Nel 2017 avevano lasciato Londra per inseguire il sogno di una vita a contatto con la natura, lontano dal caos della metropoli. Oggi, dopo quasi nove anni trascorsi su un’isola privata al largo della costa scozzese, Richard Stein e Sally Lovell hanno deciso di fare il percorso inverso: tornare nella capitale britannica. Non perché si siano pentiti della loro scelta, ma perché, con il passare del tempo, sono cambiate le loro priorità.
La coppia aveva acquistato Harbour Island, un’isola di circa 3,9 ettari nell’Argyll, in Scozia, per 650mila sterline. Un cambiamento radicale rispetto alla precedente abitazione nel quartiere londinese di Clerkenwell, ma che li aveva conquistati fin dal primo momento grazie ai panorami spettacolari, alla tranquillità e alla possibilità di vivere immersi nella natura.
La loro casa si trova a soli 300 metri dal villaggio di Crinan, raggiungibile in barca in appena tre o quattro minuti. Una distanza sufficiente per godere della privacy dell’isola senza sentirsi completamente isolati dal resto del mondo. «È la sensazione di essere in qualche modo connessi al mondo, con elettricità, acqua corrente, banda larga e televisione, eppure il luogo in cui viviamo è così separato da tutto il resto», ha raccontato Richard.
Eppure, dopo quasi un decennio, anche il fascino di questa vita ha lasciato spazio alla nostalgia per la città. La coppia ha quindi deciso di mettere in vendita la proprietà attraverso l’agenzia immobiliare Savills, fissando il prezzo a 1,25 milioni di sterline. Tra le ragioni della scelta ci sono la voglia di stare più vicino ai familiari, soprattutto ai nuovi nipoti e agli anziani genitori di Sally, ma anche il desiderio di ritrovare ristoranti, negozi, amici e una vita sociale più intensa.
«Mi mancavano il cibo, la cultura e l’atmosfera di Londra»
A far maturare la decisione è stato soprattutto un soggiorno nella capitale britannica. Intervistato dal London Standard, Richard ha raccontato di aver trascorso circa una settimana a Londra la primavera scorsa, riscoprendo un mondo che pensava di essersi lasciato definitivamente alle spalle.
«Fino all’anno scorso avrei detto che non avrei mai più voluto vivere a Londra. Poi, la scorsa primavera, ho trascorso una settimana in città, girando senza una meta precisa, e mi sono reso conto che mi mancavano il cibo, la cultura, la vita sociale, i negozi e l’atmosfera vivace».
Anche Sally, che in passato ha lavorato nel marketing, ha ammesso che quando si erano trasferiti sull’isola immaginava di restarci per sempre. «Ci siamo innamorati perdutamente dell’isola e dell’Argyll, e ci abbiamo messo tutto il nostro cuore e la nostra anima.
Ma non si ha la sfera di cristallo e non si può sapere come cambieranno le proprie priorità».
La ristrutturazione della casa e il progetto dopo la pensione
Per Richard, ex avvocato in pensione dal marzo 2017, l’acquisto di Harbour Island era stato anche un modo per trovare un nuovo progetto a cui dedicarsi dopo aver lasciato il lavoro. Quando la coppia arrivò sull’isola, la vegetazione aveva preso il sopravvento e il bungalow con tre camere da letto sembrava fermo agli anni Cinquanta.
Trasferitisi definitivamente nell’aprile del 2017, i due avviarono una profonda ristrutturazione, installando tra le altre cose gli impianti idraulici e il riscaldamento centralizzato. Nell’autunno del 2018 ampliarono la casa con un’importante estensione, mentre nel 2022 Richard realizzò personalmente una dependance utilizzando legname locale. La struttura comprende quattro camere da letto, tre bagni e tre saloni.
Un’impresa che inizialmente aveva suscitato qualche perplessità anche tra i familiari. «Pensavano che fossimo pazzi. Era una sfida e ne avevo bisogno dopo aver lasciato un lavoro impegnativo e gratificante», aveva raccontato Richard al Daily Mail nel maggio dello scorso anno. «La proprietà era piuttosto fatiscente. Credo che stessi cercando un progetto che sostituisse il lavoro a tempo pieno». Guardando ai risultati, l’ex avvocato non ha dubbi sulla scelta fatta: «Mi sembra davvero un modo fantastico di trascorrere la fase della vita successiva alla pensione».
Una vita a contatto con la natura, ma con qualche compromesso
Harbour Island ha regalato alla coppia anni di tranquillità e un rapporto privilegiato con l’ambiente circostante. L’isola è ricca di fauna selvatica e tra gli incontri più insoliti c’è stato quello con una foca, che si era stabilita lì per alcune settimane.
La vita quotidiana richiedeva però un’organizzazione diversa rispetto a quella di una grande città. Fare la spesa, per esempio, significava pianificare ogni spostamento: niente soste improvvisate al supermercato tornando dal lavoro. Eppure, spiegava Richard, il negozio più vicino si trova a soli venti minuti di distanza.
Il vero inconveniente poteva presentarsi quando uno dei due dimenticava le chiavi dell’auto sull’isola: in quel caso, era necessario tornare indietro con la loro barca Orkney di circa cinque metri. Nella zona del cantiere navale c’è comunque anche un negozio che vende alcuni beni di prima necessità.
La coppia ha imparato a prepararsi anche alle condizioni meteorologiche più difficili. Sally ha raccontato di aver sempre mantenuto il congelatore ben fornito in previsione delle tempeste, anche se, in quasi nove anni, soltanto due episodi avevano impedito loro di spostarsi in barca.
L’isola dispone di elettricità, acqua corrente e collegamento a Internet grazie a tubature e cavi che raggiungono il fondale marino. L’unica risorsa mancante è il gas: per riscaldarsi, i due hanno quindi utilizzato la legna ricavata dalla vegetazione presente sulla proprietà.
«I panorami sono straordinari. È semplicemente un posto incredibile in cui vivere», ha raccontato Richard. «Essere circondati dall’acqua ti fa sentire immerso nella natura. Guardando fuori si possono scorgere uno o due segni della presenza umana, ma tutto il resto è completamente selvaggio». E, nonostante il tempo trascorso, ha aggiunto, ogni mattina continua a fare fatica a credere di vivere davvero in un posto simile.
Sally dedicava gran parte delle sue giornate alla cura delle numerose piante e a una passeggiata di circa quaranta minuti intorno alla proprietà. «C’è qualcosa di magico in un’isola, e lo percepisci appena metti piede sulla sua terra. Per me è stato come entrare in un giardino segreto. Si respira un senso di avventura», ha raccontato.
«È un’esperienza unica poter camminare sulla propria terra e avere sempre qualcosa da ammirare. A volte sembra davvero di essere in paradiso». Una vita appartata, ma non necessariamente solitaria: «Non siamo affatto isolati. Possiamo stare per conto nostro quando lo desideriamo, ma ci piace anche partecipare alla vita della comunità».
La decisione di vendere: «Sarà un duro colpo»
Nonostante l’affetto per l’isola e per la casa che hanno trasformato con le proprie mani, Richard e Sally hanno deciso che è arrivato il momento di voltare pagina. La distanza dalla famiglia, in particolare dai nipoti e dai genitori anziani di Sally, è diventata un elemento sempre più importante.
«È una decisione davvero difficile. Sarà un duro colpo, ma sono passati quasi dieci anni e siamo un po’ troppo lontani dalla famiglia», ha spiegato Sally. Con il passare degli anni, inoltre, diventa sempre più importante considerare gli aspetti pratici di una vita che richiede di salire e scendere regolarmente da una barca.
«Bisogna essere abbastanza in forma per entrare e uscire dall’imbarcazione. Per fortuna, al momento lo siamo, ma è importante anche capire quando è arrivato il momento di lasciar andare», ha aggiunto. Harbour Island è dunque in vendita per 1,25 milioni di sterline, quasi il doppio rispetto alle 650mila pagate nel 2017. Un luogo che per la coppia ha rappresentato molto più di una semplice casa: è stato un progetto di vita, una sfida personale e un rifugio immerso nella natura.
«Siamo molto tristi di doverci trasferire, ma ci sembra la decisione giusta per motivi familiari», ha concluso Richard. «Non credo che sia una scelta sbagliata, ma sicuramente ci mancheranno molti aspetti di questo posto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link







