LIBIA. Il Vertice franco-libico a Sirte per lo sviluppo e la ricostruzione


Il 10 settembre 2026 si è aperto a Sirte il Vertice economico libicofrancese per gli investimenti e lo sviluppo, organizzato dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo in Libia (NDA) in partnership con Business France, all’obiettivo di trasformare il dialogo politicoeconomico in progetti concreti di ricostruzione, infrastrutture e diversificazione economica. L’iniziativa arriva in una fase in cui la Libia cerca di rilanciare le proprie infrastrutture, ridurre la dipendenza dagli idrocarburi, attrarre competenze tecniche europee e consolidare Sirte come hub logistico dopo anni di conflitto e presenza terroristica. Per Parigi, invece, il vertice risulta essere un canale privilegiato per posizionare imprese francesi nei cantieri della ricostruzione per l’energia, acqua, telecomunicazioni e opere pubbliche, cercando di rafforzare l’influenza economica in un nodo cruciale tra Nord Africa, Sahel e rotte mediterranee.

Vale la pena sottolineare la presenza di Business France a Sirte: la città, infatti, rientra nell’area amministrata dal GNS guidato da Osama Hammad e sotto il controllo militare dell’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar. Dunque, la sua partecipazione nel sostenere l’apertura dell’economia francese segnala l’interesse di Parigi nei progetti avviati anche al di fuori dei territori controllati dal GNU di Dabaiba. Non di meno, il Forum è stato organizzato dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo, ovvero una struttura collegata alle autorità orientali e responsabile di numerosi interventi di ricostruzione a Sirte. 

Alla sessione di apertura hanno preso parte Mahmoud al Farjani, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo in Libia; il sindaco di Sirte, Mukhtar al Madani; Philippe Garcia, Direttore della Zona Nord Africa e dell’ufficio per la Tunisia (con copertura estesa anche alla Libia) di Business France; l’addetto commerciale dell’ambasciata di Francia; i sindaci di Sirte, Al Jufrah e Golfo di Sirte; oltre a imprenditori e rappresentanti di circa 17 aziende francesi specializzate. Il format si è caratterizzato di discorsi istituzionali, tavole rotonde tematiche e visite sul campo, tra cui quella principale alla Zona Franca di Sirte e al progetto portuale, con aggiornamenti su fasi di sviluppo e avanzamento dei lavori. Gli interventi degli esperti e dei rappresentanti hanno enfatizzato i vantaggi infrastrutturali di Sirte: tra questi spiccano la posizione centrale sulla costa libica, il clima favorevole agli investimenti, le risorse naturali, la presenza di una zona franca, l’aeroporto internazionale di Sirte (Sirte Gulf Airport) e un litorale ricco di specie ittiche. Il sindaco della città ha inoltre auspicato l’insediamento di stabilimenti produttivi e progetti industriali che diversifichino l’economia locale (basata perlopiù dagli idrocarburi), che possano così creare occupazione e sfruttare la posizione strategica della città come base per investimenti anche verso il continente africano. 

Per di più, nel corso del vertice è stato firmato un protocollo d’intesa tra l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo in Libia e Bureau Veritas Libya, ente di certificazione accreditato dalla Banca Centrale della Libia per emettere il Certificato di Ispezione (COI), obbligatorio per esportare merci in Libia. Il protocollo è focalizzato su cooperazione tecnica e ingegneristica, sulla fornitura di competenze professionali e supporto ai progetti di sviluppo, con l’ambizione di rafforzare le capacità ingegneristiche locali e migliorare pianificazione ed esecuzione dei cantieri. In seno al vertice è stato confermato anche l’avvio a breve di un collegamento aereo tra Sirte e la Francia, per facilitare gli spostamenti di tecnici, manager e investitori e consolidare il corridoio operativo tra i due paesi. 

Precedentemente a tale vertice, si sono susseguiti altri importanti incontri: il Forum economico libico di agosto 2026 ha intensificato i contatti dell’Agenzia con attori europei, inclusi incontri con il consolato italiano per coinvolgere imprese italiane nei progetti libici. Parallelamente, l’Agenzia ha mostrato ambizioni regionali oltre confine, proponendo a Tunisi finanziamenti diretti per la manutenzione o la costruzione di un nuovo aeroporto a Cartagine, citando come “credito” il ripristino delle operazioni presso l’aeroporto internazionale di Sirte Gulf Airport, i cantieri in corso a Sebha e il nuovo aeroporto di Bengasi. Per le autorità libiche, la collaborazione con la parte francese contribuisce a legittimare Sirte come polo di investimento, a diversificare i partner internazionali e a ridurre rischi di dipendenza da singoli attori regionali. 

Gli investitori rimangono comunque dubbiosi sulla facilità nel riuscire a portare avanti i progetti a causa delle divisioni politiche interne del Paese, alle incertezze normative e alla critica situazione in ambito securitario: trattasi di un insieme di fattori che rendono necessari meccanismi di garanzia, coperture assicurative e un “piano d’azione” chiaro di riforme per trasformare quelli che si presentano solo come primi annunci dei lavori, in cantieri veri e propri e soprattutto a lungo termine. Non di meno, la presenza di due governi e la “lotta” tra l’est e l’ovest libico, seguite dalle riunioni militari a Sirte come quella recente tra i capi di stato maggiore per l’unificazione dell’esercito, mostrano proprio che il vertice economico si incrocia con dinamiche di sicurezza e legittimità politica. Senza garanzie pubbliche e un coordinamento politico con la Libia, i protocolli firmati a Sirte non si traducono automaticamente in cantieri. 

Per l’Italia, il Vertice francolibico a Sirte e l’attivismo dell’Agenzia nei confronti dei partner europei confermano l’urgenza di avviare una strategia industriale e diplomatica coordinata. Seppur le imprese italiane siano già presenti in dossier infrastrutturali quali ferrovie e porti, oltre al settore petrolifero, rischiano però di essere marginalizzate in assenza di garanzie pubbliche e un coordinamento politico con la Libia. Per non perdere terreno, secondo diversi analisti Roma dovrebbe attivare strumenti concreti per accompagnare le imprese negli appalti di ricostruzione, anche attraverso accordi in ambito di sicurezza nei cantieri e protezione del personale. La competizione per gli appalti relativi alla ricostruzione della Libia e la presenza francese diventa così un nuovo teatro di prova della capacità italiana di tenere insieme sicurezza, energia e sviluppo nel Mediterraneo centrale. 

Camilla Montanari

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