La giunta comunale di Palermo ha approvato la proposta di delibera per prorogare di ulteriori 12 mesi il divieto di apertura di nuovi esercizi di vicinato alimentare e di installazione di distributori automatici di alimenti e bevande all’interno del centro storico, introdotto il 18 aprile 2025, nell’ambito della cosiddetta «disciplina Franceschini».
«La proroga si rende necessaria in considerazione dell’imminente scadenza del provvedimento, fissata al prossimo 18 ottobre, e della volontà dell’amministrazione di garantire continuità alle misure di tutela e valorizzazione del centro storico, evitando vuoti regolamentari», si legge in una nota.
«La proroga del provvedimento conferma la volontà dell’amministrazione di tutelare l’identità e il valore del nostro centro storico, attraverso scelte che sappiano coniugare lo sviluppo delle attività economiche con la salvaguardia del patrimonio culturale, la vivibilità degli spazi urbani e le esigenze dei residenti – dice il sindaco Roberto Lagalla – I primi risultati evidenziano l’importanza di intervenire con regole mirate per governare le trasformazioni commerciali, evitando concentrazioni eccessive e fenomeni che possono incidere negativamente sull’equilibrio delle diverse aree della città. Il nostro obiettivo non è frenare le iniziative imprenditoriali, ma promuovere uno sviluppo qualificato e sostenibile, capace di attrarre investimenti, creare opportunità di lavoro e valorizzare Palermo senza comprometterne l’identità. In questa direzione proseguiremo il lavoro di analisi e approfondimento, per arrivare a una disciplina organica, equilibrata e fondata sulle caratteristiche specifiche del territorio, nell’interesse delle imprese, dei cittadini e della tutela del centro storico».
Nei 18 mesi precedenti all’adozione della delibera con cui l’amministrazione comunale di Palermo ha sospeso il rilascio di autorizzazioni nel centro storico erano state registrate 70 nuove aperture di esercizi di vicinato alimentare, mentre nei 18 mesi di applicazione del provvedimento le aperture si sono ridotte a 19, con una diminuzione di circa il 73%, in considerazione delle deroghe previste dalla delibera (locali con contratti già registrati e/o lavori di ristrutturazione già iniziati e zone escluse dal divieto per via delle loro caratteristiche commerciali). E’ quanto si legge in una nota del Comune.
«I numeri dimostrano che la scelta dell’amministrazione è stata efficace e ha consentito di contenere significativamente la proliferazione di attività commerciali che, in determinate aree del centro storico, rischiano di compromettere l’equilibrio tra sviluppo economico, vivibilità urbana e tutela del patrimonio storico e culturale – dice l’assessore alle attività produttive, Giuliano Forzinetti – La proroga di 12 mesi rappresenta una scelta di responsabilità, dettata dall’imminente scadenza del 18 ottobre, ma anche dalla necessità di completare un lavoro di analisi più approfondito. Stiamo esaminando i dati e le rilevazioni trasmesse da Sispi relativamente ai pubblici esercizi, con l’obiettivo di predisporre una nuova delibera organica, fondata su elementi oggettivi e su una valutazione puntuale delle caratteristiche e delle esigenze delle diverse aree della città. Vogliamo costruire una disciplina equilibrata e strutturale, capace di favorire le attività economiche di qualità, tutelare gli investimenti e, allo stesso tempo, contrastare i fenomeni di degrado, l’eccessiva concentrazione di determinate tipologie commerciali e la pressione antropica nelle zone più sensibili del centro storico».
Forzinetti aggiunge: «Nei prossimi giorni definiremo, inoltre, una nuova proposta specificamente dedicata ai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, per i quali riteniamo necessario un approfondimento distinto, che tenga conto delle differenti caratteristiche delle attività, del loro impatto sul territorio e del contributo che possono offrire all’economia, all’occupazione e alla valorizzazione della città». «Il nostro obiettivo non è impedire lo sviluppo delle attività produttive – conclude – ma governarlo attraverso regole chiare, proporzionate e coerenti con le esigenze di tutela del centro storico. Vogliamo una città che continui ad attrarre investimenti e nuove imprese, senza rinunciare alla propria identità e alla qualità della vita dei residenti».
Confcommercio Palermo: condividiamo la delibera
«La decisione dell’amministrazione comunale va nella direzione di un percorso che Confcommercio Palermo sostiene da anni: governare lo sviluppo economico della città, non ostacolarlo. La libertà d’impresa è un valore da tutelare, ma deve accompagnarsi a una visione equilibrata e sostenibile della crescita urbana che possa al tempo stesso valorizzare le attività esistenti, favorire la diversificazione dell’offerta commerciale evitando squilibri tra i diversi settori merceologici e impedire che intere aree perdano la propria vocazione residenziale e identitaria». Lo dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, condividendo la delibera approvata dalla giunta comunale che proroga di altri 12 mesi l’efficacia del provvedimento adottato nell’aprile del 2025 che riguarda la disciplina delle nuove aperture all’interno del centro storico. «Salvaguardare la vivibilità, il decoro e la vocazione residenziale – continua Di Dio – significa tutelare il bene comune e creare le condizioni per uno sviluppo economico sano, ordinato e duraturo. Confcommercio continuerà a sostenere ogni percorso che sappia coniugare impresa, investimenti e qualità della vita, mettendo sempre al centro l’interesse generale della città. Una Palermo più vivibile, decorosa, autentica e ordinata sarà anche una città più attrattiva, competitiva e capace di generare economia e occupazione durature».
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