#Finsubito news dalla rete – FONDEO ESPERO PERSONALE DELLA SCUOLA: CONVIENE O MENO ADERIRE ? E CHI E’ PIU’ INTERESSATO ALLA ADESIONE ?- LA NOSTRA GUIDA COMPLETA PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA


Una delle domande che spesso ci viene sottoposta, non solo dal personale neo immesso in ruolo ma anche da chi è già in servizio nella scuola, è quella relativa alla convenienza o meno all’adesione AL FONDO ESPERO.

Per poter consentire una valutazione sull’adesione o meno, riteniamo opportuno far presente che:

Il Fondo Espero è il fondo pensione negoziale (senza fini di lucro) dedicato ai lavoratori del comparto scuola e AFAM (pubblico e privato), creato per costruire una pensione complementare che affianchi l’assegno pubblico. 

VEDIAMO COME FUNZIONA

    • Destinatari: Personale docente, dirigenti scolastici, ATA e personale educativo.

L’ADESIONE PUO’ ESSERE ATTIVATA IN DUE MODI: 

  • Adesione Espressa: Il lavoratore manifesta esplicitamente la propria volontà. È possibile farlo online attraverso l’area riservata del portale NoiPA o direttamente tramite il portale ufficiale del Fondo Espero utilizzando SPID o CIE. 
  • Adesione Silente (Silenzio-Assenso): Se non viene espressa alcuna scelta entro precisi limiti temporali, l’iscrizione scatta in automatico. 

VENIAMO AI LIMITI TEMPORALI:

  • Si hanno 9 mesi di tempo  dal giorno dell’assunzione ovvero dalla data in cui ricevi formalmente l’informativa sulla previdenza complementare da parte della tua scuola. La scuola registra la notifica dell’avvenuta consegna dell’informativa, e da quel preciso momento si attiva il periodo dei 9 mesi;

– COSA SUCCEDE AL TERMINE DEI 9 MESI?

  • Se non si è effettuata alcuna comunicazione si verrà  iscrittI d’ufficio e automaticamente al Fondo Espero a partire dal primo giorno del mese successivo alla scadenza dei 9 mesi.
  • In ogni caso, anche se si superano i 9 mesi senza agire e scatta il silenzio-assenso, la procedura prevede che una volta che si è stati iscritti d’ufficio, il Fondo Espero provvede a inviare una “Lettera di Benvenuto” (tramite email o PEC) per comunicarti l’avvenuta adesione automatica. 
  • Entro 30 giorni dalla ricezione di questa lettera, si ha a disposizione un ultimo limite temporale per esercitare il diritto di recesso e annullare l’iscrizione, ottenendo il rimborso di quanto eventualmente già trattenuto
  • Attenzione: Una volta trascorsi i 30 giorni dalla notifica del Fondo, l’adesione diventa definitiva. Da quel momento in poi, non si potrà più recedere liberamente. Sarà possibile  interrompere la posizione o riscattare le somme solo al verificarsi delle cause di legge standard (es. cambio comparto, dimissioni o pensionamento)

PASSIAMO, ORA, ALLA DOMANDA PIU’ PRESSANTE: CONVIENE O MENO ADERIRE AL FONDO ?

L’adesione al Fondo Espero (il fondo pensione negoziale per il personale della scuola, AFAM e formazione professionale) conviene o meno a seconda dell’età, degli anni che mancano alla pensione e del regime contrattuale del lavoratore. 

 

QUALI SONO I VANTAGGI DEL FONDO: 

  • Il contributo del datore di lavoro (1%): Solo aderendo al Fondo Espero, il Ministero/datore di lavoro versa un ulteriore 1% dello stipendio a favore del personale scolastico. Se non aderisci, questo 1% è perso (non viene accreditato altrove). 
  • Vantaggi fiscali: I contributi che sono versati (compresi quelli del datore di lavoro e il TFR) sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 € all’anno. I rendimenti sono tassati al 20% (contro il 26% di altri strumenti finanziari) e la prestazione finale gode di un’aliquota agevolata tra il 15% e il 9% in base agli anni di permanenza. 
  • Costi contenuti: Essendo un fondo negoziale senza scopo di lucro, ha costi di gestione molto bassi rispetto ai fondi pensione aperti o bancari.

CHI HA CONVENIENZA AD ADERIRE AL FONDO ?

  • I giovani e i neoassunti (soprattutto post-2019):
    • Hanno un orizzonte temporale lunghi (20, 30 o più anni davanti).
    • Possono sfruttare la linea di investimento più dinamica o il comparto “Crescita” / “Dinamico” per far lavorare i mercati nel lungo periodo.
    • Beneficiano al massimo della riduzione dell’aliquota fiscale finale (che scende dal 15% fino al 9% dopo 15 o più anni di permanenza).
    • Subiscono pesantemente il “gap previdenziale” (la futura pensione pubblica con il sistema contributivo sarà molto più bassa dell’ultimo stipendio) e hanno assoluto bisogno di una pensione integrativa. 

A CHI NON CONVIENE IN LINEA DI MASSIMA ADERIRE AL FONDO: 

  • Chi è vicinissimo alla pensione (pochi anni al pensionamento):
      • A chi mancano solo 2-5 anni alla pensione, il capitale accumulato sarà troppo ridotto per generare una rendita significativa.
      • I soldi andranno obbligatoriamente nel comparto “Garanzia” (che rende poco, quasi a protezione del capitale), e non si farà in tempo ad abbattere la tassazione finale. In questo caso, spesso conviene tenersi il TFR classico. 
  • I vecchi assunti (in regime di TFS anziché TFR):
      • Chi è stato assunto prima del 2001 (e si trova nel regime del TFS – Trattamento di Fine Servizio, tipico del pubblico) per aderire a Espero dovrebbe convertire il TFS in TFR, un’operazione spesso finanziariamente sfavorevole e complessa da valutare.
  • Chi ha estremo bisogno di liquidità a breve termine:
      • I soldi messi nel fondo pensione non sono liberamente prelevabili se non in casi eccezionali e vincolati (es. spese sanitarie gravi, acquisto prima casa dopo un certo numero di anni), quindi chi non può bloccare il denaro farebbe fatica.

LA PAURA DI PERDERE IL TFR ADERENDO AL FONDO ESPERO

Il TFR che viene accumulato dal momento dell’adesione in poi (chiamato TFR maturando) viene indirizzato al Fondo Espero. 

    • Per i dipendenti pubblici della scuola, questo passaggio avviene inizialmente tramite un accantonamento figurativo (Conto Virtuale) presso l’INPS.
    • Le somme vengono rivalutate nel tempo in base al rendimento del comparto di investimento che hai scelto all’interno di Espero. 

A questo punto viene da chiedersi; Se ero già di ruolo e ora aderisco al FONDO che fine fa il TFR accumulato prima dell’adesione?

Tutto il TFR (o TFS) che è stato accumulato dall’inizio della carriera fino al giorno precedente alla iscrizione a Espero rimane intatto e bloccato presso l’INPS (TFR pregresso). Non viene toccato dal Fondo Espero e verrà liquidato separatamente dall’INPS secondo le normali tempistiche del pubblico impiego alla fine del tuo servizio;

Fatta questa precisazione, ci si chiede come e quando il personale della scuola riscuoterà quanto versato al FONDO in ragione della somma di TFR versato a Espero durante l’attività lavorativa ?

Al momento della cessazione del rapporto di lavoro o del pensionamento, si  pieno diritto ad ottenere la posizione accumulata in Espero, la quale comprende: 

    1. Il contributo mensile (trattenuto dallo stipendio).
    2. Il contributo aggiuntivo a carico dello Stato/Datore di lavoro (l’1% in più che versa lo Stato).
    3. Tutto il TFR versato negli anni, maggiorato dei rendimenti finanziari generati. 

Il personale della scuola potrà chiedere, all’atto del pensionamento, a secondo dell’importo totale accumulato e delle preferenze personali, di ricevere quanto esistente nel fondo:  

    • In capitale al 100%: Se l’importo accumulato è inferiore a determinati parametri di legge, è possibile  riprendere tutti i soldi in un’unica soluzione.
    • In rendita (Pensione integrativa): Sotto forma di assegno mensile che integra la pensione pubblica per tutta la vita.
    • Soluzione mista: Metà subito in contanti (50% in capitale) e metà come rendita mensile. 

Inoltre, la tassazione applicata al TFR e ai contributi al  momento della liquidazione dal fondo pensione è molto più vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria della liquidazione INPS (scende fino al 9%-15% contro le aliquote IRPEF standard molto più alte).


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