L’8 giugno l’Unione Europea ha approvato il regolamento sui controlli degli investimenti esteri diretti. «Oggi le tensioni internazionali sono più evidenti rispetto al passato e spesso coinvolgono direttamente gli operatori economici. Per rispondere al mutato contesto, la norma interviene su due fronti: ampliare l’ambito di applicazione del controllo sugli investimenti e fornire una cornice normativa armonizzata su tutto il territorio Ue, fondamentale per rispondere in modo corale ai nuovi rischi», spiega Michele Carpagnano, docente presso l’Università di Trento, partner di Dentons e direttore scientifico di The Experts Talk: l’evento che da venerdì 18 settembre convoglia a Madonna di Campiglio i maggiori esperti in tema di golden power.
«Questo appuntamento, arrivato alla terza edizione, giunge in un momento cruciale sia da un punto di vista storico, sia per quanto riguarda l’evoluzione normativa sul controllo degli investimenti esteri. Dal 2019 il golden power si è affermato, in Italia e in Europa, come strumento irrinunciabile nelle politiche attive di difesa degli interessi essenziali», continua Carpagnano. Attorno al golden power «si giocano partite rilevanti in Italia e in tutti gli Stati membri. La sfida è consolidare mercati cruciali come la difesa, l’energia, i sistemi di pagamento, le banche e le assicurazioni, esattamente come espresso dal Rapporto Draghi. Al contempo sarà necessario evitare interferenze con la normativa sul controllo delle concentrazioni e in Europa si sta lavorando ai dovuti adeguamenti di questo regolamento». Experts Talk si è aperto con l’intervento di Damien Levie, consigliere per la sicurezza economica della Commissione europea, solo l’inizio di una tre giorni molto densa, come sottolinea Carpagnano: «A Madonna di Campiglio stanno intervenendo le voci più autorevoli ed esperte di una materia così complessa», con l’obiettivo di nutrire il dibattito scientifico e tracciare le proposte normative che verranno presentate in un documento programmatico a maggio alle istituzioni.
Deodato (Presidenza del Consiglio): il golden power quale strumento di difesa degli asset strategici nazionali
Tra gli ospiti Carlo Comporti, commissario Consob e futuro presidente dell’Esma, Carmine Di Noia, direttore affari finanziari Ocse, Antonio Matonti, direttore policy e advocacy di Confindustria, il presidente di Fincantieri Biagio Mazzotta, il direttore generale di Assonime Stefano Firpo, Letizia Macrì, corporate manager di Avio, Roberto Garofoli, presidente di sezione del Consiglio di Stato, e Carlo Deodato, segretario generale della Presidenza del Consiglio, il quale ha ribadito l’importanza del golden power «come strumento, che deve comunque restare un’eccezione rispetto al mercato, di difesa degli asset strategici a fronte delle nuove forme di minaccia alla sicurezza nazionale». Deodato in particolare ha segnalato la crescente rilevanza assunta dalle «operazioni relative a dati sensibili o informazioni strategiche e a tecnologie dual use. L’impegno», ha concluso, «resta quello della ricerca del più armonico equilibrio tra le esigenze di protezione della sicurezza dello Stato e il rispetto delle libertà economiche».
Catalano (Assicurazioni Generali): le società prevengano i rischi in tema di sicurezza nazionali
Giuseppe Catalano, segretario del consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali, che a Milano Finanza commenta: «La sicurezza economica è un potenziale profilo di rischio strategico su cui i cda delle società quotate devono ragionare in ottica preventiva quando valutano un’operazione, in particolare «individuando in anticipo i potenziali effetti bloccanti di una valutazione negativa da parte delle autorità competenti». Per fare ciò, «è bene che le società si dotino di schemi procedurali, strutture di compliance e sistemi di controllo interno in grado di attuare screening dei rischi alla sicurezza economica esattamente come già avviene su altri fronti, come l’antitrust, la protezione dei dati o l’antiriciclaggio». A questo si aggiunge «il dialogo con le istituzioni, fondamentale per comprendere le modalità di applicazione delle norme, anche in questo caso per valutare al meglio il rischio di applicazione di misure restrittive». A questo proposito, «l’obiettivo dell’Ue di costruire un sistema di golden power comune a tutti i Paesi è senza dubbio positivo. Ogni Stato ha la sua idea su come difendere i propri interessi economici, ma un approccio unitario è essenziale per evitare disparità e ricostruire un level playing field, quanto meno nel nostro continente», conclude Catalano.
Loiero (consigliere del Presidente del Consiglio): necessario l’equilibrio tra sicurezza e attrattività del Paese
«Il Golden Power è ormai una componente essenziale della politica di sicurezza economica del Paese», osserva Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri, «in un contesto geopolitico caratterizzato dalla crescente rilevanza delle tecnologie strategiche, delle infrastrutture critiche e delle catene del valore, la tutela degli interessi nazionali deve accompagnarsi alla capacità di mantenere l’Italia aperta agli investimenti e pienamente competitiva sui mercati internazionali». Per questo iniziative scientifiche come The Experts Talk Golden Power «sono particolarmente utili perché consentono alle istituzioni di confrontarsi direttamente con imprese, autorità, accademici e professionisti sulle trasformazioni in corso e sulle soluzioni più adeguate per affrontarle». La sfida? «Trovare un equilibrio tra sicurezza, autonomia strategica e attrattività del sistema Paese, anche nel quadro della crescente dimensione europea del controllo degli investimenti».
Chieppa (Consiglio di Stato): il nuovo regolamento mitiga l’uso del golden power in chiave nazionalistica
Anche Roberto Chieppa, presidente di sezione del Consiglio di Stato, sottolinea l’importanza del golden power, negli ultimi anni «passato da strumento di nicchia poco utilizzato a elemento di sistema finalizzato alla tutela degli assets strategici in un periodo di tensioni geopolitiche». In questa trasformazione «è insito il rischio che venga utilizzato come strumento di politica industriale o che possa alimentare tentazioni nazionalistiche». In questo senso, il nuovo regolamento europeo «può aiutare a contenere questi rischi e serve che il dibattito si concentri sulla esigenza di tenere insieme, e non contrapporre, mercato e interesse nazionale. La ormai tradizionale discussione annuale a Madonna di Campiglio costituisce un collaudato e sempre più utile metodo di lavoro per affrontare ogni aspetto del golden power e affinare un istituto nella piena consapevolezza di rischi e benefici». (riproduzione riservata)
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