”Experts Talk Golden Power”, al via la 3ª edizione: focus sul nuovo Regolamento UE sullo screening degli investimenti esteri


Al via la terza edizione di “Experts Talk Golden Power”, l’appuntamento promosso dall’Osservatorio Golden Power e dedicato quest’anno al nuovo Regolamento UE sullo screening degli investimenti esteri e alla sua futura implementazione nei singoli Stati membri, a partire dall’Italia. Per tre giorni, a Madonna di Campiglio, l’evento ha riunito Commissione Europea, Governo italiano, istituzioni estere e imprese per confrontarsi anche sul rapporto tra screening e regolazione settoriale, sul controllo giurisdizionale delle decisioni di golden power e sull’impatto della sicurezza economica sulle operazioni di M&A globali.

Energia, difesa, cyber, data center, finanza, assicurazioni, telecomunicazioni e trasporti sono tra i settori più coinvolti, in una fase in cui il ricorso allo strumento è in forte espansione: in Italia, secondo la Relazione della Presidenza del Consiglio, le notifiche nel 2025 sono state 1.081, il 37% in più rispetto all’anno precedente. A fronte di questo aumento, però, i poteri speciali sono stati effettivamente esercitati solo nel 5% dei casi, mentre in circa il 40% delle notifiche l’operazione non rientrava nell’ambito di applicazione della normativa.

Dal confronto tra istituzioni europee, autorità nazionali e aziende è emerso un messaggio condiviso, secondo cui il golden power deve restare un’eccezione rispetto alle regole ordinarie del mercato, non un freno agli investimenti, e la sua efficacia dipenderà dalla chiarezza e dalla coerenza con cui i diversi Paesi lo applicheranno. Su questo fronte, un recente studio della Banca d’Italia ha rilevato che l’ampliamento dei poteri speciali nel 2020 si era inizialmente associato a un rallentamento delle operazioni di M&A nei settori interessati, un effetto poi venuto meno dal 2023, in coincidenza con la progressiva riduzione dell’incertezza sulla prassi applicativa.

“Questa terza edizione di The Experts Talk Golden Power ha confermato che stiamo entrando in una fase di maturità della disciplina dei poteri speciali”, ha commentato Michele Carpagnano, Direttore dell’Osservatorio, Partner Dentons e docente dell’Università di Trento. “Tre giorni di confronto tra esperti, imprese, accademici e istituzioni hanno mostrato come il nuovo quadro europeo segni un passaggio decisivo. Come comunità di esperti, imprese e accademici, nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee, abbiamo la responsabilità di cogliere lo spirito di questa nuova fase, sistematizzare le esperienze maturate e affrontare insieme le sfide che ci attendono nell’implementazione del nuovo Regolamento europeo, avendo come obiettivo un sistema sempre più coerente, prevedibile e proporzionato. Sicurezza e competitività non sono obiettivi alternativi: dobbiamo proteggere gli interessi strategici senza trasformare il Golden Power in un ostacolo agli investimenti, al consolidamento e alla crescita delle imprese. Anche per questo occorre iniziare a ragionare in termini di “security by design”, costruendo operazioni e investimenti che siano fin dall’origine “Golden Power-proof”», ha concluso Carpagnano.

A livello internazionale, i dati presentati ai partecipanti nella sessione di lavoro da Carmine Di Noia, Direttore per gli Affari Finanziari e le Imprese dell’OCSE, restituiscono un quadro chiaro: il numero di casi trattati dall’Italia nell’ambito dello screening degli investimenti è cresciuto di 18 volte dal 2018 al 2025, in linea con l’andamento degli altri Paesi del G7, mentre un numero crescente di economie emergenti sta introducendo per la prima volta meccanismi di screening. Cresce anche la cooperazione internazionale in materia, anche per effetto del nuovo Regolamento UE. Per l’OCSE, uno screening ben disegnato non ostacola la competitività: al contrario, può rafforzarla, proteggendo le industrie e le infrastrutture critiche da cui dipendono sicurezza e competitività dei Paesi europei.

I lavori sono stati aperti dal Keynote speech di Damien Levie, Consigliere per la sicurezza economica presso la DG Trade della Commissione Europea, tra i principali artefici del Regolamento, che ha dichiarato: “Viviamo in un contesto geo-economico estremamente volatile, ma l’Unione Europea sta dimostrando di essere resiliente. Abbiamo una strategia e ora sta a noi metterla in pratica: dobbiamo essere più rapidi e più ambiziosi, non è più il momento di procrastinare sui temi della sicurezza economica. Questo è il contesto in cui si inserisce il nuovo Regolamento UE sugli investimenti esteri. Il Regolamento rende le norme che disciplinano l’esercizio dei poteri speciali più efficaci e prevedibili, sia per le istituzioni competenti sia, soprattutto, per gli investitori. Gli Stati membri devono ora attuare il Regolamento trovando un equilibrio armonico tra l’apertura dei mercati e la tutela della sicurezza economica, rafforzando l’attrattività dell’Unione attraverso la convergenza delle 27 politiche nazionali di screening degli investimenti”.

Sui profili applicativi e giurisdizionali è intervenuto anche Roberto Garofoli, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, sottolineando che: “Il Golden Power è oggi più necessario che nel 2012, quando fu introdotto: la competizione tra Stati si intensifica e l’Europa ha bisogno di uno strumento capace di tutelarne l’autonomia strategica. È però un potere delicato, perché incide su libertà fondamentali e sull’attrattività degli investimenti. Deve quindi restare eccezionale, limitato alla protezione degli asset strategici e non diventare strumento di direzione dell’economia. Quanto più cresce la sua importanza, tanto più occorre definirne con chiarezza i confini: serve a tal fine un rigoroso controllo successivo del giudice amministrativo, senza però che questo si sostituisca al Governo nelle valutazioni geopolitiche. Infine, sarà decisiva la qualità degli apparati pubblici chiamati ad applicare la normativa. Resta il problema dell’incertezza per gli investitori: per ridurre l’imprevedibilità sarebbe utile costruire un vero e proprio “massimario” delle prassi applicative, per rendere conoscibili criteri e orientamenti dell’utilizzo dei poteri speciali. Più certezza, dunque, senza indebolire la capacità dello Stato di proteggere gli interessi strategici”.

“Il golden power resta uno strumento fondamentale di difesa dei nostri asset strategici di fronte alle nuove forme di minaccia alla sicurezza nazionale, ma deve continuare a rappresentare un’eccezione rispetto alle regole del mercato”, ha aggiunto Carlo Deodato, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Assistiamo a una crescente rilevanza delle operazioni che riguardano dati sensibili, informazioni strategiche e tecnologie dual use. Il nostro impegno resta quello di ricercare il più armonico equilibrio possibile tra le esigenze di protezione della sicurezza dello Stato e il rispetto delle libertà economiche”.

Tra i partecipanti all’esclusiva Board Room, che si è tenuta a 2.100 metri di altitudine tra le cime di Madonna di Campiglio, anche Renato Loiero, Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri, e Carlo Comporti, Commissario CONSOB, indicato dal Parlamento europeo il 15 settembre 2026 come nuovo presidente dell’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati). Inoltre, il tavolo di lavoro è stato aperto anche all’illustrazione delle esperienze applicative di altri Stati membri, con la partecipazione dei rappresentanti apicali delle Autorità di screening: della Spagna, con Santiago Conde, vicedirettore dell’Unità per gli investimenti esteri del Ministero dell’Economia; della Romania, con Ana Belacurencu, Responsabile Investimenti esteri dell’Autorità per la concorrenza; e della Svezia, con Jerker Hellström, senior adviser del Dipartimento per gli investimenti diretti esteri dell’Ispettorato svedese per i prodotti strategici. La dimensione internazionale degli Experts Talk sarà ulteriormente rafforzata nella prossima edizione, per la quale è stato anticipato il coinvolgimento di istituzioni di rilievo a livello globale.

Un filo conduttore dei tre giorni di lavori è stato l’auspicio di un dialogo sempre più strutturato e continuativo tra imprese, istituzioni ed esperti — un modello che il Presidente Roberto Chieppa ha definito il “Metodo Madonna di Campiglio”. Questo orientamento è stato fortemente ribadito nella plenaria conclusiva di Piazza Sissi, dove il Presidente di Fincantieri, Biagio Mazzotta, ha evidenziato come le grandi aziende partecipate abbiano ormai pienamente adottato un modello di “security by design”, in cui la sicurezza economica viene strategicamente integrata già nella fase di progettazione delle operazioni industriali. Nel corso dei lavori le testimonianze di Letizia Macrì (Avio) e Giuseppe Catalano (Assicurazioni Generali) hanno ulteriormente arricchito il confronto, illustrando concretamente come le imprese stiano adottando approcci olistici per incorporare il golden power nelle proprie decisioni e prassi aziendali, un approccio confermato anche da Confindustria con Antonio Matonti, Direttore Policy e Advocacy dell’Associazione.

Per il terzo anno consecutivo, l’appuntamento “Experts Talk” rende l’Italia un luogo centrale per comprendere e indirizzare il futuro delle politiche europee e nazionali in materia di Golden Power. I contenuti dei tre giorni di lavoro confluiranno nel documento programmatico 2027 in materia di Golden Power prodotto dall’Osservatorio, che sarà presentato nel corso di successive riunioni tra gli esperti coinvolti.

Partners dell’iniziativa sono Gruppo Cassa Centrale, Generali, Avio e APT Madonna di Campiglio; hospitality partner è il Rifugio Spinale, climbing partner Skiarea Madonna di Campiglio, mentre Advocacy e Communication partner è Comin & Partners.




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