Nei concorsi INPS si esce per pochi decimi di punto, e spesso per una regola che pochi conoscono: la soglia va raggiunta in ciascuna sezione della prova, non nel totale. Come funzionano preselezione, prova scritta, titoli e graduatoria, e che cosa si può contestare.
In breve — Il concorso INPS è una procedura per titoli ed esami bandita direttamente dall’Istituto, articolata in un’eventuale preselezione, una prova scritta in formato digitale e la valutazione dei titoli. La prova si supera raggiungendo il punteggio minimo in ciascuna sezione, non nel totale. Contro l’esclusione o la graduatoria si ricorre al giudice amministrativo entro sessanta giorni dalla pubblicazione, che vale come notifica.
1. Come funzionano i concorsi INPS
Il concorso INPS è bandito direttamente dall’Istituto, che nomina la propria commissione esaminatrice e gestisce la procedura: non passa dalla Commissione RIPAM, anche se come ogni concorso pubblico si svolge sul Portale unico del reclutamento inPA, dove sono pubblicati il bando, i calendari, gli esiti e la graduatoria finale.
Nessuno avvisa personalmente il candidato. Convocazioni, esiti e graduatorie si conoscono consultando inPA e il sito dell’Istituto, e dalla data di quella pubblicazione decorrono i termini per impugnare. Chi se ne accorge in ritardo trova il termine già consumato.
2. I requisiti per partecipare
I requisiti del concorso INPS variano con il profilo, e vanno letti nel bando: per i concorsi da funzionario serve la laurea magistrale o specialistica — o il diploma di laurea del vecchio ordinamento — in una delle classi indicate, mentre per i profili di assistente è richiesto il diploma. A questi si aggiungono i requisiti generali comuni a ogni concorso pubblico: cittadinanza, maggiore età, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica e assenza di cause ostative all’assunzione.
I titoli che daranno punteggio devono essere posseduti e dichiarati nella domanda. Nel concorso INPS la valutazione avviene sulla base di quanto il candidato ha indicato al momento dell’iscrizione, e ciò che non è stato dichiarato lì non viene recuperato in seguito.
3. La prova preselettiva
La preselezione nel concorso INPS non è automatica: si fa solo se le domande superano una soglia fissata dal bando — nel concorso da 1.695 funzionari, quattromila. Consiste in sessanta quesiti a risposta multipla su logica, comprensione e ragionamento verbale, lingua inglese, competenze informatiche e cultura generale, somministrati con sistemi informatici.
Alla prova scritta accede chi ottiene i punteggi più alti fino a un multiplo dei posti — il doppio, nel concorso dei funzionari — insieme a chi si classifica ex aequo all’ultimo posto utile: non c’è una soglia fissa, si entra in graduatoria o si resta fuori. E il punteggio della preselezione non concorre al punteggio finale: serve solo a passare, non vale nulla dopo.
4. La prova scritta e le due soglie
La prova scritta si svolge su strumentazione informatica e si articola in due sezioni: la prima con brani a carattere tecnico-giuridico da completare e quesiti di comprensione del testo; la seconda con scenari o casi situazionali a contenuto operativo, in cui si deve individuare la soluzione più adeguata fra alternative predefinite.
La regola che esclude di più · art. 7 del bando per 1.695 funzionari
«La prova è valutata in trentesimi. Superano la prova le/i candidate/i che riportano il punteggio di almeno 21/30 in entrambe le sezioni. Il mancato conseguimento del punteggio minimo in una delle due sezioni comporterà il mancato superamento della prova, indipendentemente dal punteggio conseguito nell’altra sezione.»
Significa che un punteggio altissimo in una sezione non recupera quello insufficiente nell’altra: si può andare benissimo sui brani tecnico-giuridici e restare fuori per mezzo punto sui casi situazionali. Ed è proprio la seconda sezione il terreno più delicato, perché i casi situazionali non hanno una risposta esatta in senso proprio ma una scala di adeguatezza stabilita in anticipo — lo stesso meccanismo che abbiamo esaminato per il concorso RIPAM.
5. La valutazione dei titoli
Nel concorso INPS i titoli si valutano solo dopo la prova scritta e solo per chi l’ha superata: non aiutano a passare, pesano sulla posizione in graduatoria. Nel concorso da funzionario valgono al massimo dieci punti, ripartiti fra voto di laurea, un eventuale titolo di studio ulteriore e i titoli accademici — master di primo e secondo livello, dottorato di ricerca.
I titoli universitari sono valutabili soltanto se conseguiti presso università pubbliche o non statali legalmente riconosciute, e devono essere inerenti alle discipline indicate dal bando: un master prestigioso ma fuori materia non porta nulla. E vale quanto detto sopra — contano solo quelli dichiarati nella domanda.
6. La graduatoria, gli idonei e l’assunzione
La graduatoria di merito del concorso INPS si forma sommando il punteggio della prova scritta e quello dei titoli, ed è elaborata per ciascuna struttura messa a concorso: si concorre per la sede scelta, non su una lista nazionale unica. A parità di punti si applicano le preferenze e le precedenze dell’art. 5 del d.P.R. 487/1994, di cui abbiamo scritto nella pagina su chi precede a parità di punteggio.
Chi entra in graduatoria senza essere vincitore è idoneo, e non è una posizione priva di valore: la graduatoria resta efficace due anni dall’approvazione, e in quel periodo l’amministrazione può attingervi per coprire posti che si rendano disponibili. È il tema dello scorrimento delle graduatorie, dove si decide se quell’attesa si trasformerà in assunzione.
7. I casi di illegittimità più frequenti
Il giudice amministrativo non rifà la correzione e non sostituisce la propria valutazione a quella della commissione: un esito sfavorevole, da solo, non è un vizio.
Che cosa si contesta nel concorso INPS
Quesiti errati o ambigui — domande prive di una risposta esatta fra quelle proposte o con più risposte corrette, nella preselezione o nella prima sezione della scritta.
Valutazione dei casi situazionali — alternative equivalenti rispetto al nucleo dello scenario, graduate diversamente senza criteri conoscibili.
Criteri della preselezione — criteri non stabiliti preventivamente dalla commissione o non resi noti prima della prova, come il bando impone.
Malfunzionamenti della postazione — blocchi del sistema, tempo non ripristinato, risposte non registrate: vanno contestati subito e fatti verbalizzare.
Titoli e graduatoria — titoli dichiarati e non valutati, errori di calcolo, mancata applicazione di preferenze e precedenze.
Il vizio più solido resta quello che si dimostra con un documento, senza chiedere al giudice un giudizio di valore: il quesito senza risposta corretta, il titolo dichiarato e non conteggiato, l’errore di somma. Sul fronte opposto, la contestazione più fragile è quella di chi sostiene semplicemente di aver risposto bene.
8. L’accesso agli atti
Prima del ricorso va chiesto l’accesso agli atti, con un elenco preciso: il proprio elaborato con le risposte date, la griglia di correzione, i criteri stabiliti dalla commissione — per la preselezione e per la valutazione dei casi situazionali — e i verbali che li hanno approvati. Senza quei documenti il ricorso si riduce a una lamentela sul punteggio.
Va chiesto subito, perché l’accesso non sospende il termine per impugnare: i sessanta giorni corrono anche mentre si attende la risposta. Capita che l’amministrazione differisca l’accesso perché la commissione è ancora al lavoro: è una risposta da valutare, ma che non ferma l’orologio, come spiegato nella pagina sull’accesso agli atti.
9. Il ricorso al TAR
Il termine per impugnare gli atti di un concorso INPS è di sessanta giorni e decorre dalla pubblicazione dell’atto su inPA e sul sito dell’Istituto — lo dice il bando stesso, precisando che da quella data decorrono i termini per le impugnative. In alternativa resta il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni, che però non consente la tutela cautelare. Trattandosi di atti di un ente centrale, la competenza è di regola del TAR del Lazio, ma il criterio va verificato nel caso concreto perché questi concorsi sono articolati per strutture regionali.
Il giudice non attribuisce i punti al posto della commissione. Annulla la valutazione illegittima e impone di rinnovarla, ed è in quella sede che il punteggio può cambiare. Quando la soglia è mancata per pochi decimi l’effetto pratico può coincidere, ma la domanda da formulare è un’altra, e da questo dipende spesso l’esito del giudizio: le regole comuni, dalla sospensiva all’ammissione con riserva, sono nell’articolo sul ricorso al TAR contro un concorso pubblico.
10. Come ti assiste lo Studio
Lo Studio Legale Calzoni segue il contenzioso sulle procedure selettive pubbliche, comprese quelle dei grandi enti previdenziali, dove le prove digitali e la valutazione automatizzata hanno introdotto questioni che la giurisprudenza sta ancora definendo. Leggiamo l’elaborato, i criteri e i verbali prima di ogni altra cosa, verifichiamo se il punteggio si spiega alla luce di quanto il bando prevede, e diciamo con franchezza se esiste un vizio contestabile o se si tratta di un esito sfavorevole ma legittimo.
Quando i margini ci sono curiamo l’accesso agli atti e il ricorso nei termini, con la domanda cautelare dove serve a non perdere le fasi successive, spiegando fin dall’inizio che cosa è ragionevole attendersi e in quanto tempo; quando non ci sono lo diciamo prima di assumere l’incarico. Tutti i servizi sono nella pagina pubblico impiego e concorsi.
Domande frequenti
Qual è il punteggio minimo per superare il concorso INPS?
Nei bandi recenti la prova scritta si supera con almeno 21/30, ma il punteggio va raggiunto in ciascuna delle due sezioni: un voto alto in una non compensa l’insufficienza nell’altra, e chi non raggiunge la soglia in una sola sezione non supera la prova.
Come funziona la preselezione del concorso INPS?
Si svolge solo se le domande superano la soglia indicata dal bando e consiste in sessanta quesiti a risposta multipla su logica, comprensione verbale, inglese, informatica e cultura generale. Accede alla prova scritta chi ottiene i punteggi più alti fino a un multiplo dei posti, e il punteggio conseguito non vale per la graduatoria finale.
Quanti ammessi ci sono alla prova scritta?
Un numero pari a un multiplo dei posti a concorso stabilito dal bando — il doppio nel concorso per 1.695 funzionari — ai quali si aggiungono i candidati classificati ex aequo all’ultimo posto utile.
Che cosa sono i casi situazionali del concorso INPS?
Scenari operativi in cui si chiede di individuare la soluzione più adeguata fra alternative predefinite. Non hanno una risposta esatta come un quesito di diritto: le alternative sono graduate su una scala di adeguatezza stabilita in anticipo da chi ha costruito la prova.
I titoli aiutano a superare la prova?
No. Si valutano solo dopo la prova scritta e solo per chi l’ha superata, e incidono sulla posizione in graduatoria. Contano esclusivamente i titoli dichiarati nella domanda, inerenti alle discipline indicate e conseguiti presso università pubbliche o legalmente riconosciute.
Quanto resta valida la graduatoria del concorso INPS?
Due anni dalla data di approvazione. In quel periodo l’amministrazione può attingere alla graduatoria per coprire posti che si rendano disponibili, ed è la finestra in cui un idoneo non vincitore può essere assunto per scorrimento.
Entro quando si ricorre contro un concorso INPS?
Entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell’atto su inPA e sul sito dell’Istituto, oppure entro centoventi giorni con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La pubblicazione vale come notifica e nessuna comunicazione personale fa decorrere un termine diverso.
L’accesso agli atti blocca il termine per impugnare?
No. I sessanta giorni continuano a decorrere mentre si attende la risposta all’istanza, anche quando l’amministrazione differisce l’accesso perché la commissione è ancora al lavoro.
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