#Finsubito news dalla rete – Meloni interviene sulla vertenza Ericsson, ritirati i 131 licenziamenti previsti a Genova


Prima il dietrofront sul piano di licenziamento collettivo, poi l’accordo sull’avvio di una nuova fase di dialogo sugli altri strumenti a disposizione dell’azienda per “rimodulare” l’organizzazione della forza lavoro del sito di ricerca: dagli incentivi all’uscita alle posizioni aperte per eventuali ricollocamenti. C’è un primo, parziale lieto fine, nella vicenda del ridimensionamento della sede genovese di Ericsson, dove il management della multinazionale svedese aveva deciso e comunicato il licenziamento di 131 lavoratori.

A risultare decisiva, più che la mobilitazione che ha portato alla protesta di lavoratori, sindacati e esponenti politici, sarebbero state – secondo fonti di Palazzo Chigi – le «interlocuzioni avviate personalmente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i vertici dell’azienda».

A comunicarlo a rappresentanti dei lavoratori e parlamentari del territorio, nell’incontro tra le parti richiesto dai sindacati e convocato nella sede del Ministero di oggi, a Roma, lo stesso ad di Ericsson Italia Andrea Missori. Che ha annunciato di voler ritirare la procedura di licenziamento e incentivare eventuali fuoriuscite con incentivi e percorsi di ricollocazione del personale che vi aderirà.

I sindacati

«Siamo soddisfatti per questo risultato frutto della lotta dei lavoratori e per l’interessamento di politica e istituzioni e naturalmente per l’intervento del Presidente del Consiglio», commentano dalla Cgil Sonia Montaldo e il neo segretario Alessandro Pagano. «Ma ontinueremo a tenere alta l’attenzione perché rimane la ventottesima procedura che i dipendenti Ericsson hanno dovuto subire in pochi anni: la tutela dell’occupazione è fondamentale come è altrettanto indispensabile rilanciare il sito produttivo nell’ottica della cittadella tecnologica degli Erzelli».

«Il tavolo al Ministero, fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali insieme al Comune e alla Regione, ha segnato un primo passaggio importante: – dichiara Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria – la trasformazione della procedura di licenziamento coatto in un percorso di incentivo all’esodo volontario, con una proposta aziendale pari a 48 mensilità. È un risultato iniziale al quale dovranno seguirne altri».

«Resta forte la preoccupazione per la possibile perdita di posti di lavoro e per la dispersione di competenze altamente qualificate. La questione è particolarmente rilevante per il sito degli Erzelli, che avrebbe dovuto rappresentare una punta di diamante dell’innovazione e della tecnologia in Italia. È necessario proseguire il confronto per garantire le maggiori tutele a tutti gli addetti e creare nuove prospettive industriali e occupazionali alla sede genovese».

«L’azienda si è detta disponibile a trasformare il percorso e a introdurre 48 mensilità per ogni lavoratore colpito dalla procedura – commenta Giuseppe Gulli, segretario organizzativo UIL Liguria – Per quanto riguarda la salvaguardia occupazionale, ci è stato comunicato che esiste la disponibilità a trasferire alcuni lavoratori, su base volontaria, in Italia e all’estero con una dinamica di Open Talent, per coloro che volessero restare in azienda. Per gli altri lavoratori è stato previsto un percorso di career placement sul territorio. Prendiamo atto di questo passo, ma riteniamo che non sia sufficiente. Resta fondamentale per noi entrare nel merito dei criteri, delle garanzie e della volontarietà dei percorsi. Siamo in attesa dell’incontro già calendarizzato con la Sindaca e con Confindustria, che sarà importante per avere un quadro istituzionale e industriale completo, e dell’avvio del tavolo nazionale settoriale per superare la crisi».

Le istituzioni

«La notizia del ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 131 dipendenti Ericsson è motivo di grande soddisfazione, innanzitutto per i lavoratori e le loro famiglie, che hanno vissuto settimane di preoccupazione per il proprio futuro. Apprezzo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ascoltato la protesta dei lavoratori in occasione dell’inaugurazione del Salone Nautico di Genova e la ringrazio per il suo intervento. Questo risultato è stato possibile grazie alla lotta dei lavoratori, che hanno tenuto alta l’attenzione sulla vertenza», commenta la sindaca Silvia Salis.

«Fin dall’avvio della vertenza, abbiamo incontrato lavoratori, sindacati e azienda e chiesto ai ministri competenti l’apertura di un tavolo nazionale – ricordano la sindaca e l’assessore Emilio Robotti, presente all’incontro a Roma – il coinvolgimento del governo era necessario e accogliamo positivamente il risultato raggiunto. Un ringraziamento va ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che hanno fatto sentire la propria voce e tenuto alta l’attenzione sul futuro del sito genovese. Ora è importante proseguire il confronto per dare prospettive durature all’occupazione e alle attività di ricerca e sviluppo di Ericsson a Genova. Il ritiro dei licenziamenti è un passaggio fondamentale: da qui occorre partire per discutere di piano industriale e investimenti, valorizzando il patrimonio di competenze presente agli Erzelli – concludono – Il Comune continuerà a fare la propria parte, in costante contatto con Confindustria, per capire la reale capacità del territorio di assorbire i lavoratori che aderiranno alla procedura di esodo volontario».

«Ringraziamo il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è intervenuta personalmente: la sua posizione è risultata determinante per la positiva soluzione della vertenza», commentano dalla Regione il presidente Marco Bucci, l’assessore allo Sviluppo Economico Alessio Piana e l’assessore alle Vertenze aziendali Paolo Ripamonti. «L’impegno di Regione Liguria, che ha sempre posto al primo posto la strategicità del sito di Genova, trova piena conferma nelle rassicurazioni dell’azienda. La dismissione di una linea di prodotto non rappresenta in alcun modo la dismissione della sede di Erzelli. Auspichiamo che, anche grazie al contributo delle istituzioni locali, che da sempre rappresentano un valore da preservare in questo genere di vertenze, il tavolo di monitoraggio annunciato possa consentire di individuare le soluzioni migliori non solo per superare l’attuale fase di difficoltà dell’azienda, ma anche per costruire insieme percorsi di crescita e sviluppo sul territorio».

La politica

Da Chigi si spiega l’intervento della premier come intervento dovuto, «di fronte alla strumentalizzazione politica che si è sviluppata attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori». Meloni «è intervenuta personalmente, telefonando all’amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori», la precisazione. Un passaggio che nel giorno della buona notizia, dopo un mese di proteste di piazza e presidi, non è passato inosservato nei commenti della politica.

«E’ una bella notizia il fatto che Ericsson abbia revocato i licenziamenti grazie ad una telefonata all’Ad del gruppo, è invece incomprensibile perché nella nota di palazzo Chigi si dica che la telefonata è stata fatta per “evitare strumentalizzazioni politiche”: pensavamo che la ragione fosse evitare i licenziamenti», punge ad esempio l’ex ministro dem Andrea Orlando.

«Comunque se per strumentalizzazioni politiche si intendono le nostre richieste di intervento da parte del governo siamo contenti di averle fatte. Dobbiamo solo ammettere che ci eravamo sbagliati nel l’indirizzo.Ci eravamo rivolti al ministro Urso», la stoccata del consigliere del Pd.

«Il ritiro della procedura di licenziamento collettivo da parte di Ericsson è un risultato importante, – commenta dal governo il viceministro leghista Edoardo Rixi – che consente di guardare con maggiore fiducia al futuro del sito di Erzelli e dei suoi lavoratori. È la dimostrazione che quando il Governo interviene con determinazione, le soluzioni si possono trovare. Ringrazio in modo particolare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha dato un contributo decisivo alla soluzione positiva della vertenza. Ora non bisogna fermarsi. Il ritiro dei licenziamenti è un punto di partenza: dobbiamo lavorare perché Erzelli torni a essere un sito capace di attrarre investimenti, innovazione e occupazione qualificata. Il Governo continuerà a fare la propria parte insieme alle istituzioni del territorio».

«Il risultato dell’impegno innanzitutto delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che hanno portato avanti questa battaglia con determinazione, ma anche del lavoro delle istituzioni e della politica a tutti i livelli, che in queste settimane hanno costruito un’azione comune per chiedere il ritiro dei licenziamenti e la tutela del sito genovese», commentano i parlamentari dem Alberto Pandolfo, Valentina Ghio, Luca Pastorino e Lorenzo Basso.

«ll documento unitario sottoscritto il 2 ottobre da istituzioni, sindacati e forze politiche andava esattamente in questa direzione, indicando come primo obiettivo il ritiro della procedura e l’apertura di un confronto sulle prospettive industriali e occupazionali di Ericsson a Genova. Chi parla di ‘strumentalizzazione politica’ non è chiaramente a conoscenza della realtà, e della mobilitazione nata attorno a questa vertenza, partita con l’annuncio di 131 licenziamenti. Politica e istituzioni hanno fatto il loro dovere: sostenere i lavoratori, sollecitare l’azienda, portare la vertenza in Parlamento e chiedere al Governo di intervenire».

«A Genova c’è stata una mobilitazione reale e trasversale, che ha unito lavoratori, sindacati, istituzioni e forze politiche nella difesa di un patrimonio di competenze, ricerca e innovazione che riguarda non solo la nostra città, ma l’intero Paese – continuano i deputati e senatori del Pd eletti in Liguria – Ora bisogna guardare avanti. Ericsson ha annunciato l’intenzione di ricorrere a dimissioni volontarie incentivate: sarà fondamentale capire quale impatto avranno queste scelte sull’organico e sulle competenze presenti a Genova. Il punto resta quello indicato nel documento unitario: garantire continuità occupazionale, industriale e tecnologica e fare chiarezza sul futuro delle attività di ricerca e sviluppo. La vertenza non si chiude con il ritiro dei licenziamenti: si apre una nuova fase, in cui occorrerà continuare a vigilare e coinvolgere pienamente istituzioni e organizzazioni sindacali. Continueremo a fare la nostra parte perché questo risultato si traduca in una prospettiva solida per Ericsson e per il sito di Genova».

«Il ritiro dei 131 licenziamenti Ericsson è una grande notizia per Genova e soprattutto per i lavoratori e le loro famiglie. Ringrazio il presidente Giorgia Meloni per il suo intervento personale e decisivo e il ministro Adolfo Urso per il lavoro svolto al Mimit – si legge nella nota del presidente del Consiglio regionale ligure Stefano Balleari – Proprio oggi, in vista del tavolo convocato al Ministero sulla vertenza Ericsson, abbiamo fatto recapitare al MIMIT il documento unitario sottoscritto dai parlamentari liguri e dai capigruppo regionali, riuniti venerdì in Consiglio regionale, con la richiesta di ritirare la procedura di licenziamento e tutelare la presenza industriale e tecnologica di Ericsson a Genova. Oggi arriva la risposta che auspicavamo: quando territorio e Governo lavorano insieme, i risultati arrivano».


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