata alla responsabilità, ma anche una valorizzazione, in termini promozionali, dell’autonomia del Terzo settore.

Normativamente non sono previste delle linee guida per effettuare i controlli, ma è emersa, da parte delle Regioni, delle reti associative e dei Csv, l’esigenza di avere istruzioni operative e, su questo, non ci siamo tirati indietro.

Esiste già una prima elaborazione dedicata agli enti di più piccole dimensioni, i cosiddetti “under 60.000”. A partire da queste indicazioni, si proseguirà il lavoro anche per gli altri enti, che auspichiamo di concludere entro la fine dell’anno. Queste indicazioni saranno il frutto di un esercizio condotto in termini generali ed astratti, che troveranno un fecondo arricchimento (e quindi un aggiornamento costante) nel prosieguo dall’esperienza della concreta prassi applicativa.

Parallelamente, saranno avviati i programmi di formazione e i procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni. Ragionevolmente, nella prima parte del 2027 si potrebbe partire con la messa in esercizio dei controlli.

In merito al Runts, quest’anno sono arrivate alcune importanti novità, tra cui quella della delega. Sono state introdotte anche regole più precise in tema di cancellazione e conseguente devoluzione del patrimonio, la cui procedura non sembra però ancora essere perfettamente uniforme sul territorio nazionale. Per gli ultimi mesi del 2026 e per il 2027 sono previste ulteriori evoluzioni? Se sì, quali sono quelle più importanti?

Partiamo dall’eliminazione della firma digitale, che sarà messa in esercizio per metà ottobre. Questo significa che gli enti potranno inviare istanze tramite la piattaforma Runts semplicemente autenticandosi tramite Spid, Cie o Cns, e non sarà quindi più necessario firmare digitalmente la distinta relativa alla pratica. Per “messa in esercizio” si intende che sarà adeguato il sistema informatico, ma servirà poi un aggiornamento in tempi brevi degli allegati tecnici del decreto ministeriale 106/2020 tramite un decreto della Direzione generale (l’aggiornamento è avvenuto con dd n. 249 dell’8 ottobre 2026, N.d.R.)

Inoltre, sta per partire anche il sistema di messaggistica nel Runts, per cui tutte le comunicazioni tra Uffici ed enti saranno fatte all’interno di questo sistema, garantendo maggiore fluidità.

Infine, è in corso l’interlocuzione, attraverso la competente Direzione generale per l’innovazione tecnologica del nostro Ministero, con l’Agenzia delle entrate per la verifica automatica dei codici fiscali: tra le diverse problematiche che si vengono a creare nei casi in cui questi siano sbagliati, vi è anche quella legata al pagamento da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali delle quote del 5 per mille.

Nella prima parte del 2026 si sono conclusi i lavori dei sottogruppi del Consiglio nazionale del Terzo settore dedicati al tema delle “Semplificazioni” e della “Devoluzione del patrimonio”, ai quali hanno preso parte anche CSVnet e il Forum Terzo Settore. Per quanto riguarda i lavori del gruppo “Semplificazioni”, quale potrà essere l’iter parlamentare delle proposte che lì sono state formulate e quali tempistiche per l’eventuale approvazione? Era emersa poi l’esigenza di continuare nel lavoro di coordinamento della normativa sugli Ets per semplificarla: rispetto a questa esigenza, nei prossimi mesi vi è l’intenzione di riprendere i lavori di quel gruppo? 

Il gruppo di lavoro dedicato alle semplificazioni ha concluso la sua attività a marzo 2026 e quel lavoro è stato portato all’attenzione dell’organo di indirizzo politico e si sta   ragionando su quale iter seguire per poterlo tradurre in legge. Certamente è molto chiara la consapevolezza dell’importanza di questi interventi migliorativi e l’attenzione su questo tema è costante. Il tema della prosecuzione dei lavori potrà formare oggetto di riflessione all’interno del Consiglio nazionale del Terzo settore.

All’incontro ha partecipato anche Monica Poletto, commercialista, coordinatrice del Tavolo Tecnico Legislativo del Forum Terzo Settore e componente esperto del Consiglio nazionale del Terzo settore.

Dalla discussione è emersa la necessità, da parte di CSVnet e Forum Terzo Settore, di richiedere ulteriori chiarimenti e approfondimenti all’Agenzia delle entrate. Tra questi, si è in particolare discusso del tema della raccolta fondi e, nello specifico, di come individuare dei criteri che possano distinguere in maniera oggettiva e netta la raccolta fondi abituale e corrispettiva da un’attività diversa, soprattutto nell’ottica di tutelare gli enti rispetto ai futuri controlli dell’amministrazione finanziaria. Altro profilo delicato riguarda le Odv e la rilevanza o meno ai fini Iva delle attività di interesse generale svolte da tali soggetti a mero e documentato rimborso delle spese (nei limiti di quanto previsto dall’art. 33, comma 3 del codice del Terzo settore): riconoscere in modo chiaro l’esclusione dall’Iva in merito a tali attività, sempre che le stesse siano svolte al di fuori di qualsiasi sinallagma o corrispettività, significherebbe alleggerire le Odv da gravosi obblighi burocratici e gestionali, peraltro da sempre sconosciuti per esse.


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