Il prezzo del gasolio agricolo in Calabria tornerà ai livelli precedenti allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, almeno per quanto riguarda il periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 settembre 2026. È quanto comunica l’assessorato regionale all’Agricoltura, illustrando gli effetti combinati degli aiuti economici stanziati dalla Regione Calabria e del credito d’imposta introdotto dal Governo nazionale per contrastare l’aumento dei costi energetici. La misura è legata alla decisione della Giunta regionale, presieduta dal presidente Roberto Occhiuto, di destinare 5 milioni di euro al comparto agricolo, con l’obiettivo di sostenere le imprese penalizzate dall’impennata dei prezzi dei carburanti. L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, spiega che il sostegno consentirà di riportare il costo effettivo del gasolio utilizzato dalle aziende agricole a circa 0,94 euro al litro, attraverso un sistema di rimborsi che sarà gestito da Arcea.
Gasolio agricolo a 94 centesimi, come funzionano gli aiuti della Regione Calabria
L’intervento economico annunciato dalla Regione riguarda il periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 settembre 2026. Attraverso la combinazione dei contributi regionali e del credito d’imposta nazionale, le aziende agricole potranno beneficiare di un ristoro destinato a compensare l’aumento del prezzo del carburante registrato nei mesi interessati. La differenza sarà rimborsata direttamente sui conti correnti delle imprese attraverso Arcea, secondo quanto comunicato dall’assessorato regionale all’Agricoltura. Non si tratta, quindi, di una riduzione generalizzata del prezzo alla pompa, ma di un meccanismo di sostegno economico riferito al periodo indicato.
“La combinazione tra il sostegno garantito dalla Regione e l’applicazione del credito d’imposta introdotto dal Governo – osserva l’assessore Gallo – consentirà alle aziende agricole calabresi, in riferimento al periodo che va dal primo marzo al 30 settembre scorsi, di vedersi applicare un prezzo al litro pari a circa 0,94 centesimi, al livello dunque di quello in vigore prima del deflagrare della guerra, con rimborso della differenza che, come già ampiamente spiegato, avverrà direttamente sui conti correnti delle imprese interessate, attraverso Arcea”.
Proteste degli agricoltori in Calabria, Gallo: “siamo consapevoli che occorra fare altro”
La decisione della Regione arriva in una fase particolarmente difficile per il settore agricolo, segnata dall’aumento dei costi di produzione e dalle proteste degli agricoltori che stanno interessando diverse zone della Calabria. I presidi organizzati sul territorio hanno riportato al centro dell’attenzione le conseguenze del caro-carburante e delle tensioni internazionali sulle attività produttive. L’assessore Gallo sottolinea che lo stanziamento regionale risponde alle richieste avanzate nel tempo dalle organizzazioni di categoria e dagli stessi operatori agricoli, pur riconoscendo che saranno necessari ulteriori interventi per affrontare una situazione economica ancora complessa.
“La misura – prosegue – va incontro alle richieste nel tempo formulate sia dalle organizzazioni di categoria sia dagli agricoltori che, in maniera spontanea o attraverso le loro associazioni, in questi giorni stanno animando i presidi attivi un po’ su tutto il territorio regionale. Siamo perfettamente consapevoli che altro occorra fare, considerata la gravità della situazione sul piano nazionale ed internazionale, e per questo ci stiamo già adoperando”.
Calabria, Puglia, Campania e Basilicata chiedono nuovi fondi europei per l’agricoltura
Oltre ai 5 milioni già stanziati, la Regione Calabria sta lavorando con altre amministrazioni del Mezzogiorno per individuare ulteriori strumenti di sostegno alle imprese agricole. In particolare, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata hanno avanzato una richiesta per poter utilizzare risorse del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027, destinandole al ristoro delle aziende colpite dall’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. L’obiettivo è poter ricorrere a un meccanismo di sostegno analogo a quello utilizzato durante gli anni dell’emergenza Covid, garantendo alle imprese ulteriori risorse per affrontare l’incremento dei costi. “Insieme alle Regioni Puglia, Campania e Basilicata abbiamo richiesto di poter procedere all’utilizzo di fondi del Complemento di sviluppo rurale 23-27, da destinare, come già negli anni del Covid, al ristoro delle aziende agricole per far fronte, anche mediante questo strumento, al vertiginoso incremento dei prezzi delle materie prime energetiche. Confidiamo in una pronta e favorevole risposta della UE”, specifica l’assessore Gallo.
Concorrenza sleale e importazioni dai Paesi extra UE: la battaglia della Regione
L’assessorato regionale all’Agricoltura intende intervenire anche su alcune questioni strutturali che interessano il settore, a partire dalla concorrenza dei prodotti agricoli importati da Paesi extra UE. Secondo Gallo, è necessario evitare che le differenze tra gli obblighi previsti per i produttori europei e quelli applicati nei Paesi terzi possano penalizzare le aziende italiane. La Regione annuncia quindi la volontà di portare avanti, insieme alle organizzazioni di categoria e agli operatori del settore, un’iniziativa finalizzata a contrastare le condizioni di concorrenza considerate sleali, con particolare attenzione ai vincoli imposti dalla legislazione comunitaria alle imprese agricole. Il tema si affianca alle difficoltà determinate dai costi energetici, inserendosi in una strategia più ampia di tutela della competitività delle produzioni calabresi e italiane.
Prezzi agricoli, la proposta di un tavolo nazionale con la grande distribuzione
Un ulteriore intervento annunciato dall’assessore Gallo riguarda i rapporti tra produttori agricoli e Grande distribuzione organizzata (Gdo). L’obiettivo è promuovere un confronto nazionale per valutare l’introduzione di un prezzo minimo garantito, capace di tenere adeguatamente conto dei costi sostenuti dalle aziende agricole. “Tra l’latro – aggiunge – da un punto di vista strutturale, anche in questo caso, insieme alle Organizzazioni di categoria ed all’intero mondo agricolo, porteremo avanti la battaglia per evitare che le importazioni da Paesi terzi non soggetti a vincoli e obblighi stringenti, quali quelli imposti ai nostri produttori dalla legislazione comunitaria, possano tradursi in concorrenza sleale. Ugualmente – sostiene infine l’assessore Gallo – proporremo la convocazione a livello nazionale di un tavolo di concertazione con la Grande distribuzione organizzata (Gdo), considerata la necessità di introdurre un prezzo minimo garantito che tenga adeguatamente conto dei costi di produzione e consenta, ai nostri agricoltori, di lavorare con maggiori certezze e serenità, a tutela di un comparto essenziale per la Calabria e l’Italia intera”.
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