Casarano, il Ris esamina le calzature della 26enne trovata impiccata nel 2024
Nel pomeriggio di martedì 20 ottobre, a quasi tre anni dalla tragedia della morte di Roberta Bertacchi, i carabinieri del Ris di Roma hanno proceduto all’estumulazione della salma della ragazza di 26 anni trovata senza vita all’alba del 6 gennaio 2024 sul balconcino della casa in cui abitava da sola, in via del Lavoro a Casarano, nel Leccese. Non si è trattato di una nuova autopsia – che era già stata eseguita all’epoca dei fatti – ma del recupero degli stivali neri che la giovane indossava al momento del ritrovamento e con i quali era stata sepolta. Nella mattinata di ieri, intorno alle 9, gli stessi specialisti sono entrati nell’appartamento per un nuovo sopralluogo.
Le impronte rinvenute sulla porta e sulla pensilina
Gli investigatori dovranno ora stabilire se, forma e misura delle suole siano compatibili con i segni di calzatura repertati sulla porta d’ingresso, sul pavimento e sulla pensilina in policarbonato sotto il balcone, dove la ragazza fu trovata impiccata con una sciarpa del Casarano Calcio, simbolo di quel mondo ultrà frequentato anche dal fidanzato. L’obiettivo è ricostruire con precisione i movimenti compiuti.
Le verifiche riguarderanno anche gli abiti e la stessa sciarpa, sui quali saranno cercate tracce biologiche da analizzare e, se possibile, datare. Alle operazioni hanno partecipato i consulenti della Procura, il medico legale Alberto Tortorella e la genetista Giacoma Mongelli, e la consulente della famiglia, Clara Rampulla, dell’Istituto di scienze forensi di Milano. Il Ris avrà circa novanta giorni per depositare le proprie conclusioni, dalle quali dipenderà il futuro dell’inchiesta.
Il no all’archiviazione
La Procura di Lecce, con la pm Maria Rosaria Petrolo, aveva chiesto di chiudere il caso come suicidio. I legali della madre, gli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, si sono sempre opposti e nel maggio scorso il gip Francesco Valente ha respinto la richiesta, definendo ancora oscura la dinamica dei fatti e disponendo nuovi approfondimenti da completare entro tre mesi, sfociati poi nell’incidente probatorio.
Tra gli elementi che non convincono i consulenti di parte ci sono le poche impronte rilevate nel punto del ritrovamento, la lunghezza della sciarpa e la complessità del nodo, che secondo i familiari renderebbero poco plausibile un gesto compiuto in autonomia.
La ricostruzione
La sera precedente al ritrovamento della donna, la coppia aveva litigato in un locale, e la discussione era proseguita a casa della ragazza. Il fidanzato ha riferito di essere andato via intorno alle 2, insieme ad alcuni amici di lei. Una telecamera della zona, però, avrebbe registrato rumori, grida e, verso le 3.34, una voce che intimava a qualcuno di andarsene: un’ora e mezza dopo l’uscita dichiarata dal fidanzato. A questo si aggiunge il racconto di chi avrebbe visto una sagoma prendere a calci la porta poco prima del ritrovamento, una circostanza dalla quale finora non sarebbero emersi riscontri.
Il fidanzato indagato
Per istigazione al suicidio è indagato l’allora compagno di Roberta, Davide Falcone, 36 anni, che oggi si trova ai domiciliari per un’altra inchiesta legata alla droga. Il 5 novembre comparirà in tribunale nel processo in cui è accusato di maltrattamenti nei confronti della giovane. I messaggi scambiati dalla coppia, esaminati dagli inquirenti, descriverebbero un legame segnato da litigi continui e da una profonda sofferenza.
Per l’avvocato De Francesco quelle conversazioni dimostrerebbero che Roberta era finita dentro una relazione tossica, e proprio per questo la famiglia confida che gli esami tecnici restituiscano verità e giustizia. Falcone ammette lo scontro di quella sera, ma sostiene di essersene andato molto prima della tragedia e si dichiara estraneo alla morte della ragazza.
Il dolore della madre
Marina Bonomo, la mamma di Roberta Bertacchi, non ha mai accettato l’idea che la figlia abbia scelto di togliersi la vita. Fin dai primi giorni ha parlato di una giovane piena di progetti, che lavorava in un calzaturificio e guardava al futuro, e che mai avrebbe compiuto un gesto simile. Davanti a questo nuovo passaggio dice di avere il “cuore a pezzi”. Dagli accertamenti scientifici la famiglia attende ora una risposta chiara su ciò che è accaduto davvero in quelle ore.
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