#Finsubito news dalla rete – Prestiti e finanziamenti: tutto quello che devi sapere per risparmiare sulla rata


Molte volte ti avranno detto cosa devi sapere prima di chiedere un prestito e come valutare una proposta, per risparmiare sulla rata mensile (in questa guida lo abbiamo fatto anche noi di Rame). Meno spesso ti avranno spiegato le peculiarità dei diversi tipi di finanziamento, e quei piccoli dettagli che invece, a conti fatti, possono fare la differenza. Già, perché non è solo questione di tassi di interesse. A caricare i costi di un prestito può essere una polizza imposta o un intermediario di troppo. Qui un esperto ci spiega i segreti dei singoli prodotti e le cose da sapere.

Quello che resta fuori dal Taeg

«Come sappiamo, il dato da valutare e confrontare prima di accedere a un prestito è il Tasso annuo effettivo globale, detto Taeg, e cioè il tasso di interesse che ingloba tutte le spese del prestito», spiega Stefano Santin, responsabile nazionale politiche del credito della Casa del Consumatore. «Ma oggi la maggior parte delle società finanziarie vendono assieme al prestito anche pacchetti assicurativi, che restano fuori dall’indice perché considerati costi accessori. Normalmente non sono polizze obbligatorie, ma spesso sono la conditio sine qua perché il prestito venga erogato».

«Il problema è che sono molto costose, e possono in parte annullare il beneficio di una rata più bassa. Come fare? Se il prestito ha un tasso conveniente, il consumatore può attuare una strategia, e cioè può sì stipularle al momento, ma poi annullarle entro 30 giorni dalla firma. Il diritto di recesso senza penali per i finanziamenti è previsto dalla legge, e per esercitarlo è sufficiente inviare una raccomandata entro i termini stabiliti, senza motivazione. In questo modo si avrà diritto al rimborso pieno del premio assicurativo pagato».

Come risparmiare sull’assicurazione legata al prestito

«Le polizze a protezione del credito sono spesso proposte in abbinamento ai prestiti di diverso tipo, ma in particolare ai prestiti personali, quelli cioè che non hanno una finalità specifica. Servono a tutelare chi ha erogato il finanziamento in caso come premorienza, perdita di lavoro, o invalidità permanente, ma in realtà il più delle volte le finanziarie hanno sono doppiamente incentivate a vederla. Dietro la proposta di questi prodotti c’è di frequente un accordo tra finanziaria e compagnia assicurativa, che elargisce per ogni polizza firmata provvigioni altissime», spiega l’esperto.

È la ragione per cui questi prodotti saranno molto più costosi rispetto alle medie di mercato, e nient’affatto vantaggiosi per il consumatore. «Se l’idea è di sottoscrivere una polizza di questo tipo, o si può fare anche rivolgendosi direttamente a una compagnia assicurativa. Lo si può fare subito, contestualmente alla firma del contratto di finanziamento, o anche dopo», chiarisce Santin.

A cosa stare attento se stipuli un prestito finalizzato

Al di là dei prestiti personali, che chiediamo direttamente agli istituti di credito o alle società finanziarie per i motivi più disparati, ci sono i comunissimi prestiti finalizzati, che sottoscriviamo direttamente nei negozi, o anche online, quando acquistiamo per esempio un elettrodomestico. «In questo caso gli attori sono tre: fornitore del prodotto, cliente e finanziaria, e anche qui c’è una convenzione tra venditore e finanziaria, ma di diverso tipo: è chi vende che ricorre alla società finanziaria, per incoraggiare i clienti a fare acquisti con prestiti a tasso basso o a tasso zero, ed è questo soggetto che solitamente si fa carico delle commissioni o dei costi dei prestiti. Generalmente questi finanziamenti hanno tassi vantaggiosi per questo motivo, e anche perché sono meno rischiosi per chi li eroga perché legati all’acquisto di un prodotto. Il consumatore è avvantaggiato, salvo non esagerare».

Il finanziamento auto, perché costa così tanto e come muoversi

Un prestito finalizzato che fa storia a sé è quello sull’auto, anche perché la società che eroga il prestito è il più delle volte collegata alla casa automobilistica. Spiega Santin: «Quando si compra un’automobile nuova, chi vende è incentivato a spingere il cliente verso l’acquisto a rate, perché il finanziamento rende più della vendita pura del mezzo. Paradossalmente, a chi sceglie il pagamento dilazionato viene persino proposto uno sconto sul prezzo. Purtroppo, in cambio di questa agevolazione, l’acquirente si ritrova con un prestito a un tasso di interesse a due cifre. Meglio allora ragionarci su, prima di firmare, e calcolare il costo finale dell’auto con e senza finanziamento, considerando anche che insieme eventuali pacchetti dei tagliandi, polizza Rc, e mille accessori che faranno lievitare il conto finale. Insomma, la scelta andrà ben ponderata, numeri alla mano», è il consiglio di Santin. 

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Estinguere il finanziamento auto è possibile: come risparmiare sulla rata

Una cosa utile da sapere è che  il consumatore ha sempre la facoltà di estinguere subito quel prestito, anche se non tutti sono a conoscenza di questo diritto, e se ne ha la possibilità, è la cosa migliore da fare. «Se invece non ha la liquidità necessaria, può seguire un’altra strada. È una soluzione a cui non si pensa quasi mai, ma vantaggiosa, quando percorribile. Se, nel tempo, il consumatore trova sul mercato un prestito a un tasso meno oneroso, nulla gli vieta di chiedere un nuovo prestito per estinguere quello precedente. È un’operazione simile per certi versi alla surroga dei mutui, con la differenza che nella surroga si occupa di tutto l’istituto dove accendo il nuovo mutuo, mentre qui bisogna che il consumatore segua da sé la pratica».

La cessione del quinto dello stipendio

«Si parla spesso della cessione del quinto dello stipendio, una formula che alle società finanziarie “piace” moltissimo, perché è per loro a basso rischio. Il denaro della rata viene infatti prelevato direttamente dalla busta paga senza passare per le tasche del lavoratore», prosegue il rappresentante dei consumatori. «Questo tipo di finanziamento fu introdotto da Vittorio Emanuele II di Savoia, e in principio era riservato ai dipendenti del regno sabaudo: era un modo per evitare che potessero essere oggetto di corruzione o vittima di usura, compromettendo così il buon nome del regno. Per anni è stato quindi “il prestito” dei dipendenti della Pubblica amministrazione, fino a che nella storia recente non è stata estesa la platea ai pensionati e poi ai dipendenti del settore privato».

Le trappole

«Viene utilizzata a volte da chi non riesce a ottenere prestiti da altri soggetti, perché considerato non affidabile. Per chi concede il finanziamento il rischio che il debito non venga onorato è molto più basso, e in un certo senso ha più valore la solidità finanziaria del datore di lavoro, e finché sarà emesso lo stipendio, la società avrà le sue somme», dice Santin. «Alcune società più aggressive lo concedono con più facilità, ma a interessi molto alti».

«In più, il costo sarà gravato anche da quello di una polizza, perché la cessione del quinto è l’unica forma di credito che prevede l’obbligo di assicurazione. Il soggetto erogatore deve tutelarsi  contro un’eventuale decesso prematuro del debitore o la perdita del posto di lavoro. Va detto, però, ed è importante saperlo, che l’eventuale liquidazione in questi casi andrà interamente alla società finanziaria. Negli altri prestiti, quando si verifica la necessità, la somma viene liquidata al soggetto finanziato o alla sua famiglia, che decideranno cosa farne, se continuare a pagare le rate o estinguere il debito con quelle risorse».

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