#Finsubito news dalla rete – Condomini inclusivi, l’abitare cambia: amministratori e istituzioni a confronto sulle nuove esigenze sociali


All’incontro promosso da ANACI Trentino, Confcommercio Trentino e Collegio dei Geometri, un confronto su invecchiamento della popolazione, accessibilità e nuove forme di convivenza.

Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento delle persone che vivono sole, le nuove esigenze di accessibilità e la trasformazione dei nuclei familiari stanno modificando profondamente il modo di abitare e, con esso, il ruolo degli amministratori di condominio. A queste trasformazioni è stato dedicato l’incontro «Condomini inclusivi», promosso da ANACI Trentino, Confcommercio Trentino e con il patrocinio del Collegio dei Geometri, che ha riunito professionisti, tecnici e rappresentanti delle istituzioni per approfondire le prospettive di un patrimonio immobiliare chiamato a rispondere a bisogni sociali sempre più articolati.

La giornata ha affiancato una prima parte di riflessione sulle trasformazioni demografiche e sociali a successivi approfondimenti tecnici sull’accessibilità e sull’adeguamento degli edifici, con gli interventi di Flavio Zanetti e Roberto Torrisi. Alla tavola rotonda sono intervenuti Alberto Pacher, psicologo e psicoterapeuta, l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori e il presidente di ANACI Trentino Paolo Saveriano.

Ad aprire il confronto è stata l’analisi di Alberto Pacher, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze sociali dell’evoluzione demografica. Secondo le proiezioni statistiche provinciali citate nel suo intervento, entro il 2050 il 44% dei nuclei familiari trentini sarà composto da una sola persona. Una trasformazione che si accompagna all’allungamento dell’aspettativa di vita, alla diminuzione delle nascite e all’indebolimento delle reti familiari tradizionali, con ricadute significative sui bisogni di assistenza e sulle condizioni di autonomia delle persone anziane.

Pacher ha sottolineato come la solitudine rappresenti un fattore di vulnerabilità che supera la dimensione strettamente abitativa, incidendo sul benessere psicologico, sulla percezione della sicurezza e sulla salute complessiva delle persone. Da qui l’opportunità di ripensare gli edifici residenziali anche come luoghi di relazione, attraverso spazi condivisi, forme di reciproco sostegno e modelli abitativi capaci di favorire l’incontro tra generazioni e bisogni differenti. Una prospettiva nella quale il condominio può contribuire a ricostruire quelle reti di prossimità che le trasformazioni sociali hanno progressivamente indebolito.

Il confronto ha evidenziato come questa evoluzione coinvolga direttamente gli amministratori condominiali, chiamati a integrare competenze tecniche, gestionali e normative con una crescente capacità di interpretare le esigenze delle persone che abitano gli edifici. Dall’eliminazione delle barriere architettoniche all’ammodernamento degli impianti, dalla gestione delle emergenze all’introduzione di nuovi servizi, la professione si confronta oggi con problemi che richiedono una visione sempre più ampia del patrimonio immobiliare.

«La nostra professione è cambiata profondamente e continua a evolversi – ha osservato il presidente di ANACI Trentino Paolo Saveriano –. Accanto alla gestione ordinaria degli edifici dobbiamo affrontare interventi di riqualificazione complessi, problemi di accessibilità e richieste di servizi che fino a pochi anni fa erano difficilmente immaginabili. L’amministratore conosce da vicino la realtà dei condomìni e può diventare un sensore delle esigenze che emergono nelle comunità abitative. Si tratta di valorizzare questa conoscenza, senza trasformare l’amministratore in un assistente sociale, ma mettendolo nelle condizioni di individuare le criticità, orientare le persone verso gli interlocutori competenti e contribuire a trovare soluzioni concrete».

Tra le prospettive illustrate dal presidente Saveriano figura anche il protocollo nazionale sottoscritto il 13 maggio 2026 a Riva del Garda da ANACI, Croce Rossa Italiana e Società Italiana di Medicina Ambientale, finalizzato a promuovere nuove forme di assistenza di prossimità all’interno degli edifici residenziali. L’intesa prevede lo sviluppo di iniziative dedicate al sostegno delle persone anziane e fragili, alla prevenzione, al mutuo aiuto tra vicini e all’impiego di strumenti digitali e servizi di telemedicina, con una prima fase di sperimentazione prevista nel Nord-Est.

Paolo Saveriano

Sul versante delle politiche abitative, l’assessore provinciale Simone Marchiori ha richiamato la necessità di concentrare gli interventi sul recupero e sulla valorizzazione del patrimonio esistente, tenendo conto delle trasformazioni demografiche e delle condizioni economiche che rendono sempre più complesso l’accesso alla casa. Nel corso del confronto è stato evidenziato come una quota significativa degli immobili trentini risulti inutilizzata o sottoutilizzata, pur in presenza di una crescente domanda abitativa, con differenze territoriali che richiedono politiche capaci di integrare edilizia, mobilità, servizi e sviluppo delle comunità locali.

«Se la disponibilità di una casa è una delle questioni cruciali del nostro tempo, altrettanto importante è la qualità dell’abitare e l’accessibilità è una componente che deve guidare tanto la progettazione dei nuovi immobili quanto, ove possibile, la riqualificazione del patrimonio esistente – sottolinea l’assessore Marchiori –. L’obiettivo ideale è costruire contesti abitativi capaci di coniugare accessibilità, sicurezza e inclusione sociale, anche alla luce delle dinamiche demografiche in atto. È una sfida che richiede il contributo integrato di tutti: le istituzioni chiamate ad individuare e promuovere modelli virtuosi, i professionisti e gli amministratori nella gestione del contesto residenziale, il mondo privato e quello del volontariato per lo sviluppo di nuove soluzioni e relazioni di prossimità. Ecco perché come Provincia si sta puntando molto su un approccio condiviso per la revisione degli strumenti legislativi puntando da un lato sul coinvolgimento di tutti gli stakeholder del mondo dell’abitare tramite il progetto “Orizzonti dell’abitare in Trentino” e, dall’altro, con lo studio delle migliori pratiche a livello nazionale ed europeo, com’è accaduto con il recente viaggio studio a Vienna per studiare il particolare sistema di housing sociale della capitale austriaca».

Marchiori

L’assessore ha inoltre illustrato alcune esperienze di innovazione abitativa avviate sul territorio provinciale, dal condominio solidale di via Maioliche a Rovereto ai progetti di co-living nelle comunità periferiche, fino alle prospettive del senior housing, concepito per consentire alle persone anziane di conservare più a lungo la propria autonomia in contesti residenziali adeguati alle loro esigenze. Particolare interesse ha suscitato anche il riferimento al modello viennese di edilizia sociale, caratterizzato dall’integrazione tra diverse fasce di popolazione, dalla presenza di spazi comuni e da una progettazione degli insediamenti che favorisce le relazioni di vicinato.

Ampio spazio è stato riservato alle difficoltà che gli amministratori incontrano nel promuovere gli interventi di adeguamento degli edifici. Ai costi delle opere e all’incertezza sugli incentivi fiscali si aggiungono spesso la complessità delle decisioni assembleari e la difficoltà di costruire una consapevolezza condivisa sull’importanza dell’accessibilità. Anche interventi apparentemente marginali, come l’eliminazione di piccoli dislivelli, possono incidere in maniera determinante sulla possibilità di utilizzare autonomamente un edificio da parte di persone con disabilità o ridotta mobilità.

Dal confronto è emersa la proposta di sviluppare, attraverso la collaborazione tra amministratori, professionisti tecnici e istituzioni provinciali, strumenti operativi per individuare le criticità degli edifici e orientare gli interventi prioritari. In particolare, Saveriano ha prospettato la definizione di una checklist del condominio inclusivo, articolata attorno ad accessibilità, sicurezza, gestione delle emergenze e disponibilità di servizi, accompagnata da riferimenti chiari ai soggetti pubblici e territoriali cui rivolgersi nelle situazioni di maggiore fragilità.

Il dibattito con i partecipanti ha ulteriormente evidenziato la dimensione relazionale della professione, attraverso testimonianze sulle difficoltà di mediazione tra condomini, sulla gestione dei conflitti e sulla necessità di sviluppare una maggiore sensibilità rispetto alle condizioni di vita delle persone. Questioni che confermano il valore della formazione professionale promossa da ANACI, anche negli ambiti della comunicazione interpersonale e della gestione della conflittualità.

La seconda parte è stata dedicata agli approfondimenti tecnici sulle possibilità di intervento negli edifici esistenti. Flavio Zanetti, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia autonoma di Trento, e Roberto Torrisi hanno affrontato le regole, le soluzioni e le criticità operative connesse all’eliminazione delle barriere architettoniche, con un focus specifico sugli ascensori e sull’adeguamento degli immobili alle nuove esigenze dei residenti.


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